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Si auto-accusa di quattro omicidi ma non si può procedere: niente processo per Sciabica

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Il Tribunale di Palermo.

Ha confessato quattro omicidi di mafia e un agguato con tre feriti, ma non può essere processato “perché l’estradizione dalla Germania fu concessa per altri motivi, che nulla hanno a che vedere con questi fatti”.

Così è stata azzerata l’udienza preliminare del processo nei confronti del pentito di Agrigento, Daniele Sciabica: “Non luogo a procedere per mancanza delle condizioni di procedibilità”.

La decisione è del Gup del Tribunale di Palermo, Guglielmo Ferdinando Nicastro, che ha accolto l’eccezione formulata dall’avvocato Monica Genovese, difensore del collaboratore di giustizia.

Sciabica, anche se reo confesso, potrebbe non pagare mai il conto con la giustizia. Si è accusato di avere preso parte agli omicidi di Gerlando Messina, zio di Gerlandino, avvenuto il 27 agosto del 1985; Giuseppe Messina, padre dell’ex capo provincia, compiuto l’8 luglio del 1986; Antonio Messina, nonno di Gerlandino, ucciso a Realmonte il 5 agosto dello stesso anno e di Pietro Gambino, ammazzato da un gruppo di fuoco del clan Grassonelli il primo ottobre del 1988.

Tre invece i tentati omicidi contestati con un unico agguato finito male perché i tre occupanti di una Fiat 127 raggiunta dai colpi di fucile e pistole si sono salvati, restando feriti, perché la loro auto finì in un fossato. Si tratta di Domenico Gambino, Alfonso Cutaia e Salvatore Cucchiara.

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