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	<title>Grandangolo Agrigento &#187; Inchieste</title>
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	<description>Il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo</description>
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		<title>Intercettazioni: 153 contatti tra l&#8217;imputato Arnone e la  teste Di Marco. E su Lumia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 12:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il silenzio assordante di Giuseppe Lumia, la conclamata ipotesi che oltre all’aggressione, su commissione, del procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro, altre operazioni di killeraggio morale e mediatico siano state compiute da Giuseppe Arnone su commissione. E’ questo lo scenario che si staglia a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Agrigento che ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-20-del-18-maggio-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63264" title="Grandangolo 20 del 18 maggio 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-20-del-18-maggio-2013-sito-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Il silenzio assordante di Giuseppe Lumia, la conclamata ipotesi che oltre all’aggressione, su commissione, del procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro, altre operazioni di killeraggio morale e mediatico siano state compiute da Giuseppe Arnone su commissione. E’ questo lo scenario che si staglia a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Agrigento che ha originato il controllo delle utenze telefoniche e conseguenziali perquisizioni in luoghi di pertinenza di Giuseppe Arnone, l’ex iscritto al Pd oggi indagato in due distinti procedimenti penali per corruzione in atti giudiziari e tentata estorsione ai danni del governatore Rosario Crocetta nonché indagato per diffamazione ai danni del giudice Giuseppe Gennaro, ed anche altro, dalla Procura di Messina. Le intercettazioni effettuate dai carabinieri e disposte dalla procura sono impietose. Fanno emergere non fatti occasionali ma sequenziali di operazioni di killeraggio morale e mediatico. Ma c’è dell’altro: Durante il periodo di controllo dei telefoni, sono stati intercettati e registrati in totale 153 contatti tra Giuseppe Arnone, imputato in un procedimento per tentata estorsione e lesioni aggravate (è stato condannato per lesioni aggravate e violenza privata) e Maria Grazia Di Marco, teste d’accusa e parte offesa. E siamo nel periodo immediatamente antecedente all’udienza decisiva che vedeva – lo ribadiscono i carabinieri &#8211;  come imputato Arnone e come teste, accusatrice e parte offesa, Maria Grazia Di Marco. Sempre i carabinieri nella loro relazione scrivono: “Si è accertato che tra l&#8217;Arnone e la Di Marco si è instaurato un rapporto di complicità assoluta. In particolare, l’uomo, con il chiaro intento di portare a termine il suo piano di soggiogare la Di Marco, continua a chiamarla ed ad incontrarla, in modo da farle alterare la propria visione dei fatti e di cambiare le dichiarazioni già rese nella prima fase dibattimentale. Detta condotta posta in essere dall&#8217;Arnone, si colora da numerose chiamate telefoniche e varie regalie in modo da circuire la donna e farla pendere dalla sua parte”. Grandangolo nell’edizione 20 in edicola domani si occupa di questi temi e li sviscera compiutamente. Altri temi forti del settimanale diretto da Franco Castaldo riguardano le rivelazioni del pentito agrigentino Franco Cacciatore, la guerra mortale che si sta combattendo sull’asse Sicilia – Canada ai danni del clan mafioso di Cattolica Eraclea dei Rizzuto.</p>
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		<title>Grandangolo 19, intercettazioni Arnone-Lumia: non proprio una bella figura</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[intercettazioni Arnone-Lumia: non proprio una bella figura]]></category>

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		<description><![CDATA[Le intercettazioni dei colloqui tra Giuseppe Arnone e Giuseppe Lumia sono impietose. Mettono a nudo malcostume, violenza verbale, paure e sottomissioni. Tutto un altro sentire invece nelle pubbliche comparsate. Viene fuori uno scenario che lascia veramente stupiti. Non c’è da capire se sono stati commessi reati o meno. Questo è un compito che non spetta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-19-dell11-maggio-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-62843" title="Grandangolo 19  dell'11 maggio 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-19-dell11-maggio-2013-sito-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Le intercettazioni dei colloqui tra Giuseppe Arnone e Giuseppe Lumia sono impietose. Mettono a nudo malcostume, violenza verbale, paure e sottomissioni. Tutto un altro sentire invece nelle pubbliche comparsate. Viene fuori uno scenario che lascia veramente stupiti. Non c’è da capire se sono stati commessi reati o meno. Questo è un compito che non spetta ai giornali. Ma, utilizzando frasi che lo stesso Arnone ha ripetuto mille volte, è possibile fare una valutazione morale, etica senza esprimere giudizi. Ed allora, i colloqui intercettati mostrano chiaramente che bisogna davvero cambiare registro. Grandangolo stampa alcune conversazioni intercettate. Emerge di tutto. Anche la tipica, troppo classica, raccomandazione. Ed un linguaggio da turpiloquio. Ciò che, tuttavia, lascia basiti è questo: i protagonisti di queste vicende in pubblico sembrano professionisti del bon ton, legati da solide amicizie politiche e personali. Quando, invece, ritengono di poter esprimere valutazioni e giudizi lontani da orecchie indiscrete, cade il mondo. Rutto ciò che all’apparenza sembra nella realtà non esiste. Ed Arnone di Crocetta e Lumia (anche se poi manda comunicati per dire che va a pranzo con questo e quello) a giudicare le sue stesse parole, non ha stima. Bella cosa. Sulla vicenda Grandangolo pubblica anche un&#8217;intervista a Vladimiro Crisafulli. Tutta da leggere.</p>
<p>Grandangolo si occupa anche di altro. Della vicenda legata all’ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano chiamato in causa dal pentito Franco Cacciatore, al nuovo provvedimento di cattura per i fratelli Vivacqua, figli di Paolo, ucciso a Desio nel novembre di due anni fa. Il Gip del Tribunale di Milano, su richiesta del Pm, Bruna Albertini, contesta nuove ipotesi di frodi e truffe, individua altri prestanome e scopre un paio di milioni di euro anche in  Cina. I classici articoli di Genserico, Attila, Conte di Montecristo, Erasmo, Patti e la new entry Epicuro di Samo, arricchiscono il giornale che può contare anche sugli articoli di Diego Romeo (ventennale della visita di papa Giovanni Paolo secondo), Beniamino Biondi.</p>
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		<title>Istat: “In Sicilia incidenti stradali in diminuzione”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Istat: “In Sicilia incidenti stradali in diminuzione”]]></category>

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		<description><![CDATA[In Sicilia nel 2011 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 13.283, in media circa 36 al giorno, causando la morte di 271 persone (211 delle 278 vittime sono uomini, il 78% e 60 donne) e il ferimento di altre 20.129. Un dato drammatico, ma comunque in diminuzione rispetto all’anno precedente. E sono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Sicilia nel 2011 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 13.283, in media circa 36 al giorno, causando la morte di 271 persone (211 delle 278 vittime sono uomini, il 78% e 60 donne) e il ferimento di altre 20.129. Un dato drammatico, ma comunque in diminuzione rispetto all’anno precedente. E sono le città i luoghi in Sicilia dove si fanno più incidenti e si muore di più. È quanto si evince da un’indagine dell’Istat che fornisce, per la prima volta, un approfondimento per la Sicilia che rileva gli incidenti stradali con lesioni alle persone. In media, secondo la radiografia dell’Istat, nelle strade siciliane si sono verificati circa 36 incidenti al giorno, il 6,5% del totale nazionale, con una diminuzione del numero degli incidenti (-6,8%), dei decessi (-2,9%) e soprattutto dei feriti (-8,5%). Tra il 2010 e il 2011 il numero degli incidenti aumenta nella provincia di Palermo (+3%) mentre tutte le altre province siciliane sono caratterizzate da flessioni, con di variazione fra il -3,9% di Caltanissetta e il -19% di Messina. Rispetto al 2010 sono in forte aumento (+70%) i morti nel trapanese cui seguono, nell’ordine, Ragusa (+35%), Messina (+28,6%), Enna<br />
(+20%) e Palermo (+2,9%). Nella provincia di Siracusa il numero dei morti, invece, si è più che dimezzato passando da 26 a 11. Quanto al numero dei feriti scende in tutte le province tranne quella di Palermo, dove cresce del 2,5%, passando da 4.910 nel 2010 a 5.032 nel 2011. È di 2 morti ogni 100 incidenti, sia nel 2010 che nel 2011 (1,9% in Italia) il grado di mortalità. Ragusa è la provincia con i valori più alti (2,9% l’indice di mortalità) mentre Siracusa è fanalino di coda. Gli incidenti si sono verificati prevalentemente sulle strade urbane (10.564, 79,5%), con 129 morti, anche se rispetto al 2010 gli incidenti in città diminuiscono ed aumentano quelli in autostrada per numero e conseguenze. A livello provinciale, nelle strade urbane l’indice di mortalità è più elevato a Trapani (2 decessi ogni 100 incidenti) e assume il valore minore a Siracusa. L’indice di mortalità nella rete autostradale è massimo a Caltanissetta (20 morti ogni 100 incidenti), anche se il valore dell’indicatore è fortemente influenzato dal numero molto limitato di eventi; il valore minimo si osserva nella provincia di Siracusa (nessun decesso). L’indice di lesività nelle strade urbane è più elevato nella provincia di Caltanissetta con 165,7 feriti ogni 100 incidenti (144,7 il dato regionale). In autostrada l’indice di lesività più alto si registra nella provincia di Enna, con 181 feriti ogni 100 incidenti (in Sicilia 162,5 feriti ogni 100 incidenti). La maggior parte degli incidenti nell’Isola avviene nella prossimità di incroci e intersezioni e il massimo è stato registrato a giugno (1.296, 43 al giorno). Complessivamente è il periodo estivo quello in cui si raggiunge il maggior numero di incidenti e in cui l’indice di mortalità supera la media annua. Il giorno nero per gli incidenti è il mercoledì, anche se il picco di mortalità si raggiunge la domenica, che si conferma la giornata più pericolosa sopratutto per gli incidenti del sabato notte. E nel weekend si registra in valore assoluto il massimo di incidenti: oltre il 40% del totale.</p>
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		<title>Partito da Agrigento l&#8217;agguato mediatico al procuratore Giuseppe Gennaro; Arnone: &#8220;Sono stato utilizzato per attaccarlo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 09:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Partito da Agrigento l'agguato mediatico al procuratore Gennaro; Arnone: "Sono stato utilizzato per attaccarlo"]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’indagine per corruzione in atti giudiziari a carico dell’ex consigliere comunale di Agrigento ed avvocato (peraltro già sospeso due volte dal suo ordine), Giuseppe Arnone apre nuovi ed impensabili scenari, anche investigativi, e mette a nudo un certo modo di fare politica. Le intercettazioni disposte dalla Procura di Agrigento nell’ambito del procedimento per corruzione in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-18-del-4-maggio-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-62426" title="Grandangolo 18 del 4 maggio 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-18-del-4-maggio-2013-sito-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Un’indagine per corruzione in atti giudiziari a carico dell’ex consigliere comunale di Agrigento ed avvocato (peraltro già sospeso due volte dal suo ordine), Giuseppe Arnone apre nuovi ed impensabili scenari, anche investigativi, e mette a nudo un certo modo di fare politica.</p>
<p>Le intercettazioni disposte dalla Procura di Agrigento nell’ambito del procedimento per corruzione in atti giudiziari disvela inquietanti e torbidi giri di agguati mediatici, pressioni ed intimidazioni attraverso la minaccia di stampare manifesti gravidi di insinuazioni e offese o farli veicolare attraverso costosi posterbus in lungo ed in largo per la Sicilia o per la Penisola. Oppure minacciando il ricorso a celebri giornalisti o giornali come “il Fatto”, “Il Corriere della sera”, “Libero”. Tutto questo per ottenere una candidatura alle elezioni regionali dell’ottobre scorso. Il telefono intercettato di Giuseppe Arnone mette il sigillo su quanto prima si sospettava: l’agguato mediatico su commissione al procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro, nel momento in cui quest’ultimo concorreva con buone speranze di vittoria, per il posto di procuratore capo a Catania sarebbe stato commissionato all’ex iscritto al Pd il quale, parlando a ruota libera, ammette senza giri di pare di essere stato utilizzato. Si proprio così: dice di essere stato utilizzato per (testualmente) “inculare Gennaro”.  E nell’ottobre scorso, in effetti un posterbus offensivo è stato parcheggiato dinnanzi il tribunale di Catania per mostrare manifesti grandi sei metri per tre stracolmo di attacchi verso l’alto magistrato.</p>
<p>E poi l’altra intercettazione che vede conversare al telefono lo stesso Arnone con Beppe Lumia con quest’ultimo terrorizzato dalla possibilità di essere inserito in un manifesto da rendere pubblico, stampato, fatto circolare negli ambienti della politica ed usato come una bottiglia piena di benzina davanti la saracinesca di un negozio, e mai affisso.</p>
<p>Decine di telefonate ai politici per sollecitarli ad intervenire, dopo aver mostrato il manifesto, affinchè Rosario Crocetta candidasse nella sua lista l’attuale membro del consiglio nazionale di Legambiente, Giuseppe Arnone. Tra i politici intercettati mentre parlano con quest’ultimo ci sono Gianpiero D’Alia, Pino Apprendi, Antonello Cracolici, Angelo Lo Maglio, lo stesso Crocetta, Lumia ed altri ancora.</p>
<p>Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo nell’edizione 18 in edicola domani approfondisce e svela questi temi mostrando uno spaccato della politica siciliana davvero sorprendente e poco edificante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agrigento, dall&#8217;inchiesta su Arnone spunta la politica: intercettati Lumia e Cracolici</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 01:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[dall'inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari spunta la politica: intercettati gli onorevoli Lumia e Cracolici]]></category>

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		<description><![CDATA[Tiene banco, su Grandangolo – il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo, che ricostruisce minuziosamente l’intera vicenda, l’inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari che vede indagato, l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato, l’avvocato Giuseppe Arnone, ex esponente ed iscritto del Pd.  Grande rilievo viene dato perché oltre a disvelare numerose vicende che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-17-del-27-aprile-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-62110" title="Grandangolo 17 del 27 aprile 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-17-del-27-aprile-2013-sito-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Tiene banco, su Grandangolo – il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo, che ricostruisce minuziosamente l’intera vicenda, l’inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari che vede indagato, l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato, l’avvocato Giuseppe Arnone, ex esponente ed iscritto del Pd.  Grande rilievo viene dato perché oltre a disvelare numerose vicende che vanno dal falso antiabusivismo, alla mafia, alla gestione, soprattutto in passato, di delicati processi celebratisi ad Agrigento, l’inchiesta irrompe anche nella politica, quella di rilievo, per effetto delle intercettazioni disposte per verificare l’esistenza delle ipotesi di reato oggi contestate ad Arnone (ma anche all’amica, cliente, accusatrice Maria Grazia Di Marco).</p>
<p>Ed infatti, ad esempio, emerge dalle carte del procedimento penale che nel periodo più caldo dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e per l’elezione del presidente, sono state intercettate le conversazioni di Arnone con il parlamentare Giuseppe Lumia e con il deputato regionale Antonello Cracolici. Ancor più diffusamente, l’avvocato, sospeso già due volte dal suo Consiglio dell’Ordine, vengono approfonditi i rapporti con la cliente ed amica Maria Grazia Di Marco che con le sue accuse ha già dato origine ad un altro procedimento penale, inizialmente per tentata estorsione e lesioni personali aggravate, che è costato la condanna ad Arnone a tre mesi di reclusione con rimodulazione del reato più grave da tentata estorsione in violenza privata. La donna venne alla ribalta della cronaca qualche anno fa quando, sponsorizzata e protetta da Arnone/Legambiente, divenne testimone ed implacabile accusatrice dell’ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano, rivale non solo politico di Arnone che spezzò il sogno di quest’ultimo di diventare primo cittadino.</p>
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		<title>La nuova mafia di Agrigento alla sbarra: stop alla cosca vicina a Matteo Messina Denaro</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 23:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La nuova mafia di Agrigento finisce alla sbarra: stop alla cosca vicina a Matteo Messina Denaro]]></category>

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		<description><![CDATA[I Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici, Emanuele Ravaglioli e Rita Fulantelli hanno chiesto i rinvio a giudizio di 51 persone tutte accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso ed altri reati connessi con l’attività mafiosa come l’estorsione, l’intimidazione, il danneggiamento finite dentro l’inchiesta “Nuova cupola”. La richiesta sarà valutata dal [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-16-del-20-aprile-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61674" title="Grandangolo 16 del 20 aprile 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-16-del-20-aprile-2013-sito-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>I Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici, Emanuele Ravaglioli e Rita Fulantelli hanno chiesto i rinvio a giudizio di 51 persone tutte accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso ed altri reati connessi con l’attività mafiosa come l’estorsione, l’intimidazione, il danneggiamento finite dentro l’inchiesta “Nuova cupola”. La richiesta sarà valutata dal Gip/Gup, Nicola Aiello del Tribunale di Palermo che deciderà se mandare a processo (o emettere sentenza in caso di riti alternativi) gli imputati. L’inchiesta “Nuova cupola” che tante polemiche ha trascinato dietro sé, è la più importante indagine antimafia svoltasi negli ultimi tempi ed ha bloccato sul nascere la ricostituzione della nuova famiglia mafiosa della provincia di Agrigento, dopo le catture di Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina, che avrebbe avuto già un capo: Leonardo Sutera di Sambuca di Sicilia, già condannato per mafia e referente diretto dell’attuale super-boss di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro coadiuvato da nuovi ed emergenti piccoli boss come Francesco Ribisi e Giovanni Tarallo. Vi raccontiamo, dedicando l’intera pagina 3, gli sviluppi che l’indagine ha avuto sull’asse Agrigento-Castelvetrano-Palermo. Con una intervista doppia realizzata da Diego Romeo e Beniamino Biondi, Grandangolo fa parlare il sindaco Marco Zambuto e il direttore della Fondazione teatro Pirandello dopo le recenti prese di posizione, minacciate dimissioni e ritorno all’ovile. Ed ancora, in tema di depurazione, ancora una volta Grandangolo vi svela perché l’atteso grande depuratore non può essere cantierabile in tempi brevi e, dunque, anche l’imminente stagione estiva sarà all’insegna dell’inquinamento e del mare sporco. Sul fronte urbanistico, il Cru ha bocciato inesorabilmente alcuni provvedimenti adottati dal Comune, riportando allo stato primario situazioni che sembravano sbloccate. Tutto questo e molto altro ancora su Grandangolo – il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo, edizione 16, in edicola domani.</p>
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		<title>Grandangolo 15: si riscrive la storia dei centri commerciali sotto processo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 23:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grandangolo 15: si riscrive la storia dei centri commerciali sotto processo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel numero in edicola domani – edizione 15 – di Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo, si torna ad affrontare i temi legati al processo attualmente in corso, legato alla realizzazione dei centri commerciali di Villaseta e “Moses” di Villaggio Mosè, soprattutto alla luce della svolta che la Procura della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-15-del-13-aprile-2013-stampa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61229" title="Grandangolo 15 del 13 aprile 2013, stampa" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-15-del-13-aprile-2013-stampa-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Nel numero in edicola domani – edizione 15 – di Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo, si torna ad affrontare i temi legati al processo attualmente in corso, legato alla realizzazione dei centri commerciali di Villaseta e “Moses” di Villaggio Mosè, soprattutto alla luce della svolta che la Procura della Repubblica di Agrigento, con il Pubblico ministero Santo Fornasier, sta cercando di imprimere, dopo anni di silenzi e verità giudiziarie nascoste. Per il rappresentante della Pubblica accusa, va rivisitato il costrutto investigativo alla luce delle emergenze processuali che danno l’avvocato Arnone, inopinatamente parte civile nel processo, “sponsor” della grande struttura “Moses” ideata dall’allora condannato per mafia, Giovanni Miccichè e portata avanti dalla moglie, Enza Pecorelli (peraltro raggiunta in passato da gravi provvedimenti giudiziari poi definiti positivamente) e da Giuseppe Burgio, l’ex re della grande distribuzione (un arresto per mafia culminato con una assoluzione inframmezzato da un tortuoso percorso da collaboratore di giustizia). Grandangolo, in assoluta solitudine, racconta le ultime novità processuali in maniera molto dettagliata.</p>
<p>Ed ancora, la vicenda Aipa a Favara, il contezioso tra il Comune e la società di riscossione delle tasse sulla spazzatura, che fa registrare polemiche e prese di posizione. Poi, la decadenza da membro del direttivo regionale di Legambiente, di Giuseppe Arnone, formalmente imputato di diffamazione ai danni dell’avv. Anna Mongiovì nonché un’intera pagina di testimonianze di imprenditori e commercianti, nell’ambito dell’inchiesta “Nuova cupola”. Le dichiarazioni rese non aiutano le investigazioni: nessuno ricorda di aver ricevuto minacce o pressioni.</p>
<p>L’intervistona di Diego Romeo questa settimana è dedicata al re delle sale cinematografiche agrigentine, Massimo Lupo. Beniamino Biondi, Attila, Conte di Montecristo, Erasmo, Enzo Alessi e Totò Patti con i loro scritti arricchiscono di contenuti il giornale che ha ancora un pezzo “forte” dedicato alla tifoseria dell’Akragas con un articolo interamente dedicato alla Curva sud.</p>
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		<title>Libro mastro e tangenti a Lampedusa: inchiesta ad una svolta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 11:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libro mastro e tangenti a Lampedusa: inchiesta ad una svolta]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inchiesta sulle corruzioni al Comune di Lampedusa è ormai arrivata ad una svolta. Presto, per tutti gli indagati verrà chiesto il rinvio a giudizio dopo che è stato notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Sviluppa questo delicatissimo tema Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo che nel [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-14-del-6-aprile-2013.-stampa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60759" title="Grandangolo 14 del 6 aprile 2013. stampa" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/04/Grandangolo-14-del-6-aprile-2013.-stampa-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" /></a>L’inchiesta sulle corruzioni al Comune di Lampedusa è ormai arrivata ad una svolta. Presto, per tutti gli indagati verrà chiesto il rinvio a giudizio dopo che è stato notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Sviluppa questo delicatissimo tema Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo che nel numero 14 domani in edicola pubblica mezza pagina di notizie, intercettazioni e documenti.</p>
<p>Per la Procura di Agrigento, attraverso l’aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Luca Sciarretta, gli illeciti sono conclamati. E scrivono in una corposa memoria: “Dal compendio probatorio acquisito nel corso delle indagini è emersa con sufficiente chiarezza l’esistenza e l’operatività in seno all’amministrazione comunale di Lampedusa di una collaudata associazione per delinquere volta alla commissione di più delitti di corruzione, turbata libertà degli incanti, falsità in atti e falsità personale, abuso d’ufficio, e reati in materia edilizia ed ambientale, e partecipata dai pubblici ufficiali incaricati di pubblico servizio, tra i quali Bernardino De Rubeis, Giuseppe Gabriele, Gioacchino Giancone, Giovanni Sorrentino e Pietro Gelo e dai privati Alberto La Carrubba, Carmelo D’Agostino e Francesco Cucina”. Clamorosa è l’intercettazione secondo la quale, due degli indagati, Giancone e Gabriele, avrebbero voluto alimentare un conto corrente con soldi sospetti intestandolo (a sua insaputa) al sindaco di Lampedusa del tempo, Bernardino De Rubeis. Così come clamoroso appare il sequestro di due paginette scritte a mano che sembra rappresentare una sorta di libro mastro degli introiti illegittimi. Altro delicatissimo argomento sviluppato da Grandangolo che continua a tenere banco la vicenda del contenzioso tra il comune di Favara e l’Aipa la società che ha avuto in gestione la  riscossione dei tributi pagati dai favaresi.  A fare emergere il caso i consiglieri comunali Filippo Ceresi e Luca Gargano che con un apposito atto ispettivo hanno chiesto delucidazioni in ordine al modus operandi del sindaco Manganella rispetto a tutta la delicata vicenda. Lo stesso Manganella dopo alcuni mesi dal suo insediamento ha rescisso il contratto con l’Aipa rea,  stante alle motivazioni della delibera del Comune di Favara di avere commesso diverse irregolarità nella gestione.  In particolare alla base della rescissione del contratto vi sarebbe innanzi tutto l’aumento arbitrario delle percentuali sull’aggio che  sarebbe stato aumentato come per incanto dal 3,28 %  al 3,80%  per la riscossione ordinaria; dal 6,56 % al 9,56% per la riscossione coattiva; dal 13,12 % al 18,50 % per l’evasione.</p>
<p>Ed ancora, i retroscena che hanno portato alla terza condanna definitiva per l’ex consigliere comunale di Agrigento ed ex iscritto al Pd, Giuseppe Arnone; la presentazione, a cura di Diego Romeo, dello spettacolo tutto al femminile (o quasi) “Le cattive” di Francesca Cosentino e gli ormai tradizionali e graffianti articoli di Attila, Conte di Montecristo ed Erasmo da Rotterdam. Infine si segnala un lungo ed articolato ragionamento su Agrigento, la più bella città dei mortali, attraverso gli occhi e la penna dei giovani. In questo caso scrive Roberta Zicari.</p>
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		<title>Il boss Falsone vinto dalla politica: tangenti prima al sindaco poi alla mafia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 10:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il boss Falsone vinto dalla politica: tangenti prima al sindaco poi alla mafia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Salvatore-Ippolito-ex-sindaco-Castrofilippo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60358" title="Salvatore Ippolito, ex sindaco Castrofilippo" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Salvatore-Ippolito-ex-sindaco-Castrofilippo-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Grandangolo-15-del-30-marzo-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60361" title="Grandangolo 15 del 30 marzo 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Grandangolo-15-del-30-marzo-2013-sito-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Nell&#8217;edizione 13 di Grandangolo &#8211; il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo &#8211; in edicola domani si racconta, tra le altre, questa storia: &#8220;La figura di Salvatore Ippolito &#8211; scrivono i giudici del processo “Family” nella sentenza emessa qualche settimana fa &#8211; ex sindaco di Castrofilippo e condannato recentemente per mafia, emerge anzitutto nelle dichiarazioni di Maurizio Di Gati relative alla realizzazione del centro commerciale “Le Vigne” nel territorio di Castrofilippo. Di Gati, inizialmente socio occulto tramite Conti Francesco, partecipa all’affare con Di Bella Angelo su richiesta del medesimo. A quest’ultimo fece riferire ad un certo punto, tramite Conti Francesco (a sua volta informato da Aquilina Giovanni, all&#8217;epoca braccio destro di Di Gati), che in caso di difficoltà burocratiche al Comune di Castrofilippo, si poteva arrivare all’allora sindaco Ippolito che apparteneva alla famiglia mafiosa di Castrofilippo, così come gli era stato riferito dai boss Antonino Bartolotta e da Alaimo Angelo  classe ‘47. Di Bella gli rispose, sempre tramite Conti Francesco che la proposta intermediazione non era necessaria dal momento che anch&#8217;egli, il Di Bella, era in grado di rivolgersi direttamente al sindaco. Di Gati, costretto a rinunciare all&#8217;affare per la propria defenestrazione e per problemi economici, apprenderà in seguito che Di Bella aveva in effetti contattato Ippolito con vantaggio <em>(il sindaco gli ha risolto tanti di quei problemi).</em></p>
<p>I lavori per il centro commerciale (scavi con mezzi propri e  fornitura del calcestruzzo) erano poi stati eseguiti delle imprese di Favara riconducibili al Falsone, ovvero, Stefano Morreale detto Maranna e Vincenzo Parello.</p>
<p>Giuseppe Sardino, affiliato alla famiglia mafiosa di Naro prima e poi braccio destro di Falsone, riferisce che Falsone era interessato all’affare del centro commerciale di Castrofilippo insieme a Di Bella Angelo ed al nipote di lui Vincenzo Leone. … Dopo circa quindici giorni egli era andato a riprendere il Falsone, il quale gli aveva raccontato che in quei giorni aveva incontrato il sindaco Ippolito grazie alla intermediazione di Alaimo Angelo ‘47, cui il sindaco era molto legato. L’incontro tra Falsone e Ippolito era finalizzato a discutere del centro commerciale e ad ottenere altri lavori.</p>
<p>Falsone riferì a Sardino che durante l’incontro erano sorti dei problemi per la tangente pretesa dal sindaco; in particolare: “<em>Falsone era un po’ risentito del fatto che&#8230; il Falsone sapeva che gli avevano dato già dei soldi al sindaco, il sindaco invece disse che ancora non aveva percepito niente, dice: “Come niente?”, dice: “Ma niente, solo 75.000,00 euro”. E il Falsone mi disse: “Ti rendi conto, noi lavoriamo, ancora non abbiamo preso neanche una lira e il sindaco, che già ha preso 75.000,00 euro, dice che non ha preso niente”. Questa fu la riflessione che fece il Falsone”.</em></p>
<p>Il dichiarante precisa che il sindaco di Castrofilippo sapeva chi fosse Falsone, che ruolo avesse in &#8220;Cosa Nostra&#8221; e che all’epoca era latitante; e aggiunge che nondimeno – a dire del Falsone – durante l&#8217;incontro, al quale erano presenti anche altri soggetti e la persona che materialmente aveva consegnato i 75.000,00 euro, il sindaco apparve <em>“tranquillo, freddo, senza problemi”. </em></p>
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		<title>Procura di Agrigento viola i &#8220;santuari&#8221; ritenuti inaccessibili e indaga cinque insospettabili</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 10:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grandangolo 12: la Procura di Agrigento viola i santuari]]></category>

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		<description><![CDATA[Scandalo Ecap, inchiesta Asp 1 avendo riguardo per le pratiche di invalidità civile; la mancata strage di Naro che ha avuto per vittima il piccolo Sebastian Lupescu, politica, sanità, intervistone sono gli argomenti forti di Grandangolo 12,il settimanale diretto da Franco Castaldo, in edicola domani, che approfondisce, alla Grandangolo, gli importanti temi della settimana. Un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Grandangolo-12-del-23-marzo-2013-in-edicola-domani-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-59901" title="Grandangolo 12 del 23 marzo 2013 in edicola domani, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/Grandangolo-12-del-23-marzo-2013-in-edicola-domani-sito-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Scandalo Ecap, inchiesta Asp 1 avendo riguardo per le pratiche di invalidità civile; la mancata strage di Naro che ha avuto per vittima il piccolo Sebastian Lupescu, politica, sanità, intervistone sono gli argomenti forti di Grandangolo 12,il settimanale diretto da Franco Castaldo, in edicola domani, che approfondisce, alla Grandangolo, gli importanti temi della settimana. Un pregevole articolo di Mariastella Panepinto, nostra inviata accreditata al Conclave appena concluso in Vaticano ci descrive Papa Francesco come nessuno ha mai fatto. Danilo Di Gesù, con la sua riflessione, è il controcanto. Le riflessioni di Attila, Erasmo da Rotterdam, Conte di Montecristo e Salvatore Patti e un pregevole articolo di Beniamino Biondi sull’ultimo libro di Matteo Collura, completano il giornale.</p>
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