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	<title>Grandangolo Agrigento &#187; Eventi</title>
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	<description>Il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo</description>
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		<title>“Sicilia fabbrica del mito” di Matteo Collura presentato ad Agrigento</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 14:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Romeo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[“Sicilia fabbrica del mito” di Matteo Collura presentato ad Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Riferisce una citazione eccellente Matteo Collura nel presenziare alla presentazione del suo ultimo libro ”Sicilia la fabbrica del mito”. Quella di Unamuno: ”La Spagna mi duole”. E confessa candidamente che una sera per caso, trovandosi in Alto Adige fu assalito da una identica motivazione: ”La Sicilia mi duole”. E’ lì, in quella regione lontanissima dalla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Giusy-Carreca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65146" alt="Giusy Carreca" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Giusy-Carreca-300x180.jpg" width="300" height="180" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Matteo-Collura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65147" alt="Matteo Collura" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Matteo-Collura-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Settimio-Biondi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65148" alt="Settimio Biondi" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Settimio-Biondi-300x212.jpg" width="300" height="212" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Settimio-Biondi-Matteo-Collura-e-Giusy-Carreca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65149" alt="Settimio Biondi, Matteo Collura e Giusy Carreca" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Settimio-Biondi-Matteo-Collura-e-Giusy-Carreca-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Riferisce una citazione eccellente Matteo Collura nel presenziare alla presentazione del suo ultimo libro ”Sicilia la fabbrica del mito”. Quella di Unamuno: ”La Spagna mi duole”. E confessa candidamente che una sera per caso, trovandosi in Alto Adige fu assalito da una identica motivazione: ”La Sicilia mi duole”. E’ lì, in quella regione lontanissima dalla Sicilia inizia la gestazione del libro che ieri sera è stato presentato dallo storico Settimio Biondi nella splendida “enclave” della Biblioteca Lucchesiana messa a disposizione dal direttore don Angelo Chillura che ne ha fatto una sede giustamente privilegiata. Collura è un aficionado della Lucchesiana e alcuni mesi fa nel ricevere il “Premio Sicilia” per la cultura aveva lasciato il segno esclamando “Meno male che Sciascia non c’è più. Se non altro si è risparmiato tanti dolori”. E di dolori Collura ne enumera parecchi, dalla desertificazione della cultura siciliana con musei e fondazioni che chiudono per finire al “punteruolo rosso” che riduce a moncherini le palme che abbellivano, quasi un anticipo d’oriente, le nostre città senza che nessuno riesca a porvi rimedio. C’è il sindaco Marco Zambuto e l’attrice Giusy Carreca chiamata a leggere alcune pagine importanti di “genere femminile” dedicate a Franca Viola. Perché Collura chiede conto a tutti e non fa sconti a nessuno: da Salvatore Giuliano, ai monaci &#8220;mafiosi&#8221; di Mazzarino, Giuseppe Genco Russo, il barone Agnello e il suo sequestratore, il mago Cagliostro, il satanico Crowley, il padre dei surrealisti Raymond Roussel, Ettore Majorana e il barone Pietro Pisani,” fondatore, in una Palermo lontana anni luce dalla ragione, della caritatevole ancorché eccentrica Real Casa dei Matti”. Non per caso il libro si chiude con i “mostri” di Villa Palagonia e non per caso ma con premeditata “lectio” l’incaricato presentatore Settimio Biondi affonda il dito nella piaga e sul filo della demistificazione operata da Collura si è mosso tra stupri, violenze, aspre visioni di paesaggi, perduranti mentalità mafiose ed equivoci di legalità che spesso non sono sinonimi di raggiunta giustizia. Appunto, come dice Collura e gli fa eco Biondi “la Sicilia come luogo del mito, miti di antica tradizione, derivanti da una cultura costruita nel corso di millenni, ma anche miti posticci, sbandierati come giustificazioni per certi mal costumi”. Se “Sicilia sconosciuta” pubblicato attorno al 2000 costituiva una sorta di prefazione alla nostra isola, insieme a “In Sicilia” del 2004 e “L’isola senza ponte” del 2007 quest’ultimo “Sicilia la fabbrica del mito” costituisce un trittico e poi anche trilogia dell’anima. Anime perse, anime nere e qualche anima bella che affollano un’isola nata dallo stupro di Plutone(la cui sede degli Inferi era in Sicilia!) a Proserpina e che viene fantasticamente evocato da Biondi che riesce a tenere banco per circa un’ora e assilla l’uditorio (lui spera e lo speriamo anche noi) con le scatologie in cui siamo immersi in vista di salutari escatologie. Anche perché l’applauso finale a Biondi da parte di un certo pubblico, quasi un suggerimento a smetterla con le scomodità storiciste, non ci è proprio piaciuto. Per esempio l’anatema contro la mafia di Papa Woytila scritto a grandi lettere sulla croce (abusiva) di Piana San Gregorio e che nessun politico è riuscito ancora a suggerire e attuare. Era già accaduto con la manifestazione nel ricordo di Woytila e si ripete con lo scomodo libro di Collura. E fin quando la società civile agrigentina non riuscirà a soppesare il suo presente- passato non basteranno a cambiare né grilli ,né cavallette, né angeli sterminatori.</p>
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		<title>“Bimbimbici”, a spasso per Aragona sulle due ruote</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 23:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Organizzata dal comitato “Io genitore” e dal comune di Aragona, si è svolta nel corso principale del paese, la manifestazione “Bimbimbici 2013”, giunta quest’anno alla XIV edizione. L’iniziativa, sul tema della mobilità nel territorio italiano, ha riscosso un ottimo successo di partecipanti. Domenica, tra la via Roma e la Piazza Scifo, hanno passeggiato, in sella [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/La-manifestazione-di-Aragona-Bimbimbici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64806" alt="La manifestazione di Aragona, Bimbimbici" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/La-manifestazione-di-Aragona-Bimbimbici-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/La-manifestazione-di-Aragona-Bimbimbici1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64807" alt="La manifestazione di Aragona, Bimbimbici" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/La-manifestazione-di-Aragona-Bimbimbici1-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a>Organizzata dal comitato “Io genitore” e dal comune di Aragona, si è svolta nel corso principale del paese, la manifestazione “Bimbimbici 2013”, giunta quest’anno alla XIV edizione. L’iniziativa, sul tema della mobilità nel territorio italiano, ha riscosso un ottimo successo di partecipanti. Domenica, tra la via Roma e la Piazza Scifo, hanno passeggiato, in sella ad una bicicletta, oltre duecento tra bambini e adulti. Ai partecipanti è stato regalato un kit dell’evento, composto da una t-shirt e un cappellino. Il pomeriggio salutare e d’allegria è stato animato da canti e balli. Soddisfatti gli organizzatori dell’evento. L’assessore del comune di Aragona Giuseppe Attardo afferma: “Il nostro Comune ha deciso di aderire quest&#8217;anno per la prima volta all&#8217;iniziativa nazionale, per sostenere un&#8217;iniziativa sociale e ambientale che non riguarda solo i bambini ma un modo diverso di concepire le nostre città e la mobilità urbana, per condividere insieme un&#8217;esperienza unica, divertente, diversa da qualsiasi altra e per educare i nostri bambini, fin da piccoli, a una mobilità alternativa e più sostenibile, considerando anche la bici non solo come un mezzo di trasporto, ma anche come un modo per osservare la natura che ci circonda ed imparare a rispettarla”.</p>
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		<title>“Voglio andare a vivere in Australia”: grande spettacolo per aiutare gli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 00:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[“Voglio andare a vivere in Australia”: spettacolo per aiutare gli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[Tremila e seicento euro di incasso nelle tre serate al “Posta Vecchia” devolute in beneficenza. Cifre inusitate per il teatro agrigentino e un successo aperto e cordiale quello che è stato tributato agli attori della compagnia “Attori per caso” nata l’anno scorso  nell’ambito del Lion club Agrigento Host . Pigmalione e  “corruttore di giovin signore” [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64410" alt="Voglio andare a vivere in Australia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64411" alt="Voglio andare a vivere in Australia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64412" alt="Voglio andare a vivere in Australia2" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia2-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-altra-scena.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64413" alt="Voglio andare a vivere in Australia, altra scena" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-altra-scena-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-di-Gueli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64414" alt="Voglio andare a vivere in Australia, di Alfonso Gueli" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-di-Gueli-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-primo-piano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64415" alt="Voglio andare a vivere in Australia, primo piano" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-primo-piano-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-saluto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64416" alt="Voglio andare a vivere in Australia, saluto" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-saluto-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-scena.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64417" alt="Voglio andare a vivere in Australia, scena" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-scena-300x229.jpg" width="300" height="229" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64418" alt="Voglio andare a vivere in Australia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia3-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-scena-panoramica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64419" alt="Voglio andare a vivere in Australia, scena panoramica" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Voglio-andare-a-vivere-in-Australia-scena-panoramica-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Tremila e seicento euro di incasso nelle tre serate al “Posta Vecchia” devolute in beneficenza. Cifre inusitate per il teatro agrigentino e un successo aperto e cordiale quello che è stato tributato agli attori della compagnia “Attori per caso” nata l’anno scorso  nell’ambito del Lion club Agrigento Host . Pigmalione e  <i>“corruttore di giovin signore”</i>  lo scrittore Alfonso Gueli che aveva esordito nel lontano 1978 con il romanzo “Maledetta città” con prefazione di Antonino Cremona e presentato da Francesco Renda.  “Maledetta città” era l’imprecazione finale del romanzo con la quale lo scrittore sognava di abbandonare la sua città ma che poi aggiungeva <i>“anzi no, resto”.</i> Quanto questo restare sia giovato a Gueli avremmo anche noi qualche opinione ma che sia giovato alla letteratura e al teatro di questo siamo sicuri. Perché poi  Gueli ha scritto un fuoco di fila di libri: ”Tutte le parole che vuoi”, “Libertà d’artista”, “Ritrovare Paola”, un cofanetto con quattro volumi di testi e i racconti di “Ombre scolpite”. Quattordici le opere teatrali rappresentate e se poi aggiungiamo la rubrica  “Palla al centro” tenuta per molti anni sul mensile “Proposta” che allora dirigevo con Rosetta Romano, le ragioni stanno sicuramente dalla parte dello scrittore. Solo che stavolta Gueli l’ha combinata grossa  e con questa sua pièce-imperativa “Voglio andare a vivere in Australia” adesca  buona parte dei Lion, ne sollecita le ambizioni nascoste e senza ricorrere al vivaio della De Filippi di “Amici” o di “X factor” ti mette in scena un manipolo di attori non professionisti che dopo l’esibizione nelle tre serate, definirli “attori per caso”  sarebbe un peccato da espiare col cilicio. Abbiamo appreso anche che Gueli è recidivo avendo già portato in scena l’anno scorso una sua opera “Via Roma 15 scala B”. Una messinscena alla chetichella che gli è servita a porre le basi di una compagnia più stabile “Attori per caso” che potrebbe diventare il tormentone degli anni a venire. Anche perché il caso, spesso, si accompagna alla necessità.  “<i>Voglio andare a vivere in Australia”</i> &#8211; dice Gueli &#8211; <i>è una commedia che propone uno spaccato di vita familiare colto nel clima “festoso” del periodo natalizio.</i> La vicenda, infatti, si svolge tra l’antivigilia di Natale e Capodanno e i personaggi sono i componenti di una famiglia dei nostri tempi. Le piccole incomprensioni, i problemi, i dubbi, gli slanci, le aspettative, le inquietudini, le parole dette e i sentimenti non confessati… il tutto sotto l’occhio  distratto di un nonno sordo e presente in scena dall’inizio alla fine. Le problematiche affrontate sono quelle comuni a tutte le famiglie: rapporti tra genitori e figli e tra coniugi, parenti affettuosamente invadenti, telefono, citofono e campanello d’ingresso che si susseguono, suoni e rumori provenienti dal televisore sempre acceso, scene d’involontaria comicità, momenti di malinconia, insofferenze e, qua e là, il bisogno e l’incapacità di comunicare come si vorrebbe. Il filo conduttore è l’amore:  amore per la famiglia, per le proprie radici, per la vita, per tutto ciò che fa sognare e anche soffrire, per le sensazioni e i ricordi che teniamo dentro e che rendono la vita di ciascuno degna d’essere vissuta, sempre e pienamente”.  Anche se c’è sempre in agguato la voglia di fuggire che ha le sue ragioni che “il cuore non conosce” e non aspettano “il giorno in cui cadrà la pioggia”, come in quella vecchia canzone di Gilbert Bècaud.</p>
<p>Per la cronaca gli attori “consumati dal caso” e da consegnare agli annali sono: Lillo, Savatteri, Rosaria Leto, Sara Camizzi, Antonio Garufo, Lina Gueli, Loredana Minacapilli, Emanuele Gionfriddo, Anna Careca, Teresa Parisi, Alfonso Sollano, Egla Tornambè, Adriana Parisi, Maria Cerasola, Antonio Calamita. Luci e suoni Tonino Bruccoleri Collaborazione tecnica Maria Cerasola, Anna Careca, Direttore di scena e assistente alla regia Maria Grazia Scibetta.</p>
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		<title>Celebrata a villa Bonfiglio la festa della Repubblica</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 16:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Celebrata a villa Bonfiglio la festa della Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Celebrata questa mattina a Villa Bonfiglio la 67^ Festa della Repubblica. Davanti alle rappresentanze delle autorità civili e militari si è proceduto alla consegna degli attestati di benemerenza a quanti si sono contraddistinti per meriti alla Repubblica. Fra questi a Lillo Vaccaro, 92 anni, ex prigioniero della seconda guerra mondiale. A intonare gli inni sono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-20131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64277" alt="Festa della Repubblica 2013" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-20131-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-deposizione-corona-dalloro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64278" alt="Festa della Repubblica 2013, deposizione corona d'alloro" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-deposizione-corona-dalloro-297x300.jpg" width="297" height="300" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-il-prefetto-Ferrandino-guidata-dal-col.-Sciuto-passa-in-rassegna-i-corpi-delle-Forze-armate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64279" alt="Festa della Repubblica 2013, il prefetto Ferrandino, guidata dal col. Sciuto, passa in rassegna i corpi delle Forze armate" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-il-prefetto-Ferrandino-guidata-dal-col.-Sciuto-passa-in-rassegna-i-corpi-delle-Forze-armate-300x192.jpg" width="300" height="192" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-il-prefetto-Ferrandino-tra-sindaco-e-presidente-Provincia-questore-e-comandante-carabinieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64280" alt="Festa della Repubblica 2013, il prefetto Francesca Ferrandino, tra vice-sindaco Luparello,  presidente Provincia, D'Orsi, questore Bisogno e comandante carabinieri Sciuto" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-il-prefetto-Ferrandino-tra-sindaco-e-presidente-Provincia-questore-e-comandante-carabinieri-300x191.jpg" width="300" height="191" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-prefetto-Ferrandino-e-col.-Sciuto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64281" alt="Festa della Repubblica 2013, prefetto Ferrandino e col. Sciuto" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-della-Repubblica-2013-prefetto-Ferrandino-e-col.-Sciuto-300x164.jpg" width="300" height="164" /></a>Celebrata questa mattina a Villa Bonfiglio la 67^ Festa della Repubblica. Davanti alle rappresentanze delle autorità civili e militari si è proceduto alla consegna degli attestati di benemerenza a quanti si sono contraddistinti per meriti alla Repubblica. Fra questi a Lillo Vaccaro, 92 anni, ex prigioniero della seconda guerra mondiale. A intonare gli inni sono stati gli studenti dell’istituto comprensivo V.E. Orlando di Aragona e Anna Frank di Agrigento.</p>
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		<title>Padre Pino Puglisi è Beato: 90.000 persone gli rendono onore (fotogallery)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 13:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maristella Panepinto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Pino Puglisi è Beato: 90.000 persone ai suoi piedi]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardando la gigantografia di don Puglisi, che si comprende l&#8217;essenza di questo santo (ci sia concesso, almeno per una volta, di chiamarlo così). Erano le 10 e 45 quando l&#8217;immagine, che svettava sul soleggiato Foro italico di Palermo, è stata &#8220;svelata&#8221;, tra il battito d&#8217;ali di decine di colombe e la sincronia di migliaia di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-fedeli-venuti-da-tutta-la-Sicilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63779" alt="Beatificazione di don Pino Puglisi, fedeli venuti da tutta la Sicilia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-fedeli-venuti-da-tutta-la-Sicilia-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-fedeli-venuti-da-ogni-parte-dItalia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63778" alt="Beatificazione di don Pino Puglisi, fedeli venuti da ogni parte d'Italia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-fedeli-venuti-da-ogni-parte-dItalia-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-la-solenne-cerimonia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63780" alt="Beatificazione di don Pino Puglisi, la solenne cerimonia" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-la-solenne-cerimonia-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-le-autorità.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63781" alt="Beatificazione di don Pino Puglisi, le autorità" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisi-le-autorità-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisiinterviste-ad-Angelino-Alfano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63782" alt="Beatificazione di don Pino Puglisi,interviste ad Angelino Alfano" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Beatificazione-di-don-Pino-Puglisiinterviste-ad-Angelino-Alfano-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/La-gigantografia-di-don-Pino-Puglisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63783" alt="La gigantografia di don Pino Puglisi," src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/La-gigantografia-di-don-Pino-Puglisi-181x300.jpg" width="181" height="300" /></a>Guardando la gigantografia di don Puglisi, che si comprende l&#8217;essenza di questo santo (ci sia concesso, almeno per una volta, di chiamarlo così).</p>
<p>Erano le 10 e 45 quando l&#8217;immagine, che svettava sul soleggiato Foro italico di Palermo, è stata &#8220;svelata&#8221;, tra il battito d&#8217;ali di decine di colombe e la sincronia di migliaia di applausi.</p>
<p>E&#8217; il cardinale Salvatore De Giorgi che rende nota la lettera apostolica, firmata da Papa Francesco e con la quale si autorizza la beatificazione di don Puglisi: <i>&#8220;Giuseppe Puglisi -  recita la lettera &#8211;  presbitero, martire, pastore secondo il cuore di Cristo, seminatore evangelico del perdono e della riconciliazione, che si possa sin da ora chiamare Beato&#8221;.</i></p>
<p>E&#8217; stato quello, più degli altri, il momento in cui Palermo e la Sicilia &#8211; nella sostanza di 90.000 rappresentanti &#8211; hanno sentito, dentro il cuore, il battito della riconoscenza. Riconoscenza a un uomo, che ha avuto come obiettivo di vita la dignità, quella personale e quella intravista nella strada da indicare a chi gli capitasse a fianco.</p>
<p>La solennità dei riti, officiati, quello della beatificazione dal cardinale Salvatore De Giorgi &#8211; delegato dal Pontefice &#8211; e quello della liturgia eucaristica dal cardinale Paolo Romeo, non ha gonfiato di retorica, l&#8217;umiltà che permeava il mondo di don Puglisi. A portare sull&#8217;altare i doni, al momento dell&#8217;offertorio, le persone che furono più vicine al prete, trucidato nel 2013. I fratelli di don Puglisi, Gaetano e Francesco, una coppia di sposi di colore, convertitisi al cristianesimo e sposati, da Puglisi con rito cattolico, proprio quel 15 settembre 1993. Poi ancora Francesca e Filippo Barbaccia, una coppia simbolo di coraggio. Amici da sempre di Puglisi, già dai tempi del suo apostolato a Godrano, con l&#8217;aiuto della fede hanno superato un tragico momento, che li ha colpiti in un altro fatale 15 settembre di alcuni anni fa. Ancora, suor Agostina Aiello, instancabile coordinatrice del centro Puglisi di via Bonello. La Aiello ha costantemente negli occhi il ricordo del prete, che per anni ha affiancato in una lunga opera di evangelizzazione.</p>
<p>Ed è proprio sulla capacità di evangelizzare, che si è soffermato il cardinale Romeo nel corso dell&#8217;omelia: <i>&#8220;Vorrei dare la mia voce a Puglisi, per farvi dire grazie. Sono certo che, se Puglisi si trovasse qui, si sarebbe messo dietro le quinte, mai al centro del palco&#8221;.</i></p>
<p>E invece l&#8217;immagine sorridente di don Puglisi, rimaneggiata dai grafici solo nell&#8217;abbigliamento &#8211; quella più comune lo vede con una semplice t-shirt &#8211; pare sia un trono di quotidianità e alla portata di tutti. Dentro quel sorriso capiente, si attardano i pellegrini. Qualcuno rivolge un preghiera, qualcun&#8217;altro si commuove, c&#8217;è chi fa partire un applauso.</p>
<p>Poi Romeo prosegue: <i>&#8220;Il beato Puglisi era un seme. Nei suoi 33 anni di sacerdozio, Puglisi fu un chicco, donato senza riserve. Lui si occupava di Cristo a tempo pieno e diceva spesso che fare il sacerdote non era un mestiere. Lui fu un pastore, che si fece tenere la mano da Gesù&#8221;.</i></p>
<p>Il tono del cardinale a un certo punto si fa grave. E&#8217; quando il riferimento deve virare al cuore della mafia, a quella Cosa nostra che vent&#8217;anni fa tolse di mezzo un prete scomodo e indifeso.</p>
<p><i>&#8220;La mano mafiosa</i> &#8211; ha detto Romeo &#8211; <i>ha liberato la vita vera di Puglisi. Un&#8217;esistenza che, nella sua ferialità, moriva ogni giorno al servizio degli altri e nella sequela del vangelo. Fu a Brancaccio che Puglisi trovò personaggi adusi ad una paternità assassina. E&#8217; fu lì che lui sentì l&#8217;esigenza di promuovere una paternità, che portasse bambini e giovani verso la dignità. Lui parlava incessantemente del &#8216;Padre nostro, che come ripeteva Puglisi, &#8216;ama tutti, dentro e fuori la chiesa. Con la sua evangelizzazione, Puglisi toglieva alla pericolosa mafia del quartiere Brancaccio, il consenso del territorio. Ed è a quel punto che la mafia, che si definisce pure &#8216;devota&#8217;, uccide don Puglisi. Ma quanta fede ha spinto il beato Giuseppe, a fare questo sacrificio? Quella che derivava da un suo costante rapporto con la parola di Dio. Ed è per questo che Puglisi ci chiama alla missione della fede, a un intento evangelizzatore, che deve diventare missione di vita&#8221;.</i></p>
<p>Sul finale, Romeo rivisita l&#8217;anatema, pronunciato da Giovanni Paolo II nel maggio &#8217;93 ad Agrigento: <i>&#8220;Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio&#8221;.</i> La gente applaude e continua a farlo, anche quando il cardinale sente il desiderio di ricordare, su tutte, tre vittime della mafia siciliana. I giudici Falcone, Borsellino e Livatino. Le migliaia, presenti al Foro italico, hanno seguito in un silenzio insperabile, ogni momento della liturgia. L&#8217;ottima organizzazione logistica, curata dai volontari della protezione civile, delle associazioni di volontariato, dagli scout, ha consentito una gestione, senza problemi rilevanti, dell&#8217;evento. Cappelli rossi e gialli, con tanto di don Pino stampato sul frontale, hanno permesso di ripararsi dal sole. Non è mancato il supporto agli anziani e il rifornimento di bottigliette d&#8217;acqua. Ben organizzate anche le vie di fuga, i posti riservati ai giornalisti e la gestione, per settori, dei 90.000 fedeli presenti.</p>
<p>Nelle prime file c&#8217;erano i 700 religiosi, provenienti da ogni parte della Sicilia: frati, diaconi, sacerdoti. Sull&#8217;altare una folta rappresentanza di porporati.</p>
<p>Sempre nel parterre le autorità, con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto Umberto Postiglione, il ministro dell&#8217;Interno, Angelino Alfano, che a un minuto dall&#8217;inizio ha commentato: &#8220;<i>Questo è un momento di beatitudine per la chiesa e per la nostra terra&#8221;. </i>Presenti anche la guardasigilli, Anna Maria Cancellieri e il presidente del Senato, Pietro Grasso.</p>
<p>Immancabili gli alti rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine e la fanfara dei carabinieri, che ha dato il là alla manifestazione, con una partecipatissimo Inno nazionale italiano.</p>
<p>Vastissimo il dispiegamento di uomini, da parte di Carabinieri, Polizia e Fiamme Gialle. Un cordone di sicurezza, che partendo da via Roma, si è esteso in lungo e in largo nel vasto perimetro del Foro Italico.</p>
<p>Gli appuntamenti dedicati a don Puglisi proseguono oggi pomeriggio, dalle 14 alle 19, con la possibilità di venerare, in Cattedrale, le spoglie del beato, installate in un sarcofago a forma di spiga. Da lì, in tempi da definire, le spoglie saranno traferite nella chiesa nuova di Brancaccio, che sorgerà in contrada Fichidindia.</p>
<p>Stasera, in piazzale Anita Garibaldi, ultima residenza di Puglisi, ci sarà una diretta con Rai 1, condotta da Massimo Giletti e con Luca Zingaretti &#8211; che interpretò Puglisi nel film &#8216;Alla luce del sole&#8217;. La scelta della location non è stata casuale. Piazzale Anita Garibaldi, dove è stato trucidato Puglisi, è ormai un luogo simbolo. Lì Giuseppe Grigoli sparò alla tempia del sacerdote, quell&#8217;unico colpo, che ha, però, scritto un pezzo di storia ecclesiastica e sociale. Don Puglisi, infatti, è la prima vittima di mano mafiosa, il cui sacrificio viene riconosciuto dalla chiesa come martirio. La festa del beato Puglisi sarà celebrata ogni anno il 21 ottobre.</p>
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		<title>La veglia in attesa della beatificazione di don Pino Puglisi</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 22:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maristella Panepinto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In attesa della beatificazione di don Pino Puglisi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63709" alt="vegliabrancaccio" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63710" alt="vegliabrancaccio2" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63711" alt="vegliabrancaccio3" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63712" alt="vegliabrancaccio4" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/vegliabrancaccio4-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>C&#8217;erano le &#8220;squillo&#8221; stasera al Foro Italico. Come sempre. Ma stasera le loro calze a rete e i pantaloncini sgambati, erano un accordo ancor più stonato davanti a quel palco, che domani servirà per il rito di beatificazione di don Pino Puglisi. Qualcuno commenta che si poteva fare un repulisti. Che, almeno per stasera, quel posto meritasse l&#8217;inviolabilità, che deve essere delle cose sacre. A pochi metri, la squadra degli operai lavora incessantemente. Ne avrà per tutta la notte. C&#8217;è il palco, di lato una gigantografia del prete di Brancaccio, rigorosamente coperta, quindi i gazebo, che delimitano il settore riservato alle autorità. C&#8217;è poi un carosello di transenne, che si allunga per un diverse centinaia di metri. Sono quasi centomila le persone attese. Alcuni gruppi sono già arrivati, tra questi centinaia di scout, che stanotte alloggeranno nei locali di diverse parrocchie palermitane. In una parte di Brancaccio, in quella contrada Fichidindia &#8211; area confiscata alla mafia, dove sorgerà la nuova chiesa del quartiere &#8211; si respira aria di festa. Per il resto, il martoriato quartiere palermitano è uguale a sè stesso. Pare uno stagno di monotonia e di silenzio. Se chiedi in giro dove si trovi &#8220;via Fichidindia, dove c&#8217;è la festa per don Pino&#8221;, l&#8217;interlocutore di turno strabuzza gli occhi, come se gli stessi domandando la strada verso per la luna. In via Fichidindia è stata organizzata una veglia di preghiera, animata da decine di giovani: entusiasti, colorati, limpidi nel proclamare il verbo del prete sorridente. Con loro i cardinali Paolo Romeo e Salvatore De Giorgi. Romeo, che regge la diocesi palermitana, domani presiederà la liturgia eucaristica. Gli chiediamo un commento sul lungo iter della beatificazione: &#8220;Non è stato assolutamente un percorso accidentato &#8211; ci dice il porporato. Sono i tempi della chiesa, quelli necessari per definire un martirio. Quel che è certo è che la chiesa oggi è in festa&#8221;. Il cardinale De Giorgi domani rappresenterà Papa Francesco e sarà suo il compito di leggere una lettera scritta di pugno dal Pontefice. Alla veglia incontriamo anche il giornalista Francesco Deliziosi, che è stato allievo e amico di don Puglisi. Deliziosi ha dedicato due libri al futuro beato. L&#8217;ultimo dei quali, dal titolo che dice tutto, &#8216;Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso&#8217;, è in libreria dal 22 maggio scorso.</p>
<p>Deliziosi ci fa conoscere un don Pino inedito: &#8220;Puglisi aveva il dono dell&#8217;allegria. Era una persona sorridente ed autoironica. A scuola, se gli chiedevamo a cosa servissero le sue orecchie grandi, lui rispondeva che gli erano necessarie per ascoltarci meglio. Le mani enormi, per carezzare meglio i suoi ragazzi. La testa pelata: per riflettere la luce del Padre eterno. Se oggi Puglisi ipoteticamente si materializzasse tra di noi, sarebbe felice di vedere tutti questi giovani a far festa, segno di quel cambiamento, che lui aveva iniziato&#8221;.</p>
<p>Deliziosi ha fatto parte della commissione, che ha raccolto il materiale per avviare il processo di beatificazione. &#8220;Puglisi era scomodo a Cosa nostra perchè predicava incessantemente. I mafiosi di Brancaccio temevano, quel prete sorridente è risoluto: i giovani preferivano ascoltare lui che non Cosa Nostra. Per decretare il martirio <i>&#8216;in odium fidei&#8217;</i> sono state necessarie le valutazioni di diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Da lì la decisione, arrivata a quindici anni dall&#8217;inizio della causa di beatificazione, di stabilire il martirio in odio di quella fede cristiana, che Puglisi predicava continuamente&#8221;.</p>
<p>Il terreno sterrato di via Fichidindia si riempie progressivamente di gente. I ragazzi, sul palco, leggono in ordine alfabetico i nomi di tutte le vittime di mafia d&#8217;Italia. Tra i nomi scorre anche quello di don Puglisi. L&#8217;uomo piccolo e coraggioso, che, così come lo ricordava il cardinale Pappalardo in una celebre lettera, si donava in tutto e per tutto agli altri. Il prete che come pochi, fece dell&#8217;obbedienza al sacramento sacerdotale, la somma della sua vita. Ci riuscì con quel suo maniera di non contravvenire alle disposizioni che arrivavano dall&#8217;alto, intravedendo in queste il riflesso della volontà di Dio. Era così Puglisi: un uomo semplice, un uomo buono. Era il prete che mangiava &#8220;scatolette&#8221; -  come lo ricordava Pappalardo. Erano i suoi pasti veloci così da fare in fretta e da non sottrarre tempo a chi gli chiedeva una parola, un consiglio, un sorriso.</p>
<p>Era il professore che ai suoi ragazzi, che lo chiamavano monsignore, rispondeva: &#8220;Monsignore a to pà&#8221;. E&#8217; il prete che domani sarà beato e che traccerà un ulteriore solco nella storia della chiesa: don Pino, 3P, sarà il primo martire di mafia a salire agli onori degli altari.</p>
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		<title>Agrigento: andata in scena l’Antigone dedicata a Falcone, Borsellino e don Puglisi</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 15:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Romeo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Agrigento: andata in scena l’Antigone dedicata a Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Borsellino e don Puglisi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7408EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63689" alt="DSC_7408EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7408EXPORT-300x211.jpg" width="300" height="211" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7412EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63690" alt="DSC_7412EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7412EXPORT-300x230.jpg" width="300" height="230" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7426EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63691" alt="DSC_7426EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7426EXPORT-300x180.jpg" width="300" height="180" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7437EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63692" alt="DSC_7437EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7437EXPORT-300x198.jpg" width="300" height="198" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7451EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63693" alt="DSC_7451EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7451EXPORT-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7454EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63694" alt="DSC_7454EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7454EXPORT-300x230.jpg" width="300" height="230" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7456EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63695" alt="DSC_7456EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7456EXPORT-255x300.jpg" width="255" height="300" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7463EXPORT-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63696" alt="DSC_7463EXPORT 2" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7463EXPORT-2-300x190.jpg" width="300" height="190" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7466EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63697" alt="DSC_7466EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7466EXPORT-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a> <a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7476EXPORT.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63698" alt="DSC_7476EXPORT" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/DSC_7476EXPORT-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a>E’ andata in scena al Teatro Della Posta Vecchia a cura del Laboratorio teatrale e del  Laboratorio di lettura dell’Istituto Foderà di Agrigento ,”Antigone ritorna” dai testi di Sofocle, Bertolt Brecht, e Jean Anouilh con la regia e la drammaturgia della prof.ssa Lia Rocco. La messinscena è stata il risultato finale di una lunga attività laboratoriale e, come ogni anno, coincide con le attività legate al progetto “ Per non dimenticare” in ricordo dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, di don Pino Puglisi e di tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare la nostra terra dal ricatto mafioso.Gli alunni-attori impegnati nella messinscena sono stati Samuele Castellana (banditore), Florian Patania (prima sorella), Geta Tabone (seconda sorella), Angela Zammuto (corifea), Fabiola Dalida Guarneri (Antigone), Luisa Scifo (Ismene), Martina Seminerio (Creonte), Federica Zambuto (la guardia), Giulia Lauria (corifea). Le musiche sono di Arnold Schoenberg e i filmati di Diego Romeo. Costumi di Giusy Maragliano, direttrice di scena Giusy Marotta, assistenti alla regia Roberta Barba, Sokaina Bellouch, Emanuela Salamone. Nelle note di regia Lia Rocco scrive:”Antigone ritorna. Ritorna la sua determinata volontà di seppellire il corpo del fratello. Ritorna il suo gesto di sfida nei confronti del potere assoluto di Creonte. Ritorna il suo ergersi, sola, contro le leggi inique dello Stato a difesa della moralità dell&#8217;individuo. I casi Antigone si moltiplicano a ridosso della nostra epoca. Si moltiplicano quando i confitti esplodono e generano vincitori e vinti (ma la povera gente sta sempre dalla parte dei vinti). Nel 1943, i tedeschi invasero il villaggio di Kalavitra nel Peloponneso. Rastrellarono e uccisero tutti gli uomini. Le donne del villaggio, trasgredendo agli ordini ufficiali e mettendo a repentaglio la propria vita si recarono in massa a piangere e a seppellire i loro morti. Nella cupa Berlino hitleriana un gruppo di donne ariane sostò per giorni davanti la Cancelleria per riavere i propri mariti incarcerati solo perché ebrei. Passano sui nostri teleschermi, immagini di mani nude che scavano e sollevano sudari alla ricerca di un corpo caro da piangere e da seppellire con amore.  C&#8217;è ancora bisogno che Antigone ritorni visto che Creonte continua a ritornare. Quanti Creonti governano le Città in questi nostri giorni? Rappresentanti di un potere malato, capaci solo di utilizzare la forza del potere e del denaro per darsi e farsi ragione, per opprimere, spaventare, comprare e così costringere al silenzio la massa di uomini e donne che ha solo paura. Ascoltiamo Antigone che, rivolta ai cittadini di Tebe, grida al suo Creonte: “…anche costoro direbbero che è giusto, se la paura non chiudesse loro la bocca.”Mi pare che ci siano abbastanza spunti per motivare una scelta.In un laboratorio teatrale il Testo è soprattutto un pretesto. Un pretesto per sperimentare e far venir fuori capacità nascoste. Anche quest’anno dedichiamo il nostro lavoro a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e Don Pino Puglisi e a tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare questa nostra terra dal ricatto mafioso, per strapparla a chi, per motivi economici e di potere ci vuole sordi, ciechi, tristi e soprattutto zitti”. (seguirà, tra breve, fotogallery di Diego Romeo)</p>
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		<title>Nel ricordo di Giovanni (Paolo e degli uomini delle s corte)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le navi della legalità &#8216;Giovanni Falcone e Paolo Borsellino&#8217; sono sbarcate al porto di Palermo, nel giorno del ventunesimo anniversario del martirio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, provenienti rispettivamente da Civitavecchia e Napoli. Una grande folla di giovani palermitani ha accolto i circa 3 mila tra studenti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le navi della legalità &#8216;Giovanni Falcone e Paolo Borsellino&#8217; sono sbarcate al porto di Palermo, nel giorno del ventunesimo anniversario del martirio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, provenienti rispettivamente da Civitavecchia e Napoli. Una grande folla di giovani palermitani ha accolto i circa 3 mila tra studenti e professori accompagnatori giunti a bordo delle due navi. &#8220;Abbiamo vinto la sfida del meteo, siamo qui insieme a voi&#8221;. Il presidente del Senato, Pietro  Grasso ha salutato così i ragazzi siciliani che hanno accolto con uno sventolio di bandierine tricolore e con le note dell&#8217;Inno di Mameli i coetanei arrivati da tutta Italia nel capoluogo siciliano per il 21/mo anniversario delle stragi di Capaci e di via D&#8217;Amelio. Sul palco dopo di lui ha preso la parola anche Don Ciotti imbarcato sulla Nave proveniente da Napoli per esortare tutti a tenere viva la memoria dei due magistrati e di tutte le vittime della mafia. &#8220;Oggi è una giornata importante e non scordate mai questa data&#8221;. Il ministro dell&#8217;Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha salutato così le centinaia di ragazzi che hanno affollato la banchina del porto di Palermo dove sono attraccate le navi della legalità, nella breve cerimonia che tradizionalmente segna l&#8217;avvio delle iniziative per l&#8217;anniversario delle stragi di Capaci e di via D&#8217;Amelio. Citando lo slogan dello striscione sorretto dai ragazzi sbarcati dalle navi della legalità (&#8216;Giovanni Falcone, le tue idee cammineranno sulle nostre gambe) il ministro si è rivolta ai ragazzi dicendo: &#8220;Anche il vostro futuro camminerà sulle vostre gambe”.</p>
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		<title>&#8220;Capaci da ricordare&#8221;, si commemora la strage Falcone</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 18:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidio Libera Abid Mohamed e l&#8217;associazione Terranostra contro le mafie, con la partecipazione del Comune di Agrigento e delle associazioni, gruppi e singoli di cui sotto, presentano l&#8217;evento “Capaci di ricordare”, in ricorrenza del 21esimo anniversario della strage che uccise Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani. Questo il programma:  Alle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidio Libera Abid Mohamed e l&#8217;associazione Terranostra contro le mafie, con la partecipazione del Comune di Agrigento e delle associazioni, gruppi e singoli di cui sotto, presentano l&#8217;evento “Capaci di ricordare”, in ricorrenza del 21esimo anniversario della strage che uccise Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani.</p>
<p>Questo il programma:  Alle 17:58 / 18:15 P.zza Municipio &#8211; Presentazione della manifestazione; Alle 18:15 / 20:00: Passeggiata attraverso Largo Alaimo, via Neve, P.zza Purgatorio, via Atenea, Libreria Capalunga, v.lo Celauro, via Cesare Battisti, Salita Madonna degli angeli, Porta di ponte. Con la partecipazione itinerante del gruppo folk don Guanella e dei ragazzi della casa del musical. P.zza antistante Camera di Commercio Antonella Borsellino &#8211; Testimonianza di Antonella Borsellino familiare di vittime e referente del Presidio Paolo e Giuseppe Borsellino S. Margherita Belice e Montevago, Largo Alaimo, Via Neve, P.zza Purgatorio: Ass. culturale artistico Onlus Culturalrt &#8211; Estemporanea d’arte e pittura P.zza Purgatorio: Associazione Acuarinto &#8211; Mostra fotografica, intermezzo musicale, testimonianze di immigrati, banchetto informativo; Ago Società Cooperativa Sociale: Associazione volontari-Banchetto informativo, raccolta offerte, volantinaggio; Via Atena Ass. socio-culturale Dinamicamente (Favara) &#8211; Mostra fotografica (circa 30 scatti giornalistici delle stragi, degli arresti e degli eventi di mafia più eclatanti), banchetto informativo; V.lo Celauro &#8211; Liliana Arrigo &#8211; Lettura poesie sulla mafia della stessa Liliana Arrigo; Via Atenea: Piazzaorlando.it &#8211; Banchetto raccolta firme per petizione online che verrà inviata al Presidente della Repubblica,con la finalità di promuovere la costruzione di un monumento al &#8220;Coraggio di chi lotta contra la mafia&#8221; da realizzare a Palermo,in p.zza Orlando (Tribunale) dove localizzare l&#8217;auto su cui viaggiava Giovanni Falcone dilaniata dal tritolo il 23.05.1992. Via Atenea: Geloterzo &#8211; Murales su compensato; Via Atenea: Fondazione mondoaltro &#8211; Banchetto informativo; Via Atenea: Ass. Oltre Vigata &#8211; Banchetto informativo; Via Atenea: Laura de Palma- Cantante e performer di Catania. Performance musicale sulle tradizioni popolari siciliane; Porta di Ponte: Ass. Terranostra contro le mafie &#8211; Raccolta firme per il Consumo critico promosso dalla Fai, Liberofuturo e Addiopizzo, banchetto informativo; Presidio libera Abid Mohamed &#8211; Banchetto informativo; Consorzio per la legalità  &#8211; Banchetto informativo; Alle 19 / 20  Libreria Capalunga La libreria Capalunga presenta “La scelta” performance chitarra e voce di Totò Nocera libera improvvisazione dello spettacolo teatrale dello stesso Totò Nocera, &#8220;Il mio piccolo giudice&#8221;; Ore 20:00 / 21:00 Via Salita Madonna degli angeli; La bottega degli attori presenta “Du’ picciotti palermitani” teatro canzone di Carlo Barbera sulla storia di Falcone e Borsellino con il cantastorie Carlo Barbera e l’attore Carlo Greca; Alle 21:30 P.zza San Francesco: Conclusione della manifestazione: Performance musicale di artisti uniti in un&#8217;unica voce contro la mafia con la partecipazione di: Lello Analfino, Andrea Vanadia (percussioni), deejay Angelo Agosto, deejay Biting, deejay Hooker, Riccardo Gaz, Federico Orefice, Marzia Patanè, Paco Puglisi. Estemporanea realizzata da Giada Attanasio e Mika Gelo. Scenografia realizzata per l&#8217;occasione dal noto fumettista Sergio Criminisi e Antonella Noto La partecipazione di tutti è gratuita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PrimaVerantimafia 5: monsignor Vutera racconta le trasformazioni della Chiesa</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 18:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di speranza di don Puglisi, al centro di PrimaVerAntimafia 5. La manifestazione si è svolta stamani al liceo scientifico M. T. di Calcutta di Casteltermini e ha visto, quali protagonisti, gli studenti del centro montano. Ospiti di PrimaVerAntimafia: monsignore Melchiorre Vutera, il giornalista Franco Castaldo, direttore di Grandangolo, i pm Fernando Asaro, della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/PrimaVerantimafia-5-lintervento-del-Pm-Paolo-Guido.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61744" title="PrimaVerantimafia 5,  l'intervento del Pm Paolo Guido" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/PrimaVerantimafia-5-lintervento-del-Pm-Paolo-Guido-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Il-Pubblio-ministero-Fernando-Asaro-consegna-il-prmeio-3p-a-Francesco-Buzzurro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61746" title="Il Pubblio ministero Fernando Asaro consegna il prmeio 3P a Francesco Buzzurro" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Il-Pubblio-ministero-Fernando-Asaro-consegna-il-prmeio-3p-a-Francesco-Buzzurro-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/primaVera-antimafia-5-i-relatori-Franco-Castaldo-Maristella-Panepinto-Fernando-Asaro-Paolo-Guido-e-Melchiorre-Vutera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61747" title="primaVera antimafia 5, foto ricordo con  i relatori: Franco Castaldo, Maristella Panepinto, Fernando Asaro, Paolo Guido e Melchiorre Vutera" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/primaVera-antimafia-5-i-relatori-Franco-Castaldo-Maristella-Panepinto-Fernando-Asaro-Paolo-Guido-e-Melchiorre-Vutera-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>La storia di speranza di don Puglisi, al centro di PrimaVerAntimafia 5. La manifestazione si è svolta stamani al liceo scientifico M. T. di Calcutta di Casteltermini e ha visto, quali protagonisti, gli studenti del centro montano.</p>
<p>Ospiti di PrimaVerAntimafia: monsignore Melchiorre Vutera, il giornalista Franco Castaldo, direttore di Grandangolo, i pm Fernando Asaro, della Dda di Caltanissetta e Paolo Guido della Dda di Palermo. Con loro, anche Gian Battista Salamone, preside del liceo castelterminese e Nuccio Sapia, sindaco di Casteltermini. Gli studenti hanno assistito alla proiezione di un video sulla vita di don Puglisi. Immagini poco conosciute, che hanno svelato l&#8217;infinita sensibilità del prete di Brancaccio e quel suo essere incisivo, in maniera imprescindibile dall&#8217;essere dolci, sempre e comunque, fino alla fine. Scatti di don Puglisi ai tempi del suo apostolato a Godrano e ancora della sua opera di evangelizzazione tra le strade, sterrate di sangue, di Brancaccio.</p>
<p>La manifestazione ha rispettato la tradizione, incentrandosi sul dibattito, animato dalle domande degli studenti. Interrogativi incisivi e mai banali, ai quali hanno risposto gli ospiti, fornendo importanti spunti di riflessioni.</p>
<p>&#8220;La chiesa &#8211; ha detto monsignor Vutera &#8211; ha dovuto fare per prima un cammino di conversione, perché negli anni 70-80 era diverso il suo atteggiamento, non c’era una netta conoscenza, né vera percezione del fenomeno mafioso, anche noi dobbiamo riconoscere le nostre colpe.</p>
<p>Poi le cose si sono evolute, nel ’93 ci fu un bellissimo convegno ad Acireale, per non parlare del discorso di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento. Si iniziò così ad applicare la scomunica alle mafie e a chi collaborava con esse”.</p>
<p>Il pm Fernando Asaro ha insistito sul ruolo dei giovani, sull&#8217;importanza di cercare nuovi spunti e interessi costruttivi. Ha poi ricordato la triste vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo, ricordando la fase agrigentina del sequestro del dodicenne. Gli fa eco il collega Paolo Guido, che alla Dda di Palermo conduce indagini sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro.</p>
<p>Guido, a una studentessa che gli domanda se si senta &#8220;un uomo giusto&#8221;, risponde: &#8220;Mi sento di stare dalla parte giusta&#8221;. Quindi aggiunge: &#8220;La lotta alla mafia non si fa sulle carte- commenta il magistrato Paolo Guido- “Credo che la mafia non sia patrocinio esclusivo di chi svolge un lavoro preciso, come il mio, ma si svolge partendo da ogni singolo, che dovrebbe tra sé e sé porsi la domanda” la vogliamo o non la vogliamo la mafia?”</p>
<p>Franco Castaldo parla dell&#8217;importanza di dare una notizia, anche quando questa è scomoda: &#8220;La notizia, quando viene fuori, va data. E&#8217; un dovere di chi fa il mio mestiere. Sono trent&#8217;anni che mi occupo di inchieste sulla mafia agrigentina&#8221;.</p>
<p>Applauditissimo il chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro, che ha ricevuto il premio &#8220;3P&#8221; e che ha entusiasmato i presenti con una sua impeccabile performance musicale.</p>
<p>&#8220;Ragazzi mettete la vostra vita a disposizione della legalità, ha detto Buzzurro. Qualsiasi strada intraprenderete. Si può fare antimafia da artisti, da medici, da professori&#8221;.</p>
<p>Quindi ancora applausi per l&#8217;intervento di una studentessa, Ivana D&#8217;Alessandro, che ha posto ai magistrati quesiti importanti: la solitudine degli uomini giusti, la fiducia nelle istituzioni, l&#8217;importanza della giustizia. Poi, sul finale, un&#8217;altra studentessa, Ilenia Mangione, legge d&#8217;un fiato una lettera, che ha scritto pensando di interloquire con don Puglisi.</p>
<p>La manifestazione è stata organizzata da un gruppo di giovani castelterminesi, coordinati dalla giornalista Maristella Panepinto. Nello staff i giovanissimi Angelo Buscaglia, Valeria Lo Cicero, Antonella Panepinto e Federica Vattano. La manifestazione è stata inoltre seguita in diretta radio web in streaming dal sito www.radiowebtatarata.it.</p>
<p>A collaborare alla realizzazione di PrimaVerAntimafia 5 l&#8217;amministrazione comunale e le scuole castelterminesi.</p>
<p><strong>le foto sono di Stefano Mendola</strong></p>
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