Si vanta di un omicidio di 25 anni fa, ma non sa di essere intercettato: arrestato ad Agrigento, Raimondo Scalzo

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Si vanta di un omicidio di 25 anni fa, ma non sa di essere intercettato: arrestato ad Agrigento, Raimondo Scalzo

di Redazione
Pubblicato il Lug 13, 2018
Si vanta di un omicidio di 25 anni fa, ma non sa di essere intercettato: arrestato ad Agrigento, Raimondo Scalzo

Arriva dopo 25 anni la giustizia a risolvere un vecchio caso di omicidio per il quale erano stati individuati gli esecutori ma non il mandante.

I Carabinieri di Caltanissetta hanno fatto luce su un omicidio commesso 25 anni fa nel Nisseno. Vittima Luca Salvatore Salerno, assassinato il 3 gennaio del 1993, nelle campagne di San Cataldo.

Per quel delitto militari dell’Arma hanno notificato in carcere a Raimondo Scalzo, 60 anni, già detenuto da qualche giorno nell’ambito del blitz antimafia “Pandora”, un’ordinanza cautelare per omicidio aggravato in concorso.

Per il delitto sono stati già condannati con sentenza passata in giudicato i due esecutori materiali: Vincenzo Scalzo, di 45 anni, e Giuseppe Tramontana, deceduto.

A fare luce sul caso è stato lo stesso Raimondo Scalzo che, intercettato nell’ambito dell’operazione ‘Pandora’, si è autoaccusato di essere stato il mandante del delitto.

I carabinieri con un comunicato, spiegano così l’intera vicenda:

Carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Caltanissetta hanno arrestato SCA120 Raimondo, 6oenne Raimondo Scalzo, 60 anni, pregiudicato di San Cataldo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Caltanissetta, per il reato di omicidio aggravato in concorso, ritenendolo responsabile dell’omicidio di Luca Salvatore Salerno, avvenuto nelle campagne di San Cataldo il 3 gennaio del 1993.

L’ordinanza è stata eseguita presso il carcere di Agrigento Petrusa dove lo Scalzo si trova attualmente sottoposto alla custodia cautelare in forza di altra ordinanza emessa nell’ambito della recentissima operazione “Pandora”, eseguita sempre dai Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Caltanissetta.

La misura restrittiva è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Caltanissetta, a seguito di articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Dda della Procura della Repubblica di Caltanissetta, che consentiva di cristallizzare le responsabilità di  Raimondo Scalzo in ordine all’omicidio del citato Luca Salvatore Salerno.

Per quella vicenda delittuosa erano già stati condannati, con sentenza oramai passata in giudicato, Vincenzo Scalzo, di 45 anni, e Giuseppe Tramontana, deceduto, cognato di Raimondo Scalzo, autori materiali del delitto, senza che mai Raimondo Scalzo fosse stato coinvolto nella vicenda giudiziaria dell’epoca.

Le investigazioni hanno avuto impulso dall’ascolto di una conversazione realizzata da Raimondo Scalzo durante le fasi delle investigazioni eseguite nell’ambito dell’operazione “Pandora”, nel corso della quale quest’ultimo confessava la sua partecipazione all’evento delittuoso, inducendo i militari a ripercorrere tutta la vicenda investigativa e giudiziaria risalente all’epoca dei fatti, reperendo, attraverso una minuziosa analisi di tutto l’iter processuale dell’epoca, gravi elementi a carico di Raimondo Scalzo che corroboravano la confessione realizzata nel corso dell’intercettazione.

Le investigazioni condotte hanno permesso di comprendere ulteriormente le dinamiche criminali che avevano portato alla deliberazione dell’uccisione del Salerno, facendo emergere in maniera inequivocabile la figura di Raimondo Scalzo come uno dei soggetti che, in maniera determinante, aveva contribuito alla scelta omicidiaria, poi posta in essere materialmente da Vincenzo Scalzo, di 45 anni, e Giuseppe Tramontana.

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno altresì consentito di rivelare le vere ragioni che avevano portato all’omicidio del Salerno, cristallizzando le responsabilità di Raimondo Scalzo, sino a quel momento mai emerse, interessato in prima persona all’omicidio del giovane Salerno, determinando le sue responsabilità come mandante del delitto e istigatore degli autori materiali che hanno di fatto agito su determinante impulso di Raimondo Scalzo.

L’arrestato, difeso di fiducia dall’avvocato Gianluca Amico, del foro di Caltanissetta, è ristretto in regime di custodia cautelare in carcere ad Agrigento Petrusa a disposizione della competente Autorità giudiziaria.


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