Sequestro timbri al deputato regionale Gaetano Cani: i particolari dell’inchiesta

Sequestro timbri al deputato regionale Gaetano Cani: i particolari dell’inchiesta

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Il deputato regionale Gaetano Cani

La vicenda del sequestro dei timbri nella casa del deputato regionale dell’Udc, il canicattinese Gaetano Cani appena subentrato a Sala d’Ercole al sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, parte da lontano. Affonda le radici nell’inchiesta della Procura di Ragusa avviata in mezza Sicilia, che coinvolge cinque istituti scolastici paritari di Ispica, Rosolini, Acireale, Canicattì e Licata, sulla fabbrica di “diplomi facili” di scuola media secondaria superiore. Frotte di studenti, attempati o meno, che a bordo di autobus appositamente affittati si recano a sostenere le prove di esame in scuole compiacenti che provvedono a tutto dietro il pagamento di costosissime rette.
La parte agrigentina dell’inchiesta della Guardia di finanza del comando provinciale di Ragusa tocca anche l’istituto paritario “Luigi Pirandello” di Canicattì e la collegata scuola di Licata.
Nello scorso giugno proprio il giorno degli esami una cinquantina di studenti partiti in autobus da Ispica per sostenere la seconda prova scritta degli esami di maturità all’istituto paritario di Canicattì al loro arrivo sono stati bloccati da alcune pattuglie delle Fiamme gialle coadiuvate dalla polizia locale. Gli studenti sono stati tutti identificati e poi fatti accedere nelle aule dove erano attesi dalla commissione d’esame. I maturandi sono stati sorvegliati fino alle 14 dai finanzieri per evitare favoritismi o utilizzo di copie già predisposte per superare la seconda prova scritta. Non a caso parecchi studenti hanno consegnato i fogli in bianco. Sequestrato denaro contante nascosto in una scatola di scarpe. Almeno due i deputati regionali coinvolti nell’inchiesta. Insomma, un fatto clamoroso che ha dato ulteriori frutti con le perquisizioni. A casa di Gaetano Cani oltre soldi e documenti sono stati anche trovati i timbri. E questa parte investigativa è stata fatta propria dalla Procura di Agrigento competente per territorio e che oggi ha fatto scattare i sequestri e l’iscrizione nel registro degli indagati del deputato per contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti.

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