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“Scimmia africana”: morto per difendere compagna da insulti razzisti

Mancini e’ titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, che conta una cinquantina di tori. Alto circa un metro e 90 e corpulento, e’ un volto noto della tifoseria ultras della locale squadra di calcio. Per le sue violenze sugli spalti era gia’ stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno. Secondo una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti, due sere fa Mancini ha insultato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery, gridandole ”scimmia africana” e strattonandola, tanto da provocarle alcune escoriazioni. Il migrante ha reagito sradicando un paletto stradale con il quale avrebbe colpito l’ultra’, facendolo cadere a terra. Mancini pero’ si e’ rialzato e ha sferrato un pugno a Namdi, che a sua volta e’ stramazzato a terra, battendo la testa, prima di essere colpito ancora. Le condizioni del nigeriano, entrato in coma irreversibile, erano apparse subito disperate. La morte ieri, in ospedale. Alla scena avrebbero assistito tre testimoni, e un amico che era insieme all’ultra’.

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