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	<title>Grandangolo Agrigento &#187; Mafia</title>
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	<description>Il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo</description>
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		<title>Processo &#8220;Nuova cupola&#8221;, comune di Agrigento parte civile</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono 40 gli imputati del processo antimafia scaturito dall’operazione “Nuova Cupola” (che consentì di smantellare la cosche di Cosa Nostra della provincia di Agrigento) che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Al termine dell’udienza preliminare, dunque in 40 hanno chiesto il rito speciale, a fronte di 11 imputati che hanno optato per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 40 gli imputati del processo antimafia scaturito dall’operazione “Nuova Cupola” (che consentì di smantellare la cosche di Cosa Nostra della provincia di Agrigento) che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Al termine dell’udienza preliminare, dunque in 40 hanno chiesto il rito speciale, a fronte di 11 imputati che hanno optato per il rito ordinario.  Per questi ultimi i Pm hanno già cominciato la discussione che si concluderà domani con la richiesta di rinvio a giudizio. Nel corso dell’udienza di ieri anche il Comune di Agrigento si è costituito parte civile così come la Camera di commercio Agrigento le associazioni Sos Democrazia di Ribera e Libere terre di Ignazio Cutrò.</p>
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		<title>Trattativa Stato-Cosa Nostra, Napolitano non deporrà al processo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 09:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non dovrà deporre sul contenuto delle sue telefonate con Nicola Mancino intercettate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il presidente della Corte d’Assise del capoluogo siciliano, Alfredo Montalto, secondo cui su altri temi del processo l’audizione del Presidente della Repubblica può invece considerarsi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non dovrà deporre sul contenuto delle sue telefonate con Nicola Mancino intercettate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il presidente della Corte d’Assise del capoluogo siciliano, Alfredo Montalto, secondo cui su altri temi del processo l’audizione del Presidente della Repubblica può invece considerarsi “legittima”.  Sono stati i Pm della Procura di Palermo, che indagano sulla trattativa Stato-mafia, a citare come teste al processo, che si aprirà il 27 maggio prossimo in Corte d’Assise, anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’elenco dei testimoni citati è lungo, contiene 176 nomi. Nella lista, su cui dovranno comunque decidere i giudici, figurano tra gli altri anche il presidente del Senato, Pietro <a id="_GPLITA_0" title="Click to Continue &gt; by Text-Enhance" href="http://www.agrigentoflash.it/2013/05/22/trattativa-stato-cosa-nostra-napolitano-non-deporra-al-processo/#">Grasso</a>, e l’ex Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.</p>
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		<title>Processo Nuova cupola: 14 imputati scelgono il rito ordinario; ammesse 15 parti civili</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 00:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Processo Nuova cupola: quattordici imputati scelgono il rito ordinario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattordici imputati del processo “Nuova cupola”, il blitz omonimo che ha smantellato sul nascere le cosche mafiose agrigentine, hanno scelto di essere processati con il rito ordinario gli altri imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato. Quindici tra associazioni, imprese e presunte vittime del racket si sono costituite  parte civile. Ecco in sintesi le cifre della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/06/Operazione-Nuova-cupola-gli-arrestati5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34635" title="Blitz &quot;Nuova cupola&quot;, alcuni degli arrestati" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2012/06/Operazione-Nuova-cupola-gli-arrestati5-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Quattordici imputati del processo “Nuova cupola”, il blitz omonimo che ha smantellato sul nascere le cosche mafiose agrigentine, hanno scelto di essere processati con il rito ordinario gli altri imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato. Quindici tra associazioni, imprese e presunte vittime del racket si sono costituite  parte civile. Ecco in sintesi le cifre della prima udienza dell’udienza preliminare che si è celebrata nell’aula bunker del carcere Pagliarelli davanti al Gup di Palermo Daniela Cardamone. Leo Sutera, ritenuto il nuovo capo della mafia agrigentina ha scelto il rito abbreviato e chiede di essere interrogato così come il palmese Francesco Ribisi. Ecco l’elenco completo degli imputati: Ettore Allegro, Giuseppe Anzalone, Filippo Azzarello, Rosario Bellavia, Roberto Belvedere, Natale Bianchi, Antonio Brucculeri, Vincenzo Cacciatore, Pietro Capraro (classe 1985), Pietro Capraro (classe 1979), Gaspare Carapezza, Francesco Paolo Cioffi, Vincenzo Cipolla, Luca Cosentino, Giuseppe Giovanni Faldetta, Raffaele Faldetta, Gerlando Fragapane, Antonino Gagliano (classe 1972), Antonino Gagliano (classe 1967), Dario Giardina, Gerlando Gibilaro, Salvatore Guarragi, Giuseppe Infantino, Roberto Lampasona, Gaetano Licata Amri, Antonino Mangione, Rosario Mangione, Salvino Mangione, Stefano Mangione, Antonino Mazza, Fabrizio Messina, Antonio Orlando, Bruno Pagliaro, Giovanni Rampello, Francesco Ribisi, Maurizio Rizzo, Stefano Alessandro Rizzo, Maurizio Romeo, Roberto Romeo, Salvatore Romeo, Gerlando Russo, Salvatore Russo Fiorino, Maurizio Salemi, Leo Sutera, Giovanni Tarallo, Gianfranco Taranto, Giorgio Traina, Alfonso Tuttolomondo, Lucio Francesco Vazzano, Carmelo Vetro e Pasquale Vetro. Rito ordinario per: Allegro, Bellavia, Belvedere, Capraro (classe 1979), Gagliano (classe 1972), Guarragi, Licata, Pagliaro, Maurizio Romeo, Salvatore Romeo, Russo, Taranto, Vazzano e Carmelo Vetro. Ed ecco le quindici &#8211; fra persone fisiche, associazioni e imprese &#8211; parti civili ammesse dal Gup Daniela Cardamone: Antonio Mancuso, Giuseppe Palumbo Piccionello, Mosedil, Gioacchino Cimino, Alfonsina Drago, Associazione Libere Terre, Confindustria Agrigento, Confindustria Palermo, Ance, Sos Democrazia, Confartigianato, Camera di Commercio di Agrigento, Centro Studi Laterza, Fai e Libero Futuro. Domani continua l’udienza preliminare con la requisitoria dei Pm  Fulantelli, Ravaglioli e Fici.</p>
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		<title>Pm Vella: ”L&#8217;agenda fotografata probabilmente non è quella di Borsellino&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pm Vella: ”L'agenda fotografata probabilmente non è quella di Borsellino"]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quel quaderno probabilmente non è l’agenda rossa di Paolo Borsellino. Ma questo lo accerteranno le indagini”. Lo ha dichiarato il pm di Agrigento Salvatore Vella – in un incontro sulla legalità organizzato – in merito alle foto pubblicate nei giorni scorsi. “Non si capisce perchè doveva andare a citofonare alla madre con l’agenda in mano. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Il-Pubblico-ministero-Salvatore-Vella.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63407" title="Il Pubblico ministero Salvatore Vella" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Il-Pubblico-ministero-Salvatore-Vella-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a>“Quel quaderno probabilmente non è l’agenda rossa di Paolo Borsellino. Ma questo lo accerteranno le indagini”. Lo ha dichiarato il pm di Agrigento Salvatore Vella – in un incontro sulla legalità organizzato – in merito alle foto pubblicate nei giorni scorsi. “Non si capisce perchè doveva andare a citofonare alla madre con l’agenda in mano. E poi è veramente difficile pensare che l’esplosione che gli strappò via braccia e mani risparmiò un’agenda di carta”. In questo senso “i primi intervenuti sul posto hanno accertato che le armi di tutti gli uomini di scorta di Borsellino, tranne uno che è rimasto vivo perchè restò all’interno di una Croma blindata, esplosero per autocombustione, per il calore dell’esplosione. Le armi, cioè le pistole, le cartucce all’interno, esplosero”, ha sottolineato Vella. “L’immagine che è stata pubblicata fa vedereun quaderno con un copertina rossa affianco a un cadavere che non ha più gli arti inferiori e parte del volto che non è Borsellino. Perchè Borsellino, quando esplode l’autobomba sotto casa di sua madre in via d’Amelio, muore sul giardino di fronte l’ingresso con il volto quasi integro”, ha ricordato il sostituto procuratore, aggiungendo: “Vi sono dei fotogrammi, diversi fotogrammi anche dei vigili del fuoco, che fanno un primo piano sul volto di Borsellino che sembra quasi sorridente. E al cadavere di Borsellino, al corpo di Borsellino, vengono strappati via gli arti, sia le braccia che le gambe. Quindi quello che rimane d Borsellino in realtà è il dorso bruciato, con il volto.  E sembra estremamente difficile che se Borsellino avesse avuto in quelle mani, che non ci sono più, fra quelle braccia, che non ci sono più, un’agenda di carta, questa sia sopravvissuta a quell’esplosione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mafia Bassa Quisquina, sono definitive le assoluzioni di Ferranti e Marcello Panepinto</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:47:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono rimasti in quattro gli imputati del processo antimafia scaturito dall’operazione denominata “Face off” che nel 2008 decapitò la cosca mafiosa operante nella  Bassa Quisquina e dedita alle estorsioni ai danni di imprenditori. In attesa del pronunciamento dei giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione, le assoluzioni di Marcello Panepinto e di Vincenzo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Gli-arrestati-delloperazione-Face-off.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63289" title="Gli arrestati dell'operazione Face off" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Gli-arrestati-delloperazione-Face-off-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>Sono rimasti in quattro gli imputati del processo antimafia scaturito dall’operazione denominata “Face off” che nel 2008 decapitò la cosca mafiosa operante nella  Bassa Quisquina e dedita alle estorsioni ai danni di imprenditori. In attesa del pronunciamento dei giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione, le assoluzioni di Marcello Panepinto e di Vincenzo Ferranti sono divenute definitive perché non appellate dalla Procura generale di Palermo dopo il processo di secondo grado. Dinanzi alla Suprema Corte, compariranno Luigi Panepinto (condannato a 12 anni di reclusione), Maurizio Panepinto (13 anni e 6 mesi), Giovanni Favata (12 anni e 3 mesi) e Domenico Parisi (14 anni e 9 mesi).   Gli imputati sono accusati a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione.</p>
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		<title>Trattativa Stato-Cosa Nostra, i Pm citano a deporre Napolitano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Pm della Procura di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-Cosa Nostra hanno citato come teste al processo, che si aprirà il 27 maggio prossimo in Corte d’Assise, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’elenco dei testimoni citati è lungo, contiene 176 nomi.  Nella lista, su cui dovranno comunque decidere i giudici, figurano tra [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I Pm della Procura di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-Cosa Nostra hanno citato come teste al processo, che si aprirà il 27 maggio prossimo in Corte d’Assise, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’elenco dei testimoni citati è lungo, contiene 176 nomi.  Nella lista, su cui dovranno comunque decidere i giudici, figurano tra gli altri anche il presidente del Senato, Pietro <a id="_GPLITA_0" title="Click to Continue &gt; by Text-Enhance" href="http://www.agrigentoflash.it/2013/05/18/trattativa-stato-cosa-nostra-i-pm-citano-a-deporre-napolitano/#">Grasso</a>, e l’ex Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.</p>
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		<title>Processo d&#8217;appello &#8220;Maginot&#8221;: chiesta assoluzione per il boss Falsone</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 16:12:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Processo d'appello "Maginot": chiesta assoluzione per il boss Falsone]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso della requisitoria del processo &#8220;Maginot&#8221;, che si svolta dinanzi la Sesta sezione della Corte di Appello di Palermo, il Pg Daniela Giglio, in accoglimento dell&#8217;appello proposto dall&#8217;avvocato Giovanni Castronovo, ha chiesto l&#8217;assoluzione dell&#8217;ex capomafia campobellese Giuseppe Falsone con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;, affermando di condividere la tesi difensiva secondo la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Blitz-Maginot-gli-imputati-il-boss-Falsone-in-evidenza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-63201" title="Blitz Maginot: gli imputati con il boss Falsone in evidenza" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/05/Blitz-Maginot-gli-imputati-il-boss-Falsone-in-evidenza.jpg" alt="" width="800" height="300" /></a>Nel corso della requisitoria del processo &#8220;Maginot&#8221;, che si svolta dinanzi la Sesta sezione della Corte di Appello di Palermo, il Pg Daniela Giglio, in accoglimento dell&#8217;appello proposto dall&#8217;avvocato Giovanni Castronovo, ha chiesto l&#8217;assoluzione dell&#8217;ex capomafia campobellese Giuseppe Falsone con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;, affermando di condividere la tesi difensiva secondo la quale non ci sarebbe prova del fatto che da Marsiglia Falsone dirigesse l&#8217;organizzazione mafiosa agrigentina. Per il resto, il Pg ha chiesto la conferma della sentenza per tutti gli altri. In primo grado, il Gup del Tribunale di Palermo Lorenzo Jannelli aveva condannato (rito abbreviato) i fiancheggiatori dell&#8217;ex reggente di Cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone. La pena più pesante è stata inflitta proprio al boss, di Campobello, condannato a 18 anni di reclusione (l&#8217;accusa ne aveva chiesti 20). Condannati anche Salvatore Morreale, di Favara, 42 anni, a 8 anni e 8 mesi e Antonino Pirrera, 59 anni, di Favara, a 8 anni e 8 mesi. Otto anni di reclusione sono stati inflitti a Carmelo Cacciatore, 47 anni, di Agrigento e Francesco Caramazza, 38 anni, di Agrigento; 6 anni di carcere per Calogero Pirrera, 73 anni, di Favara e Liborio Parello, 41 anni, di Agrigento; 2 anni e 8 mesi di reclusione per Giuseppe Maurello, 42 anni, di Lucca Sicula e Antonino Perricone, 41 anni, di Villafranza Sicula. Assolto Giovanni Vinti, 42 anni, di Ribera (10 anni la richiesta del Pm). L&#8217;inchiesta &#8220;Maginot&#8221; condotta dalla Squadra mobile di Agrigento, con il coordinamento della Dda di Palermo, ha consentito di individuare i &#8220;picciotti&#8221; e i capi &#8220;famiglia&#8221; al servizio di Falsone, e i ruoli operativi che costoro avevano assunto nel periodo di latitanza del boss campobellese a Marsiglia. Oltre a garantirgli protezione, gli imputati avrebbero puntato l&#8217;attenzione sui lavori di realizzazione dell&#8217;aeroporto di Agrigento, il centro commerciale di Villaseta e il raddoppio della Strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta. Il processo è scaturito dall&#8217;operazione antimafia &#8220;Maginot&#8221; del luglio 2011. Prossima udienza il 17 giugno per l&#8217;inizio delle arringhe dei difensori.</p>
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		<title>Estorsione alla ditta Sa.Bo di Favara.: Provenzano, posizione stralciata</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Estorsione alla ditta Sa.Bo di Favara.: Provenzano]]></category>
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		<description><![CDATA[Bernardo Provenzano non è in condizioni di salute tali da poter stare proficuamente in giudizio. La sua posizione, rispetto al processo che lo vede imputato nel processo per l’estorsione all’imprenditore favarese Salvatore Vullo, titolare della ditta Sa. Bo. Che svolse dei lavori a Partanna,  verrà stralciata. Ma non è l’unica novità che è emersa durante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/provenzano-bernardo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60336" title="Bernardo Provenzano" src="http://www.grandangoloagrigento.it/wp-content/uploads/2013/03/provenzano-bernardo-300x289.jpg" alt="" width="300" height="289" /></a>Bernardo Provenzano non è in condizioni di salute tali da poter stare proficuamente in giudizio. La sua posizione, rispetto al processo che lo vede imputato nel processo per l’estorsione all’imprenditore favarese Salvatore Vullo, titolare della ditta Sa. Bo. Che svolse dei lavori a Partanna,  verrà stralciata. Ma non è l’unica novità che è emersa durante l’udienza del processo che vede alla sbarra anche il capo di Cosa nostra, il latitante Matteo Messina Denaro e il pentito Nino Giuffrè. Infatti, il pubblico ministero, Santo Fornasier ha chiesto al Tribunale, presieduto da Lusia Turco di dichiararsi incompetente ravvisando competenza territoriale del Tribunale di Palermo. L’altra novità, la costituzione di parte civile di Confindustria Agrigento con incarico a rappresentarla affidato all’avvocato palermitano Francesco Crescimanno. Tutte le questioni lasciate sospese verranno sciolte il prossimo 3 luglio alla ripresa del processo.</p>
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		<title>Trattativa Stato-Cosa Nostra, non sarà il Gup Morosini a giudicare l’ex ministro Calogero Mannino</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Tribunale di Palermo ha accolto la richiesta di astensione del Gup Piergiorgio Morosini che avrebbe dovuto celebrare il processo in abbreviato all’ex ministro Calogero Mannino, imputato, nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia, di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato. Per il presidente la posizione di Mannino non è scindibile da quella [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente del Tribunale di Palermo ha accolto la richiesta di astensione del Gup Piergiorgio Morosini che avrebbe dovuto celebrare il processo in abbreviato all’ex ministro Calogero Mannino, imputato, nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia, di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato. Per il presidente la posizione di Mannino non è scindibile da quella degli altri imputati del procedimento che Morosini ha rinviato a giudizio. Mannino aveva seguito un altro iter scegliendo l’abbreviato.  Il processo resta fissato per il 29 maggio.</p>
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		<title>Mafia, Tribunale: “No a sospensione pena Provenzano”</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tribunale: “No a sospensione pena Provenzano”]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata respinta dal Tribunale di sorveglianza di Bologna l’istanza di sospensione dell’esecuzione della pena per il boss Bernardo Provenzano. La richiesta era stata avanzata dai legali del capomafia di Corleone, Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà, ma per i giudici di Bologna le condizioni di salute di Provenzano non integrano “i presupposti di legge [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È stata respinta dal Tribunale di sorveglianza di Bologna l’istanza di sospensione dell’esecuzione della pena per il boss Bernardo Provenzano. La richiesta era stata avanzata dai legali del capomafia di Corleone, Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà, ma per i giudici di Bologna le condizioni di salute di Provenzano non integrano “i presupposti di legge per il differimento di pena obbligatorio, nè di quello facoltativo”. In particolare il Tribunale di sorveglianza facendo riferimento all’orientamento della Corte di Cassazione spiega che il differimento della pena deve trovare giustificazione “nella sussistenza di condizioni di salute del soggetto che richiedano cure e trattamenti indispensabili, tali da non poter essere praticati in regime detentivo neppure mediante ricoveri in ospedali civili o in altri luoghi di cura”.</p>
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