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	<title>Grandangolo Agrigento &#187; Inchieste</title>
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	<description>Il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo</description>
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		<title>Agrigento, Procura e Gip scoperchiano il pentolone della sanità agrigentina</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Procura e Gip scoperchiano il pentolone della sanità agrigentina]]></category>

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		<description><![CDATA[“Si evidenzia, per meglio chiarire i concetti, come l’ambiente amministrativo di riferimento – Asp Agrigento -  sia evidentemente connotato da connivenza ed omertà non essendo logicamente possibile che pubblici ufficiali nelle diverse fasi non si accorgano di anomalie e carenze procedimentali e/o documentali, ovvero non comprendano il significato di partecipazione ad atti quali delibere e  [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>“Si evidenzia, per meglio chiarire i concetti, come l’ambiente amministrativo di riferimento – Asp Agrigento -  sia evidentemente connotato da connivenza ed omertà non essendo logicamente possibile che pubblici ufficiali nelle diverse fasi non si accorgano di anomalie e carenze procedimentali e/o documentali, ovvero non comprendano il significato di partecipazione ad atti quali delibere e  collaudi. Per poi accusarsi reciprocamente, o negare qualunque consapevolezza, nel momento in cui si possano configurare responsabilità ascrivibili a ciascuno non solo in linea meramente astratta.  Con evidente e certa scarsa operatività dei controlli per ragioni che appare difficile affermare come casuali, ma che non risultano accertate se non per via di mera deduzione: ovvero se operassero i controlli non si potrebbero esperire le selezioni nei termini individuati in modo sostanzialmente corretto, seppur non completo, dal Pm”.</i></p>
<p>Chi scrive è il Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico che ha esaminato una richiesta e firmato un’ordinanza di custodia cautelare a carico di imprenditori e funzionari dell’Asp di Agrigento coinvolti nella vicenda degli appalti truccati, ritenuti presumibilmente tali al momento, all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento per fatti inerenti la vecchia gestione.</p>
<p>Davico, più della Procura, rincara la dose e disegna uno scenario di malaffare che inevitabilmente dovrà essere scandagliato dai Pm ed approfondito compiutamente stante le indicazioni, tutt’altro che generiche, che il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari mostra e mette in bella evidenza. Insomma, all’Asp esisterebbero gruppi di potere (politica, burocrazia, imprenditoria) l’un contro l’altro armati pronti a tutto pur di raggiungere gli obiettivi prefissati. A tutto questo si aggiunga che il Gip ha anche annullato l&#8217;ordinanza di custodia cautelare per Corrado Di Salvo, respinto la richiesta di interdizione dall&#8217;esercizio della professione per gli imprenditori Giuseppe Mario Paterlini e Spartaco Polimadei, entrambi di 50 anni ed entrambi dirigenti della Sapio life nonchè la sospensione dal servizio di Antonino Maria Domenico La Valle, 56 anni di Agrigento; Vincenzo Ripellino, 44 anni di Licata, rispettivamente responsabile e collaboratore amministrativo dell’Area gestione servizi appalti forniture dell’Asp di Agrigento, e si capisce che la situazione è divenuta incandescente.</p>
<p>Grandangolo, il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo, affronta con decisione la spinosa questione dell’Azienda provinciale di Agrigento evidenziando tutte le contraddizioni ed asperità che Procura e Gip hanno messo in luce.</p>
<p>Grande spazio viene dedicato al processo “Nuova cupola” con più significativi articoli che prendendo spunto dalla requisitoria dei pubblici ministeri, ricostruiscono le trame e gli intrighi di Cosa nostra Agrigentina. Infine  segnaliamo il fermo no del Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, che ha respinto la richiesta di Giuseppe Arnone, imputato di corruzione in atti giudiziari e indagando in altro procedimento per tentata estorsione al governatore Crocetta, aveva chiesto  a distruzione delle intercettazioni cui era stato sottoposto. Grandangolo pubblica integralmente il provvedimento del Gip .</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ss 115, auto giù da viadotto: rinviata udienza contro vertici Anas</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 06:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[auto giù da viadotto: rinviata udienza contro vertici Anas]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ stata rinviata al 4 ottobre l’udienza preliminare al termine della quale il Gup del Tribunale di Sciacca dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di rinviare a giudizio Ugo Dibennardo, ex direttore regionale dell’Anas, e Giuseppe Salvia, capo del centro di manutenzione presso la sezione di Trapani dell’Azienda [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata rinviata al 4 ottobre l’udienza preliminare al termine della quale il Gup del Tribunale di Sciacca dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di rinviare a giudizio Ugo Dibennardo, ex direttore regionale dell’Anas, e Giuseppe Salvia, capo del centro di manutenzione presso la sezione di Trapani dell’Azienda nazionale delle strade. I due imputati sono chiamati a rispondere di omicidio colposo per la morte di Maria Presti, 47 anni, insegnante riberese che con la sua auto due anni fa volò dal viadotto Carabollace.  Secondo i magistrati della città termale, i due “non avrebbero vigilato sull’efficienza e sull’idoneità delle barriere presenti sul viadotto Carabollace (che nsi trova lungo la strada statale 115, nei pressi di Sciacca) e avrebbero omesso una tempestiva sostituzione del guardrail”.</p>
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		<title>Porto Empedocle, celebrata oggi esta della Marina militare italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 14:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-Marina-militare-alza-bandiera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64751" alt="Festa Marina militare,  alza bandiera" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-Marina-militare-alza-bandiera-265x300.jpg" width="265" height="300" /></a><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-Marina-militare-il-comandante.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64752" alt="Festa Marina militare, il comandante" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/06/Festa-Marina-militare-il-comandante-300x265.jpg" width="300" height="265" /></a>La Capitaneria di porto in collaborazione con l’Anmi, Associazione nazionale marinai d’Italia, ha celebrato oggi la Festa della Marina militare italiana, con una sobria cerimonia che si è tenuta nel piazzale della caserma di via Gioeni.  La cerimonia è iniziata con il raggruppamento dei partecipanti nel piazzale quindi l’alza Bandiera e la lettura dei messaggi augurali del Ministro della Difesa e del capo di stato maggiore della Marina. Un ricordo particolare è andato ai due sottufficiali trattenuti illegalmente in India, mentre un minuto di raccoglimento è stato osservato in ricordo del capitano dei bersaglieri caduto in Afghanistan. Quindi la lettura della Preghiera del Marinaio e l’allocuzione del Comandante Rinaldo di Martino.  La data del 10 giugno fu scelta nel 1939 quale festa della Marina Militare Italiana per ricordare l’impresa di “Premuda” che rappresenta una della pagine più belle ed ardimentose che siano state compiute sul mare durante la Prima guerra mondiale. La notte fra il 9 e 10 giugno 1918  la squadriglia di MAS del comandante Luigi Rizzo, nelle acque dell’isola di Premuda nell’Adriatico, affonda la corazzata austriaca “Santo Stefano”, azione che stroncò sul nascere una pericolosa incursione della flotta austriaca contro lo sbarramento del canale d’Otranto.</p>
<p>Nel corso della cerimonia sono stati consegnati da parte del Comandante, Capitano di Fregata Rinaldo Di Martino, le medaglie di lunga navigazione ad alcuni sottufficiali imbarcati sulle Motovedette della Guardia Costiera.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grandangolo 23: tengono banco le inchieste di Palma e Canicattì e le vicende di Zambuto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 09:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicenda giudiziarie del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto fresco di richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Pirandello, gli sviluppi dell’inchiesta “Gold business” a Palma di Montechiaro dove è stata scoperta una cartiera che falsificava concessioni edilizie e sanatorie e che ha portato in carcere l’architetto Giuseppe Tuzzolino; le indagini e le novità sull’uccisione di Calogero Ciulo, l’uomo di Canicattì fatto sparire e poi bruciato e le alterne vicende di Girgenti acque con le clamorose dimissioni dell’Ad, Carmelo Salamone, sono gli argomenti forti di Grandangolo – il giornale di Agrigento – edizione 23, diretto da Franco Castaldo. Di rilievo anche l’intervista di Diego Romeo al sindaco Zambuto prima di ricevere la richiesta di rinvio a giudizio, l’abbattimento dell’ecomostro di Realmonte e la premiazione della squadra di carabinieri guidati dal colonnello Salvatore Leotta che ha catturato il latitante Gerlandino Messina.</p>
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		<title>Lampedusa, lottizzazioni abusive: slitta a settembre l’udienza preliminare per 66 imputati</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 09:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lottizzazioni abusive: slitta a settembre l’udienza preliminare per 66 imputati]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata rinviata al 20 settembre prossimo a causa di alcuni difetti di notifica, l’udienza preliminare – che verrà celebrata dinanzi al Gip del Tribunale di Agrigento Ottavio Mosti – scaturita dall’inchiesta su una serie di lottizzazioni abusive effettuate nelle zone di Cala Creta e Cala Grecale, a Lampedusa, sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata rinviata al 20 settembre prossimo a causa di alcuni difetti di notifica, l’udienza preliminare – che verrà celebrata dinanzi al Gip del Tribunale di Agrigento Ottavio Mosti – scaturita dall’inchiesta su una serie di lottizzazioni abusive effettuate nelle zone di Cala Creta e Cala Grecale, a Lampedusa, sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale. Sul banco degli imputati siedono 66 persone. Tra queste professionisti, dirigenti comunali e regionali, nonché e semplici cittadini.  Legambiente e il Comune di Lampedusa si costituiranno parte civile.</p>
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		<title>Frodi creditizie, nel 2012 boom in Sicilia: 190 i casi nell’Agrigentino</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 10:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Frodi creditizie]]></category>
		<category><![CDATA[nel 2012 boom in Sicilia: 190 i casi nell’Agrigentino]]></category>

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		<description><![CDATA[È boom di frodi creditizie in Sicilia, dove nel 2012 si sono verificati più di 3mila casi. Un dato che posiziona la regione al secondo posto della poco invidiabile classifica nazionale elaborata dall’ossrvatorio frodi di Crif. Palermo ha ottenuto il primato, con oltre 880 frodi seguita da Catania con circa 810 dati. A debita distanza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È boom di frodi creditizie in Sicilia, dove nel 2012 si sono verificati più di 3mila casi. Un dato che posiziona la regione al secondo posto della poco invidiabile classifica nazionale elaborata dall’ossrvatorio frodi di Crif. Palermo ha ottenuto il primato, con oltre 880 frodi seguita da Catania con circa 810 dati. A debita distanza Messina poco più di 300, Siracusa (275), Agrigento e Trapani entrambe oltre 190 casi, Caltanissetta (più di 150) e Ragusa (quasi 130). Enna, invece, è la provincia meno colpita con poco meno di 60 casi registrati. L’analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che poco meno dei due terzi sono uomini, anche se nel corso del 2012 si è registrato una crescita delle donne vittime di frode con un +4% rispetto al 2011. Ad essere presi di mira sono soprattutto gli under 30. A seguire le classi di età comprese tra i 31 e i 40 anni e tra i 41 e i 50 anni. Per quanto riguarda le tipologie di finanziamento oggetto di frode la parte del leone la fanno i prestiti finalizzati, con una quota pari a circa l’80% dei casi totali.</p>
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		<title>Tentata estorsione al governatore Crocetta: interrogati Zoggia e Lo Maglio; Arnone all’assalto di Trs98 e Teleacras</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 11:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tentata estorsione a Crocetta: interrogati Zoggia e Lo Maglio; Arnone all’assalto di Trs98 e Teleacras]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-22-dell1-giugno-2013-stampa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64144" alt="Grandangolo 22 dell'1 giugno 2013, stampa" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-22-dell1-giugno-2013-stampa-300x243.jpg" width="300" height="243" /></a>L’inchiesta sulla tentata estorsione ai danni del presidente della Regione, Rosario Crocetta che secondo la Procura della Repubblica di Agrigento sarebbe stata compiuta da Giuseppe Arnone nel tentativo di ottenere una candidatura alle passate regionali ha fatto registrare i primi significativi passi. Su delega dei Pm, Ignazio Fonzo, procuratore aggiunto e Andrea Maggioni, sostituto procuratore, i carabinieri hanno già interrogato i parlamentari Davide Zoggia ed Angelo Lo Maglio entrambi del Pd. I due uomini politici sono stati coinvolti nella vicenda da Arnone con ruoli diametralmente opposti: Zoggia, delegato del Pd di Bersani a sovrintendere in Sicilia alla compilazione delle liste, ha impedito che l’ex consigliere comunale agrigentino venisse candidato nella lista di Crocetta; Lo Maglio, da sempre vicino ad Arnone, al contrario, avrebbe dovuto convincere Crocetta e il senatore Lumia a far candidare l’ex iscritto al Pd agitando un minaccioso manifesto predisposto da Arnone contenente insulti e contumelie rivolti al governatore ed all’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia. Zoggia durante il suo interrogatorio come persona informata sui fatti, ha inevitabilmente fatto riferimento al clima intimidatorio creato da Arnone che minacciava l’esponente del Pd nazionale di finire in pasto ai giornali (amici) per vicende politiche poco commendevoli. Ed ha descritto rievocando gli episodi, come e perché si è trovato al centro dell’azione di Arnone. Lo Maglio è stato accomodante ed avrebbe minimizzato la vicenda. Ma anche imbarazzato (ha detto, mentre era intercettato, tra l’altro: Zoggia è un cretino) consapevole del fatto che molto presto dovrà rendere conto di talune affermazioni intercettate davanti gli organismi di partito. Gli interrogatori, evidentemente non sono finiti. I prossimi ad essere presi a verbale saranno Pino Apprendi (un altro che ha dato del cretino a Zoggia) il sindacalista del Pd, Domenico Catuara e sinanco l’avvocato Gigi Rubino, finito nel vortice delle intercettazioni per avere richiesto una raccomandazione a Lumia, con la mediazione di Arnone, per piazzare un suo amico come direttore generale nel Municipio di Termini Imerese. E poi a ruota seguiranno gli altri esponenti politici tra cui lo stesso Lumia, il presidente Crocetta, il ministro Gianpiero D’Alia, Antonello Cracolici. Ma, le intercettazioni riservano altre sorprese. Ad esempio, il 6.9.2012, Giuseppe Arnone effettua una telefonata a Giuseppe Riccobene, suo amico e collaboratore. Parlano di tante cose, il primo insulta i magistrati della Procura. Poi si soffermano su cosa Arnone dovrà dire al giornalista Attilio Bolzoni de La Repubblica che incontrerà a Siculiana. Arnone gli dice che riferirà, in merito alla vicenda Di Marco, di Di Natale e di Fonzo. Giuseppe Riccobene gli chiede se il libro glielo aveva già dato poi Peppe Arnone gli dice che tante cose usciranno quando avranno in mano il sito web (che doveva essere realizzato da Arnone)  e le tv private Tele novantotto e Teleacras. Riccobene, galvanizzato, gli consiglia dei giornalisti bravissimi quindi parlano dei giornalisti da coinvolgere. Cosa vuol dire quando “avranno in mano oltre il sito, Tele98 e Teleacras? Che uso ne avrebbero voluto fare, utilizzando “giornalisti bravissimi”, e come avrebbero potuto avere in mano Teleacras e Trs98?</p>
<p>Questo, le intercettazioni tra Arnone e l’amica , teste e parte offesa Maria Grazia Di Marco e molto altro su Grandangolo 22, il giornale diretto da Franco Castaldo, in edicola domani.</p>
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		<title>Arnone, intercettato, a ruota libera: Zoggia (Pd) “E’ cretino”; Lumia ha un “cinismo spietato e stupido”,  Crocetta “è un’animella”</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 12:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[a ruota libera: Zoggia (Pd) “E’ cretino”; Lumia ha un “cinismo spietato e stupido”]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il l’ex procuratore della Repubblica di Agrigento ed attuale avvocato dello Stato, Ignazio De Francisci, fa la stessa fine del procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro. Giuseppe Arnone, intercettato lungamente nell’ambito di una inchiesta per corruzione in atti giudiziari, riserva lo stesso trattamento anche all’alto magistrato palermitano come si comprende bene dalla conversazione tra l’ex consigliere comunale e l’ex deputato Angelo Lo Maglio:  Arnone: “A<i>d Agrigento come tu sai, e la Romania non liberata, c&#8217;è la mitica storia dell&#8217;appalto truccato della nettezza urbana, quello per cui sto rompendo il culo al procuratore De Fancisci, che io denunciai nel novantasette”.</i> Insomma, niente disparità. Intanto dalle intercettazioni emerge un quadro di degrado morale da far paura. Arnone nel tentativo di farsi candidare alle ultime regionali usa ogni mezzo per costringere Crocetta a metterlo in lista. E a Davide Zoggia del Pd che lo estromette, riserva insulti a iosa. Uno in particolare, pronunciato all’unisono anche da Pino Apprendi, Beppe Lumia, Angelo Lo Maglio è questo: <i>“Zoggia è completamente cretino”. </i>Ma c’è di più: per l’ex iscritto al Pd, Rosario Crocetta <i>“è un’animella”</i> pronto ad imbarcare nella sua lista, per puro clientelismo, “il peggio del peggio”, esattamente come l’attuale ministro, Gianpiero D’Alia. Sempre per Arnone,  Giuseppe Lumia ha un <i>“cinismo spietato e stupido”. </i>Dettagli, particolari e novità sul numero 21 di Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo.</p>
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		<title>Intercettazioni: 153 contatti tra l&#8217;imputato Arnone e la  teste Di Marco. E su Lumia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 12:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il silenzio assordante di Giuseppe Lumia, la conclamata ipotesi che oltre all’aggressione, su commissione, del procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro, altre operazioni di killeraggio morale e mediatico siano state compiute da Giuseppe Arnone su commissione. E’ questo lo scenario che si staglia a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Agrigento che ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-20-del-18-maggio-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63264" title="Grandangolo 20 del 18 maggio 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-20-del-18-maggio-2013-sito-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Il silenzio assordante di Giuseppe Lumia, la conclamata ipotesi che oltre all’aggressione, su commissione, del procuratore aggiunto di Catania, Giuseppe Gennaro, altre operazioni di killeraggio morale e mediatico siano state compiute da Giuseppe Arnone su commissione. E’ questo lo scenario che si staglia a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Agrigento che ha originato il controllo delle utenze telefoniche e conseguenziali perquisizioni in luoghi di pertinenza di Giuseppe Arnone, l’ex iscritto al Pd oggi indagato in due distinti procedimenti penali per corruzione in atti giudiziari e tentata estorsione ai danni del governatore Rosario Crocetta nonché indagato per diffamazione ai danni del giudice Giuseppe Gennaro, ed anche altro, dalla Procura di Messina. Le intercettazioni effettuate dai carabinieri e disposte dalla procura sono impietose. Fanno emergere non fatti occasionali ma sequenziali di operazioni di killeraggio morale e mediatico. Ma c’è dell’altro: Durante il periodo di controllo dei telefoni, sono stati intercettati e registrati in totale 153 contatti tra Giuseppe Arnone, imputato in un procedimento per tentata estorsione e lesioni aggravate (è stato condannato per lesioni aggravate e violenza privata) e Maria Grazia Di Marco, teste d’accusa e parte offesa. E siamo nel periodo immediatamente antecedente all’udienza decisiva che vedeva – lo ribadiscono i carabinieri &#8211;  come imputato Arnone e come teste, accusatrice e parte offesa, Maria Grazia Di Marco. Sempre i carabinieri nella loro relazione scrivono: “Si è accertato che tra l&#8217;Arnone e la Di Marco si è instaurato un rapporto di complicità assoluta. In particolare, l’uomo, con il chiaro intento di portare a termine il suo piano di soggiogare la Di Marco, continua a chiamarla ed ad incontrarla, in modo da farle alterare la propria visione dei fatti e di cambiare le dichiarazioni già rese nella prima fase dibattimentale. Detta condotta posta in essere dall&#8217;Arnone, si colora da numerose chiamate telefoniche e varie regalie in modo da circuire la donna e farla pendere dalla sua parte”. Grandangolo nell’edizione 20 in edicola domani si occupa di questi temi e li sviscera compiutamente. Altri temi forti del settimanale diretto da Franco Castaldo riguardano le rivelazioni del pentito agrigentino Franco Cacciatore, la guerra mortale che si sta combattendo sull’asse Sicilia – Canada ai danni del clan mafioso di Cattolica Eraclea dei Rizzuto.</p>
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		<title>Grandangolo 19, intercettazioni Arnone-Lumia: non proprio una bella figura</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le intercettazioni dei colloqui tra Giuseppe Arnone e Giuseppe Lumia sono impietose. Mettono a nudo malcostume, violenza verbale, paure e sottomissioni. Tutto un altro sentire invece nelle pubbliche comparsate. Viene fuori uno scenario che lascia veramente stupiti. Non c’è da capire se sono stati commessi reati o meno. Questo è un compito che non spetta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-19-dell11-maggio-2013-sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-62843" title="Grandangolo 19  dell'11 maggio 2013, sito" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Grandangolo-19-dell11-maggio-2013-sito-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Le intercettazioni dei colloqui tra Giuseppe Arnone e Giuseppe Lumia sono impietose. Mettono a nudo malcostume, violenza verbale, paure e sottomissioni. Tutto un altro sentire invece nelle pubbliche comparsate. Viene fuori uno scenario che lascia veramente stupiti. Non c’è da capire se sono stati commessi reati o meno. Questo è un compito che non spetta ai giornali. Ma, utilizzando frasi che lo stesso Arnone ha ripetuto mille volte, è possibile fare una valutazione morale, etica senza esprimere giudizi. Ed allora, i colloqui intercettati mostrano chiaramente che bisogna davvero cambiare registro. Grandangolo stampa alcune conversazioni intercettate. Emerge di tutto. Anche la tipica, troppo classica, raccomandazione. Ed un linguaggio da turpiloquio. Ciò che, tuttavia, lascia basiti è questo: i protagonisti di queste vicende in pubblico sembrano professionisti del bon ton, legati da solide amicizie politiche e personali. Quando, invece, ritengono di poter esprimere valutazioni e giudizi lontani da orecchie indiscrete, cade il mondo. Rutto ciò che all’apparenza sembra nella realtà non esiste. Ed Arnone di Crocetta e Lumia (anche se poi manda comunicati per dire che va a pranzo con questo e quello) a giudicare le sue stesse parole, non ha stima. Bella cosa. Sulla vicenda Grandangolo pubblica anche un&#8217;intervista a Vladimiro Crisafulli. Tutta da leggere.</p>
<p>Grandangolo si occupa anche di altro. Della vicenda legata all’ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano chiamato in causa dal pentito Franco Cacciatore, al nuovo provvedimento di cattura per i fratelli Vivacqua, figli di Paolo, ucciso a Desio nel novembre di due anni fa. Il Gip del Tribunale di Milano, su richiesta del Pm, Bruna Albertini, contesta nuove ipotesi di frodi e truffe, individua altri prestanome e scopre un paio di milioni di euro anche in  Cina. I classici articoli di Genserico, Attila, Conte di Montecristo, Erasmo, Patti e la new entry Epicuro di Samo, arricchiscono il giornale che può contare anche sugli articoli di Diego Romeo (ventennale della visita di papa Giovanni Paolo secondo), Beniamino Biondi.</p>
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