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	<title>Grandangolo Agrigento &#187; Lettere</title>
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	<description>Il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 15:55:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lettera aperta di un cittadino-utente alle prese con il treno  Palermo &#8211; Agrigento</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 09:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera aperta di un cittadino-utente alle prese con il treno Palermo - Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 17 giugno scorso, ho viaggiato da Palermo ad Agrigento con il treno delle ore 13,46. La temperatura esterna era di circa 38 &#8211; 40 gradi. Le diverse centinaia di passeggeri &#8211; utenti imbarcate su quel treno sono state costrette a viaggiare senza aria condizionata, o con il sistema di aria condizionata malfunzionante in alcune [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 17 giugno scorso, ho viaggiato da Palermo ad Agrigento con il treno delle ore 13,46.</p>
<p>La temperatura esterna era di circa 38 &#8211; 40 gradi. Le diverse centinaia di passeggeri &#8211; utenti imbarcate su quel treno sono state costrette a viaggiare senza aria condizionata, o con il sistema di aria condizionata malfunzionante in alcune vetture. Il treno è poi giunto a destinazione ( Agrigento) con circa 20 minuti di ritardo.</p>
<p>E&#8217; mai possibile che il viaggio Agrigento &#8211; Palermo, e viceversa, debba essere ancora un&#8217;avventura da Far West?</p>
<p>Se si viaggia in auto, a rispettare la segnaletica e gli autovelox, occorrono almeno tre ore; se si viaggia in treno si va incontro a questi disservizi.</p>
<p>In realtà i disservizi erano già iniziati con la tratta di &#8220;andata&#8221;, da Agrigento a Palermo (corsa delle ore 6.15): le poltrone delle carrozze erano visibilmente sporche, ed i passeggeri si sono dovuti improvvisare &#8220;pulizieri&#8221;: spolverando con i fazzolettini di carta le poltrone, &#8220;imbiancate&#8221;, dalla polvere. Anche quella corsa è giunta a destinazione con una decina di minuti di ritardo, con vivo disappunto dei pendolari, che vi viaggiavano.</p>
<p>Eppure la tratta ferroviaria Agrigento- Palermo (e viceversa) dovrebbe costituire un percorso &#8220;strategico&#8221;, per le Ferrovie che negli ultimi anni ha notevolmente migliorato i propri servizi, anche in considerazione della precarietà dei tracciati stradali ormai inadeguati ad &#8220;assorbire&#8221; il notevole traffico su gomma.</p>
<p>Siamo realmente una provincia senza speranza?</p>
<p align="right"><b>Ignazio Gennaro </b></p>
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		<title>Agrigento Punto e a capo scrive al presidente Rosario Crocetta: no al rigassificatore</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 20:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento Punto e a capo scrive al presidente Rosario Crocetta: no al rigassificatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro presidente Crocetta, Chi l’ha preceduta ha voluto caparbiamente la realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle a breve distanza dal Parco Letterario Luigi Pirandello e dalla Valle dei Templi. Non elencheremo qui le ragioni dell’allarme e del dissenso verso tale impianto che le direttive Seveso qualificano come impianto a rischio di incidenti rilevanti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/10/Agrigento-punto-e-a-capo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-43580" title="Agrigento punto e a capo, logo" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/10/Agrigento-punto-e-a-capo-300x72.jpg" alt="" width="300" height="72" /></a>Caro presidente Crocetta,</p>
<p>Chi l’ha preceduta ha voluto caparbiamente la realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle a breve distanza dal Parco Letterario Luigi Pirandello e dalla Valle dei Templi.</p>
<p>Non elencheremo qui le ragioni dell’allarme e del dissenso verso tale impianto che le direttive Seveso qualificano come impianto a rischio di incidenti rilevanti e la cui stessa utilità economica generale per il Paese è messa oggi fortemente e autorevolmente in discussione dai soggetti pubblici stessi che l’avevano promossa e sponsorizzata. Non ricorderemo neanche le allarmanti risultanze investigative circa l’interesse alla realizzazione dell’opera da parte di personaggi di spicco della mafia. Ci limitiamo a ricordare, per brevità, che l’iter procedurale che ha portato all’autorizzazione regionale del rigassificatore al confine della Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco, non ha valutato, come avrebbe dovuto, il progetto sotto l’aspetto del rischio sismico, atteso che il territorio di Agrigento e Porto Empedocle è classificato di seconda categoria, esattamente come quella dell’Aquila, devastata dal violento terremoto del 2009.</p>
<p>Il suo predecessore bloccò il progetto del rigassificatore di Priolo-Melilli per motivi di sicurezza, mentre inspiegabilmente diede il via libera a quello di Porto Empedocle.</p>
<p>Signor Presidente, Lei avrà certamente seguito la vicenda della minaccia portata al sito Unesco di Villa Adriana presso Roma dalla costruzione di una discarica e la successiva netta presa di posizione netta da parte del Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, in seguito alla quale è stato bloccato l’indecoroso progetto.</p>
<p>Il sito Unesco della Valle dei Templi di Agrigento non è di certo inferiore a quello di Villa Adriana, per cui ha diritto allo stesso trattamento di salvaguardia, anche per la responsabilità che noi Siciliani vogliamo assumerci di fronte al mondo della Cultura: esso guarda con grande preoccupazione alle minacce nei confronti dei siti Unesco presenti nel nostro territorio.</p>
<p>Per questi motivi, signor Presidente, Le chiediamo con forza di dare un segnale di vero e grande rinnovo della politica regionale bloccando la realizzazione di un progetto il cui iter autorizzativo suscita perplessità e dubbi.</p>
<p>Del tutto certi, infatti, sono i gravissimi danni e rischi per la popolazione ed il territorio, senza contare l’inevitabile ignominia che ricadrebbe su noi Siciliani tutti, nella malaugurata ipotesi della costruzione dell’ecomostro al confine di una irrepetibile e già fragile zona archeologica, considerata tra le più pregiate al mondo e come tale inserita nella World Heritage List dell’Unesco.</p>
<p align="right"><strong>Agrigento punto e a capo</strong></p>
<p align="right"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bellini (Circolo Berlunguer): critico su organizzazione Sagra del mandorlo in fiore</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 18:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bellini (Circolo Berlunguer): critico su organizzazione Sagra del mandorlo in fiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il segretario del circolo “E. Berlinguer”, Epifanio M. Bellini, interviene con una nota sulla Sagra del mandorlo in fiore: “Che questa città sia affezionata a temi ricorrenti della vita sociale e amministrativa è ormai un fatto ampiamente noto per il quale per esempio da giugno a settembre il refrain è la balneabilità del mare, da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/02/Epifanio-Bellini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55918" title="Epifanio Bellini" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/02/Epifanio-Bellini-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Il segretario del circolo “E. Berlinguer”, Epifanio M. Bellini, interviene con una nota sulla Sagra del mandorlo in fiore: “Che questa città sia affezionata a temi ricorrenti della vita sociale e amministrativa è ormai un fatto ampiamente noto per il quale per esempio da giugno a settembre il refrain è la balneabilità del mare, da novembre a dicembre quello dei rischi idrogeologici magari associati a qualche crollo con variegate digressioni sul tema della stabilità della collina duomo e del rilancio del Centro Storico, ma da dicembre a fine gennaio il must è l’utilità, l’opportunità e quasi sempre la mediocrità della “Sagra del mandorlo in fiore”.  Il tempo passa, dicevamo, ma di queste situazioni sembra che non un solo passo in avanti si riesca a fare e quelli fatti sono prontamente smentiti per tornare costantemente alla consueta e rassicurante gestione last minute di un evento che di attrattivo per il territorio ha ben poco.  La criticità non va però circoscritta all’evento ma deve piuttosto richiamarsi a quell’assenza di pianificazione strategica complessiva già più volte denunciata da più parti e che è il vero filo rosso che unisce queste situazioni che in altri contesti andrebbero inquadrate nell’ordinaria amministrazione e che da noi riescono sempre a diventare “straordinaria emergenza”.</p>
<p>Se da un lato è lodevole l’impegno della commissione consiliare e del consiglio comunale per dotare la città di un ufficio permanente per la sagra, ci si chiede d’altro canto su cosa dovrebbe programmare e cosa cambierà se la certezza delle risorse economiche la si avrà come sempre a fine gennaio? Senza un preciso impegno della Regione in tempi ragionevoli per definire la progettazione e magari il coinvolgimento della Provincia, per la quale sfugge il motivo del suo prolungato disimpegno, rischiamo di costituire l’ennesimo ufficio svuotato di ogni funzione e riproporre pedissequamente ogni anno la stessa questione e gli stessi risultati.</p>
<p>Lungi dal volere affrontare esaustivamente il tema che meriterebbe ben altri spazi, e assodato che per fare rinascere la sagra serve un deciso cambio di passo nella gestione, il vero punto centrale della questione è un altro: ci sta bene una sagretta di paese per colorare nella prima settimana di febbraio le vie principali spendendo quelle poche risorse che all’ultimo momento si rendono disponibili e prive di alcun ritorno o pensiamo all’evento sagra come ad una manifestazione di promozione territoriale in grado di generare turismo e i cui effetti vanno oltre il limite temporale della durata? L’esperienza internazionale, ma anche alcune eccellenze regionali, ci insegnano che Agrigento non dovrebbe inventare nulla basterebbe comprendere che il turismo e il marketing territoriale sono ormai processi complessi che hanno bisogno di competenze specifiche e di programmazione pluriennale, in cui è necessario coinvolgere per tempo professionisti del settore che si occupino della promozione dell’evento e della sua organizzazione, selezionati attraverso bandi ad evidenza pubblica per pianificazioni pluriennali a cui si darebbe lo sfruttamento del brand dell’evento per metterli nelle condizioni di contattare sponsor e di generare manifestazioni collaterali in grado di generare flusso di cassa. La sinergia tra risorse pubbliche e private permetterebbe di generare quella leva economica nella quale spendi 10 e generi flusso per 100, utilizzando l’esperienza e le risorse dei privati e riservando al contempo ad una regia istituzionale qualificata la verifica degli standard qualitativi garantiti e approvati nell’offerta.</p>
<p>E mentre il tempo passa e ogni anno ci perdiamo nell’inutilità di una discussione tra “sagra si e sagra no” a dicembre del 2012 scadevano definitivamente i termini per la richiesta di finanziamento per iniziative culturali internazionali del programma cultura 2007-2013 della Comunità Europea che per 5 anni avrebbero potuto compartecipare alla realizzazione della sagra finanziando festival culturali europei come l’iniziativa straordinaria “European Dance Caravan” che consisteva in uno spettacolo itinerante delle tradizioni folcloristiche di 8 paesi della Comunità Europea, e a cui ha preso parte pure l’Akragas Folk Dance Group.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Enzo Abate: &#8220;Ecco cosa voglio dire sulla Sagra del mandorlo in fiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 12:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Abate: "Ecco cosa voglio dire sulla Sagra del mandorlo in fiore"]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho presenziato alla conferenza stampa della prossima Sagra del Mandorlo e mi sarebbe piaciuto intervenire per ribadire e commentare alcune errori che ormai da diversi anni continuano a ripetersi. Premetto che sono molto infastidito su questa ricorrente annuale assurda e bizzarra incertezza organizzativa che periodicamente non fa altro che ledere l’immagine della stessa Sagra. Appena [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Enzo-Abate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55062" title="Enzo Abate" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Enzo-Abate-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>Ho presenziato alla conferenza stampa della prossima Sagra del Mandorlo e mi sarebbe piaciuto intervenire per ribadire e commentare alcune errori che ormai da diversi anni continuano a ripetersi.</p>
<p>Premetto che sono molto infastidito su questa ricorrente annuale assurda e bizzarra incertezza organizzativa che periodicamente non fa altro che ledere l’immagine della stessa Sagra. Appena otto giorni fa tutti i mass media locale dicevano che l’edizione 2013 sarebbe saltata e dopo un paio di giorni contrordine la Sagra è salva. Ora mi chiedo ma è mai possibile pensare che una manifestazione che dai dati regionali è la terza per interesse turistico debba essere così maldestramente vilipesa da chi in effetti dovrebbe tutelarla ?</p>
<p>Parliamoci chiaro attualmente la Sagra non è  quella grande manifestazione internazionale che tutti vorremmo che fosse. Forse alcuni (pochissimi) credono che la Sagra possa essere la chiave di volta di un successo turistico agrigentino. Ma in tanti, specie gli addetti, sappiamo che non è così. Una inesistente programmazione e promozione seria dell’evento è ormai ricorrente da diversi anni. La precarietà economica svilisce alcuni seri operatori costretti a farsi la guerra tra i poveri che per di più attendono poi un anno per essere pagati, mentre taluni personaggi spesso ne traggono ampi e succulenti benefici economici.</p>
<p>Nell’edizione del 2011 ho provato vergogna quando la domenica conclusiva, ho visto consegnare al Tempio della Concordia come premio ai gruppi folk internazionali partecipanti delle penose confezioni di frutti di marzapane  con appena 6 (dico 6) dolcini al posto delle più adeguate ed eleganti coppe. Per non parlare dell’organizzazione generale su cui ogni commento è superfluo e lascio ricordarlo a chi legge. L’edizione del 2012 a parte i dolcetti di marzapane è stata in gran parte una fotocopia della precedente. Ma la cosa che non riesco a comprendere, specie per chi ha creduto e si è speso da sempre per questa manifestazione, che la promozione dell’evento e le azioni mediatiche serie e di concreto effetto sono totalmente assenti ormai da anni. Forse perché in definitiva a tutta la classe politica sia locale che regionale durante l’anno, da marzo a dicembre proprio nel periodo in cui si dovrebbe promuovere, la Sagra interessa poco o nulla. Certamente focalizzare poi tutto l’interesse (improduttivo) solo nel mese di gennaio serve a dimostrare alla città il proprio impegno. E poi, le solite dichiarazioni roboanti di interessarsi al successivo evento fin dal prossimo mese di marzo, ….  annunci e declamazioni ormai non più credibili per nessuno. Allora, a questo punto se si vuole una Sagra che abbia confini regionali e che può al massimo catalizzare alcune sporadiche presenze di qualche gruppo di turisti stranieri va bene così, ma se si vuole dare un’immagine di internazionalità (soltanto apparente)  perché partecipano dei gruppi folk esteri, siamo completamente fuori strada. La Sagra va rinnovata rielaborata in quanto ha un cliché di programma che è attuato da quarant’anni ed ha evidenti segni di stanchezza. Stanchezza evidenziata anche nei commenti di chi la segue da sempre. Le idee innovative ci sono, non servono necessariamente grandi impegni economici, basta solo volerle e attuarle in tempo, appassionando la stessa città, le scuole, ma principalmente convincendo in questo nuovo percorso altri Enti e Amministrazioni che purtroppo per logiche di natura politica discutibili sono ormai da troppo tempo assenti.</p>
<p>Personalmente sono molto arrabbiato perché a causa di questa banale precarietà organizzativa, dopo ben 19 anni, nelle ultime due edizioni non è stato realizzato l’InformaSagra. Pubblicazione ormai punto di riferimento di ogni edizione della Sagra, valore aggiunto e memoria storica della manifestazione. Una produzione di prestigio prodotta anche in duplice lingua affinché diventasse realmente uno strumento promozionale all’estero ben oltre il periodo dello stesso evento.</p>
<p>Iniziativa editoriale che solo con la presenza degli sponsor e l’acquisto di pagine istituzionali ha sempre dato un servizio di notevole spessore divulgativo e informativo alla Sagra e alla città a costi prossimi allo zero. Ad accrescere questo senso di grande malessere nell’edizione del 2011 l’importo previsto in fase di programmazione di 4 pagine promozionali del Comune di Agrigento sulla pubblicazione, la realizzazione del grande manifesto 6 x 3, del manifesto 70&#215;100 e  ben 6 grafiche, (non previste), per l’annullo postale per un importo pari a 5000 €uro è stato successivamente decurtato del 50 %, adducendo discutibili giustificazioni e paradossali balletti tra il Comune e l’organizzatore di quell’edizione. Nella Sagra dello scorso anno pur avendo svolto, come da “incarico verbale”, con serietà e professionalità il lavoro di stesura dei testi per i presentatori degli spettacoli, per €.1500 non è stata fatta neanche la delibera di pagamento. Risultato, lavoro fatto ma mai retribuito. Fatti incresciosi che offendono chi fa il proprio lavoro e che non dovrebbero mai accadere. Certo ci sarebbe da discutere su come negli anni passati alcune delibere di pagamento pubblicate sul sito del Comune hanno chiaramente evidenziato come degli onorari di varie prestazioni, erano palesemente incongruenti con certe funzioni svolte. Ma quello è un altro discorso.  Speriamo che nell’edizione 2013 i costi alla fine siano chiari e trasparenti per tutti visto che in tanti vorranno vigilare.</p>
<p>La novità di quest’anno della presenza del Parco Archeologico, ma principalmente l’intervento economico che ha apportato, mi auguro che potrà dare una soluzione adeguata ai tanti problemi economici legati ai finanziamenti regionali che dubito negli anni a venire potranno essere come in passato. Forse così si potrà sopperire a quei ritardi di pagamento che per chi ha lavorato sono sempre stati terribilmente dannosi per la propria economia.</p>
<p>Per concludere mi auguro che per l’edizione del 2014 si possa ampiamente lavorare per una programmazione intelligente e corale con gli altri Enti, ma principalmente con tempi adeguati. Sperando che questo mio auspicio non sia solo utopia, ma che la Sagra possa tornare agli entusiasmanti successi di qualche decennio fa, …. con modalità corrette oneste e trasparenti. Me lo auguro non solo perchè ampiamente creditore nei confronti della manifestazione, ma perchè da sempre ho creduto nella grande potenzialità di questo coinvolgente evento.</p>
<p align="right"><strong>Enzo Abate </strong></p>
<p align="right"><strong>Editore de L’InformaSagra</strong></p>
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		<title>Italiani delusi dalle istituzioni: salvati magistratura e forze dell’ordine</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 00:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mucci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani delusi dalle istituzioni: salvati magistratura e forze dell’ordine]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati dell&#8217;Eurispes, parlano chiaro. Gli italiani sono sempre più delusi dalle istituzioni, cala la fiducia nel Quirinale, nel governo e nel parlamento, torna a crescere quella nella magistratura, resta alta per forze dell’ordine. Nel suo rapporto, l’Eurispes osserva come il dato sicuramente più preoccupante è quello sulla fiducia degli italiani nel Capo dello Stato, da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Aldo-Mucci-Cgil.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-53974" title="Aldo Mucci, Cgil di Villaggio Mosè" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Aldo-Mucci-Cgil-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>I dati dell&#8217;Eurispes, parlano chiaro. Gli italiani sono sempre più delusi dalle istituzioni, cala la fiducia nel Quirinale, nel governo e nel parlamento, torna a crescere quella nella magistratura, resta alta per forze dell’ordine. Nel suo rapporto, l’Eurispes osserva come il dato sicuramente più preoccupante è quello sulla fiducia degli italiani nel Capo dello Stato, da sempre considerato punto di riferimento, soprattutto nei momenti più difficili e confusi come quello attuale. La sfiducia, ormai “pietrificata” verso tutto il sistema politico ci deve fare riflettere. Il declino della fiducia degli italiani verso il Parlamento è indubbiamente un segnale di “allarme democrazia”. In un Paese dove non si crede più a nulla, dove non ci sono più consensi verso la Chiesa, i sindacati, i partiti politici, etc, il nostro è un Paese dove non si tiene più conto dei principi fondamentali della Costituzione: Principio personalista – (la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo. Tali diritti sono considerati diritti naturali, non creati giuridicamente dallo Stato ma ad esso preesistenti). Ed ancora: Principio lavorista – (Non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l&#8217;uomo. Non è solo un diritto, bensì anche un dovere che eleva il singolo). Ciò che rattrista di più e la totale inosservanza di un principio importantissimo della Costituzione Italiana, il  Principio solidarista – che vuol  dire: lo Stato ha il compito di aiutare le associazioni e le famiglie, attraverso la solidarietà politica, economica e sociale (art. 3 II comma, art.2). Esso infatti deve rimuovere ogni ostacolo che impedisce la formazione della propria personalità.</p>
<p>Mi sovvengono le parole del  presidente Barack Obama: “Quando i tempi cambiano, anche noi dobbiamo cambiare. La sfida della nostra generazione è realizzare nei fatti il principio della nostra Costituzione per cui tutti nasciamo uguali e con gli stessi diritti”.  Ed ancora:  ”Siamo fedeli a quei valori solo se una bambina nata nella povertà estrema può sapere di avere le stesse chance di altri, perché è americana, perché è libera ed eguale non solo davanti a Dio, ma anche davanti ai nostri occhi”. Ed ancora: “Il nostro viaggio è ancora lungo. Il nostro lavoro non sarà completato fino a quando le nostre mogli, le nostre madri e le nostre figlie non avranno un uguale compenso salariale per il lavoro svolto”.  Obama ha giurato su due Bibbie, quella appartenuta ad Abramo Lincoln e quella di Martin Luther King. A quando il giuramento dei nostri politici? Anche su una sola Bibbia.</p>
<p>Aldo Mucci</p>
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		<title>Degrado Villaggio Mosè: “Sindaco, nulla la scuote”?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 23:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Degrado Villaggio Mosè: “Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[nulla la scuote” ?]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Villaggio Mosè &#8211; scrive Aldo Mucci della Cgil Villaggio Mosè &#8211; ha registrato nel corso degli ultimi anni un notevole incremento demografico e quindi un’altrettanta notevole espansione residenziale e commerciale. Sono state costruite nuove palazzine e residence. Sono sorti  negozi, supermercati, alberghi, banche, scuole, uffici. A ciò fa da contraltare il totale stato di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Aldo-Mucci-Cgil.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-53974" title="Aldo Mucci, Cgil di Villaggio Mosè" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Aldo-Mucci-Cgil-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>Il Villaggio Mosè &#8211; scrive Aldo Mucci della Cgil Villaggio Mosè &#8211; ha registrato nel corso degli ultimi anni un notevole incremento demografico e quindi un’altrettanta notevole espansione residenziale e commerciale. Sono state costruite nuove palazzine e residence. Sono sorti  negozi, supermercati, alberghi, banche, scuole, uffici. A ciò fa da contraltare il totale stato di abbandono (e incompletezza) delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, (strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognatura, rete idrica rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione spazi di verde attrezzato), così come denunciano gli stessi abitanti e commercianti. Tutto ciò crea notevoli disagi ai residenti. E dulcis in fundo: una fogna a cielo aperto a Cannatello.</p>
<p>Un lunghissimo calvario di emergenze ambientali che si toccano con mano (non basterebbe questa pagina per elencare le vie del Villaggio, in “profondo” degrado) rispetto alle quali, il primo cittadino sembra aver alzato ormai bandiera bianca da tempo, con buona pace della salvaguardia dell’ambiente e della tutela del diritto alla salute di ciascuno di noi. Oggi, le tante criticità del quartiere impongono un  intervento urgente dell’Amministrazione locale, al fine di recepire  le priorità del Villaggio e individuare le soluzioni -rispetto a tali problematiche. Il quartiere ha bisogno di interventi celeri, affinchè si ripristini la  “dignità calpestata” di un territorio (e dei cittadini) saccheggiato, impoverito, dimenticato, un tempo ”fiore all’occhiello” della città dei Templi.</p>
<p>La Cgil del Villaggio Mose’ non starà a guardare; intende adoperarsi energicamente, insieme agli abitanti della frazione, dando voce al disagio e al degrado che vive la popolazione. Vogliamo portare alla normalita’ questa  piccola frazione di Agrigento, grande risorsa dell’economia agrigentina.</p>
<p>Diceva Sofocle : “Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo  fino a che non lo si vede amministrare il potere”. Analizzando l’operato del primo cittadino, il grande poeta e drammaturgo ateniese, non avrebbe avuto dubbi.</p>
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		<title>Pullara: &#8220;Agrigento ha bisogno della Sagra del mandorlo in fiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 13:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pullara: "Agrigento ha bisogno della Sagra del mandorlo in fiore"]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ormai pochi quelli che possono dire di essere nati in una Agrigento che non festeggiava la Sagra del Mandorlo in Fiore. Per tutti gli altri la Sagra è un appuntamento che ha scandito, anno dopo anno, tutte le fasi della loro vita: sin da bambini quando assistevano con meraviglia alle sfilate seduti sulle spalle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Paolo-Pullara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-53349" title="Paolo Pullara, presidente del Consorzio turistico Valle dei templi" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/01/Paolo-Pullara-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a>Sono ormai pochi quelli che possono dire di essere nati in una Agrigento che non festeggiava la Sagra del Mandorlo in Fiore. Per tutti gli altri la Sagra è un appuntamento che ha scandito, anno dopo anno, tutte le fasi della loro vita: sin da bambini quando assistevano con meraviglia alle sfilate seduti sulle spalle dei genitori, da adolescenti fra i gruppi per fare amicizia ed ora, genitori, con i bimbi seduti sulle spalle. La Sagra del Mandorlo in Fiore ci appartiene.Molti sono i motivi per i quali questa festa è da considerarsi un patrimonio comune degli agrigentini e non si può rinunciare ad organizzarla.</p>
<p>Il primo, di carattere morale, è sicuramente quello di garantire continuità ad un evento la cui celebrazione è stata interrotta solo a causa della Seconda Guerra Mondiale e che si ripete da quasi 70 anni. Il secondo motivo riguarda l’aspetto culturale e persino pedagogico della Sagra. Una manifestazione che durante le sue molte edizioni ha contribuito ad ampliare gli angusti orizzonti mentali degli agrigentini, attraverso la conoscenza diretta di altri popoli e della loro cultura, con il forte messaggio di pace interculturale simboleggiato dall&#8217;accensione del tripode davanti il tempio della Concordia al termine della suggestiva fiaccolata dell&#8217;amicizia. Il terzo motivo riguarda il contributo che la Sagra ha dato allo sviluppo del turismo cittadino attraverso la buona promozione della nostra terra per oltre 60 anni, sono tanti gli operatori turistici che hanno conosciuto per la prima volta Agrigento in occasione della Sagra del Mandorlo in Fiore e permettetemi di dire che Agrigento senza la Sagra del Mandorlo in Fiore sarebbe stata una Agrigento peggiore sotto tanti punti di vista.</p>
<p>Da mesi arrivano richieste e prenotazioni come ogni anno perché, anche se la manifestazione non ha più lo smalto di un tempo, Agrigento ha sempre rispettato l&#8217;appuntamento e in un modo o nell&#8217;altro la Sagra si è sempre fatta. Se veramente la Sagra non si facesse più o se venisse posticipata, il danno di immagine e di affidabilità della nostra destinazione sarebbe veramente notevole con conseguenze negative anche nei mesi successivi. A questo punto è necessario trasformare questo stato di crisi in una opportunità. Se i soldi a disposizione si sono ridotti, riduciamo la Sagra, riformuliamola per esempio ritornando alle origini, ma facciamola sempre e comunque, perché questa città non si può e non si vuole arrendere.</p>
<p>Paolo Pullara, presidente del Consorzio turistico Valle dei templi</p>
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		<title>Messina (Ccia): &#8220;E&#8217; tempo che il sindaco dimostri con i fatti di amare Agrigento&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 11:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Messina (Ccia): "E' tempo che il sindaco dimostri con i fatti di amare Agrigento"]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Zambuto, appena risultato tra i sindaci più amati d’Italia, riceve una durissima critica, la prima del 2013, da un ex alleato come il presidente della Camera di Commercio di Agrigento, Vittorio Messina, che in una nota scrive: “ Poichè il sindaco ha comunicato di rinunciare alla candidatura al parlamento per amore della sua città [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/10/Vittorio-Messina-presidente-Camera-commercio-Agrigento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47170" title="Vittorio Messina, presidente Camera di commercio di Agrigento" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/10/Vittorio-Messina-presidente-Camera-commercio-Agrigento-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Marco Zambuto, appena risultato tra i sindaci più amati d’Italia, riceve una durissima critica, la prima del 2013, da un ex alleato come il presidente della Camera di Commercio di Agrigento, Vittorio Messina, che in una nota scrive: “ Poichè il sindaco ha comunicato di rinunciare alla candidatura al parlamento per amore della sua città è questo il momento per dare un senso a questa scelta perchè Agrigento è ormai giunta allo stremo. E non mi limito a parlare solo dei settori produttivi che ho l&#8217;onore e l&#8217;onere di  rappresentare, ma anche dei servizi al cittadino, quelli pagati con i soldi di ognuno di noi e che oggi, nonostante tasse altissime, sono ridotti ai minimi termini per non dire praticamente inesistenti. Ciò che è mancato (e manca) alla città è la capacità di programmare e realizzare. Più volte il sindaco ha accusato l’intera classe politica agrigentina di aver abbandonato la città imputando a chiunque colpe e responsabilità, tranne che a se stesso e alla sua amministrazione.</p>
<p>Poiché la strada del secondo mandato è appena iniziata, sono preoccupato nella qualità di presidente della Camera di commercio industria agricoltura e artigianato, per il presente e futuro della città e delle imprese che in questa città vivono ed operano. Negli ultimi tre anni, ad Agrigento, hanno chiuso diversi  esercizi commerciali e numerose imprese in settori come i servizi e l’edilizia. Giornalmente registriamo una forte preoccupazione per l’attuale crisi finanziaria e per l’aumento indiscriminato di imposte e tributi a livello locale che sta generando un crollo dei consumi e di conseguenza degli stessi fatturati che sono ai minimi storici. Questo stato di cose esige una presa di posizione coerente ed efficace da parte di tutti, nessuno escluso.</p>
<p>Comprendiamo le esigenze di un Comune finanziariamente disastrato come quello di Agrigento ma aumentare indiscriminatamente i tributi significa aumentare un disagio che sta portando alla chiusura di centinaia di imprese con ripercussioni importanti anche nell’ambito dell’occupazione dipendente. Forse il Comune invece di aumentare Imu e quant’altro con molta facilità farebbe bene a tagliare quelle spese futili che nella pratica si tengono in virtù dei tributi versati con fatica dai nostri imprenditori.</p>
<p>Per comprendere fino in fondo la gravità della situazione degli ultimi anni è sufficiente un clamoroso esempio: benché approvato ormai da molti anni, il Piano regolatore della città è ancora bloccato perchè mancante delle prescrizioni esecutive. Quello che poteva essere un volano per le politiche di sviluppo e per il rilancio dell’occupazione, resta insabbiato per anni nelle pieghe della burocrazia prima e dell&#8217;insipienza politica poi, provocando la chiusura delle imprese, il licenziamento degli operai e gravi disagi a tutto l’indotto che deriva dal settore edile. Mi auguro che l’anno appena iniziato dia nuovo respiro all’economia della città attraverso la più volte declamata apertura di cantieri di opere pubbliche, auspicando, pertanto, che il 2013 possa essere l’anno del passaggio definitivo dalle parole ai fatti.</p>
<p>Il mondo imprenditoriale ha urgente bisogno di segnali concreti da parte dell’amministrazione comunale, ha bisogno di attenzione, ha bisogno di avere interlocutori seri, credibili e responsabili con cui confrontarsi. Che sia quindi una nuova stagione, nella quale ciascuno si assuma doverosamente le proprie esclusive responsabilità, una stagione che possa far rinascere negli agrigentini quella speranza calpestata dalla disattenzione e dal pressapochismo di chi avrebbe dovuto prendersi cura del bene comune.</p>
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		<title>Bellini (Pd) su depuratore di Villaggio Peruzzo: &#8220;Soluzione che scontenta tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 23:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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		<category><![CDATA[Bellini (Pd) su depuratore di Villaggio Peruzzo: "Soluzione che scontenta tutti"]]></category>

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		<description><![CDATA[A.A.A. Cercasi persona fisica o giuridica, Ente Parco o Soprintendenza, associazione ambientalista o culturale, comitato di quartiere o movimento civico, almeno parzialmente soddisfatto della decisione di mantenere le vasche del depuratore di Villaggio Peruzzo per usarle come parte della stazione di sollevamento dei reflui della fascia costiera al depuratore di Sant’Anna. Telefonare stagione estiva. Pregasi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2011/08/Depuratore-Villaggio-Peruzzo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5009" title="Il depuratore di  Villaggio Peruzzo" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2011/08/Depuratore-Villaggio-Peruzzo.jpg" alt="" width="284" height="204" /></a>A.A.A. Cercasi persona fisica o giuridica, Ente Parco o Soprintendenza, associazione ambientalista o culturale, comitato di quartiere o movimento civico, almeno parzialmente soddisfatto della decisione di mantenere le vasche del depuratore di Villaggio Peruzzo per usarle come parte della stazione di sollevamento dei reflui della fascia costiera al depuratore di Sant’Anna. Telefonare stagione estiva. Pregasi astenersi opinionisti perditempo e difensori irreducibili della balneabilità del mare di San Leone.</p>
<p>Questo il testo dell’annuncio che il Comune dovrebbe pubblicare su tutti i quotidiani a tiratura locale ma anche regionale e nazionale nella speranza di trovare qualcuno che possa avallare l’ultima soluzione (in ordine di tempo) che l’Ato, in collaborazione con il soggetto gestore del Servizio idrico integrato, ha predisposto per la depurazione della fascia costiera. Soluzione che definirla “politica” non lascerebbe intravedere il lato comico se non grottesco della vicenda. Forse nella speranza di accontentare tutti, hanno finito per scontentare tutti (impresa quasi impossibile) scegliendo un’ipotesi che lungi dal risolvere i problemi, almeno nell’immediato, raccoglie tutte le contro indicazioni, o presunte tali, che le due soluzioni estreme prospettavano.</p>
<p>Non possono cantare vittoria chi non voleva il depuratore a Villaggio Peruzzo perché di fatto si troveranno nella stessa posizione le vasche già realizzate piene di refluo non trattato e magari a cielo scoperto, con in più la stazione di sollevamento (quanto rumorosa?), e la zona ben lungi dall’essere bonificata e rinaturalizzata.</p>
<p>Non può cantare vittoria chi voleva il completamento del depuratore (magari con le migliori tecnologie per l’abbattimento degli odori e dei rumori) perché di fatto si continua a incaponirsi con il conferimento dei reflui di San Leone e Villaggio Peruzzo a Sant’Anna, la cui capacità è ancora in dubbio (visto che dovrebbero essere collegate anche le fogne del quadrivio e della stazione bassa oltre a quelle di Agrigento Sud già connesse), e per cui dovrebbe realizzarsi qualche km di scavo in piena zona archeologica (lo facciamo con le ruspe o a mano, e quanto costerebbe?) per cui ancora non è stato rilasciato il nulla osta.</p>
<p>Non possono essere contenti l’Ente Parco e la Soprintendenza che non volendo autorizzare le opere di mitigazione del rischio Pai per il depuratore (con muretti o con aree golenali), anche a voler rilasciare l’autorizzazione per l’attraversamento della Valle con la tubazione in pressione, si troverebbero le opere del depuratore trasformate in vasche e la zona nello stesso stato in cui si trova oggi, oltre alla stazione di sollevamento da realizzarsi anche se in volume interrato (quindi altri scavi) e in ultimo, ironia della sorte, a dover autorizzare delle “casse di espansione lungo l’asta fluviale del Fiume San Leone” (ovvero delle aree golenali) per mitigare il rischio di alluvioni a valle dello stesso (ma non l’avevano rigettata come ipotesi?).</p>
<p>Non possono cantare vittoria i comitati e i cittadini interessati ad avere un mare finalmente pulito, perché la soluzione avrà tempi comunque notevoli per il suo completamento, sempre che vada tutto per il verso giusto e non venga bloccata a metà da qualche ricorso o dall’assenza di qualche autorizzazione.</p>
<p>Insomma a ben guardare non può essere contento nessuno. O almeno tra quelli citati.</p>
<p>Quindi riassumendo: i reflui saranno recapitati a Villaggio Peruzzo nelle vasche già realizzate, dove verrà allestita una stazione di sollevamento, e quindi conferiti mediante tubazione in pressione che attraverserà la Valle nel depuratore di Sant’Anna, ma per proteggere il sito verranno comunque realizzate le casse di espansione per mitigare il rischio di esondazione.</p>
<p>Ma se si mitiga il rischio (a cura e spese del Comune e non del Servizio idrico integrato) cosa osta al completamento del depuratore?</p>
<p>Ma forse l’annuncio lo dovrebbero fare i cittadini di Agrigento e dovrebbe suonare così:</p>
<p>A.A.A. Cercasi amministrazione competente, motivata e vogliosa di risolvere definitivamente il problema della depurazione della fascia costiera di Agrigento con una soluzione economica, tecnicamente praticabile, nel rispetto delle Leggi e dell’ambiente. Possibilmente senza offendere l’intelligenza degli agrigentini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Epifanio Bellini, presidente Circolo Enrico Berlinguer, Pd</p>
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		<title>Lettera aperta ai genitori dei bimbi delle scuole S. Chiara e Giovanni Paolo II al Villaggio Mosè</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 23:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Mucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera aperta ai genitori dei bimbi delle scuole S. Chiara e Giovanni Paolo II al Villaggio Mosè]]></category>

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		<description><![CDATA[ E&#8217; dimostrato che, nel tempo, materiali contenenti amianto possono danneggiarsi o usurarsi, specialmente a causa dell&#8217;azione degli agenti atmosferici (sole, gelo, grandine, ecc.). La dispersione nell&#8217;aria di fibre di amianto può essere pericolosa, oltre che per gli addetti, anche per la popolazione. Infatti fibre disperse nell&#8217;aria da materiali contenenti amianto (ad esempio l&#8217;eternit) possono essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2011/08/Aldo-Mucci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5034" title="Aldo Mucci" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2011/08/Aldo-Mucci-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a> E&#8217; dimostrato che, nel tempo, materiali contenenti amianto possono danneggiarsi o usurarsi, specialmente a causa dell&#8217;azione degli agenti atmosferici (sole, gelo, grandine, ecc.). La dispersione nell&#8217;aria di fibre di amianto può essere pericolosa, oltre che per gli addetti, anche per la popolazione. Infatti fibre disperse nell&#8217;aria da materiali contenenti amianto (ad esempio l&#8217;eternit) possono essere respirate da chiunque, depositandosi sugli organi respiratori e causare gravi danni. Da oltre due anni, in prossimità dei bidoni della spazzatura, posti nelle vicinanze di Via dei Fiumi, giacciono abbandonati diverse lastre e canne fumarie di amianto in evidente stato di sfaldatura. Tale situazione, crea un gravissimo allarme per il pericolo che incombe sulla scuola dell’infanzia il plesso Santa Chiara e una scuola elementare il plesso Giovanni Paolo II e su tutti coloro che <a title="Click to Continue &gt; by Giant Savings" href="http://www.sammicheleweb.it/cronaca/434-amianto-in-via-gioia-denuncia-di-un-cittadino.html">qui</a> si recano per depositare i propri rifiuti. C’è forte preoccupazione per questo materiale altamente nocivo la cui inalazione delle sue fibre può minacciare la salute di grandi e piccini tanto più che la zona è giornalmente  ventilata. Malgrado le segnalazioni, ad oggi nessuno, nemmeno chi istituzionalmente è preposto, si sia preoccupato di rimuovere l’inconveniente. Tutto ciò premesso, la scrivente Camera del Lavoro del Villaggio Mosè chiede ancora una volta al sindaco, un intervento urgente di bonifica della via sopra mensionata.</p>
<p>Si allega per memoria una foto dei manufatti di amianto che insistono nella via dei Fiumi.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=4461603791372&amp;set=a.4461596751196.164076.1628021504&amp;type=1&amp;theater">http://www.facebook.com/#!/photo.php?fbid=4461603791372&amp;set=a.4461596751196.164076.1628021504&amp;type=1&amp;theater</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Aldo Mucci Cgil Villaggio Mosè</p>
]]></content:encoded>
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