Sicilia, prima regione per caporalato e lavoro nero

Sicilia, prima regione per caporalato e lavoro nero

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Un altro triste primato per la Sicilia: l’isola è la regione italiana nella quale è maggiore lo sfruttamento dei lavoratori. A dirlo è il rapporto “Terra ingiusta” dell’associazione ‘Medici per i diritti umani’.

Agricoltura ed edilizia i settori più a rischio, quelli in cui resiste ancora la triste piaga del caporalato. “La Sicilia – dichiara Santino Barbera, segretario generale della Filca Cisl Sicilia– resta la terra delle contraddizioni: da un lato si distingue per la solidarietà e i sentimenti di fratellanza nell’accogliere i tanti immigrati che rischiano la vita per cercare un futuro migliore. Dall’altro riduce letteralmente in schiavitù migliaia di lavoratori stranieri, calpestati nella dignità e costretti ad una vita di sacrifici, stenti, povertà assoluta”.

“Le braccia di queste persone – sottolinea Salvatore Scelfo, segretario della Filca Cisl nazionale e responsabile del Dipartimento legalità e Ambiente – ingrassano caporali stranieri ed italiani, al servizio di imprenditori senza scrupoli che per avidità impiegano forza lavoro a costo quasi zero, e calpestano i diritti e la dignità delle persone. È una economia sporca che rappresenta non solo un danno economico rilevantissimo per l’economia nazionale, ma ci fa precipitare indietro di centinaia di anni, e contribuisce ad alimentare le casse delle mafie. La Filca Cisl a tutti i livelli, regionale e nazionale, è impegnata in prima linea per garantire, nel settore edile, il rispetto non solo dei contratti e della normativa, ma soprattutto della dignità e della tutela dei lavoratori”.

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