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Scafista condannato a 30 anni ad Agrigento: i trafficanti di esseri umani cambiano rotta

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Migranti soccorsi

Troppi arresti di scafisti in Sicilia e i trafficanti di esseri umani decidono di cambiare rotta e di provare a fare partire, sempre in cambio di soldi, di tanti soldi, i migranti via terra. Meglio dai Balcani. E i numeri delle ultime settimane lo confermano con decine di migliaia di rifugiati in viaggio attraverso la Macedonia, la Serbia e l’Ungheria. Con l’obiettivo di raggiungere l’Europa. E’ uno dei retroscena emersi dall’ultima inchiesta condotta dalla Procura di Palermo che indaga da mesi, tra i primi in Italia, sui trafficanti di esseri umani. Un’indagine coordinata dal Procuratore aggiunto Maurizio Scalia, collaborato da sette magistrati, quattro della Direzione distrettuale antimafia e altri quattro della Procura ordinaria. Ci sono intercettazioni, non ancora depositate agli atti, da cui emergono, come si apprende, le preoccupazioni dei trafficanti di esseri umani per i continui arresti di scafisti. Sono oltre cento, da giugno ad oggi, solo in Sicilia. “Ne hanno arrestati ancora, ormai è diventato troppo pericoloso seguire la rotta del mare, meglio cambiare e andare via terra”, dicono, in sintesi, in una intercettazione. In un’altra due uomini si dicono preoccupati anche per le condanne subite da alcuni degli scafisti, soprattutto ad Agrigento. Nel febbraio scorso la Corte d’Assise di Agrigento aveva condannato a 30 anni di carcere il somalo di 34 anni, accusato di avere gestito la tratta di esseri umani di un gruppo di eritrei che si trovavano a bordo della barca poi naufragata davanti alle coste di Lampedusa il 3 ottobre 2013 in cui morirono 366 immigrati. Mohamud Elmi Muhidin, era stato riconosciuto da un gruppo di sopravvissuti alla strage di Lampedusa all’interno del centro di accoglienza. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe sequestrato, torturato e stuprato un gruppo di 130 eritrei. Dopo il sequestro nel Sahara li avrebbe rilasciati solo dopo il pagamento di un riscatto. Le indagini sono state condotte dal pm della Dda di Palermo Gery Ferrara, tra i più esperti magistrati nell’ambito dell’immigrazione. Lo stesso magistrato, giovedì 10 settembre alle ora verrà ascoltato dal Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, a palazzo San Macuto. Ferrara verrà sentito nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sui flussi migratori in Europa attraverso l’Italia, nella prospettiva della riforma del sistema europeo comune d’asilo e della revisione dei modelli di accoglienza.

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