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Siciliano “schiavizza” una russa e la costringe a portare velo: arrestato

Siciliano, forse anche particolarmente geloso, diceva di essersi convertitosi all’Islam e cosi’ si presentava sempre come originario del Marocco e diceva di chiamarsi Yussuf. In realta’ era italiano e si chiama Giuseppe D’Ignoti di 31 anni. La Digos della questura lo ha arrestato su ordinanza di custodia cautelare per riduzione in schiavitu’, violenza sessuale continuata, sequestro di persona, maltrattamenti e lesioni personali gravissime – tutti aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi – commessi nei confronti della donna con cui aveva convissuto nel periodo dallo scorso mese di aprile al 20 settembre. La vittima, di nazionalita’ russa, era costretta a indossare il velo islamico, a pregare insieme all’uomo e a visionare vari video in cui erano riprese uccisioni commesse da uomini arabi in divisa nera e verde a prigionieri occidentali, uccisi perche’ ritenuti “infedeli”. Allo scopo di farle odiare il popolo italiano, la obbligava a non andare in giro come le donne occidentali perche’ la conversione all’Islam di una donna con capelli biondi e occhi chiari gli avrebbe fatto acquisire prestigio nei confronti degli altri islamici.

La donna era da tempo residente in Italia in un piccolo paese della Lombardia e, come descritto nella dettagliata denuncia sporta presso la Squadra mobile di Torino, aveva conosciuto il suo aguzzino sul finire del 2016, su un gruppo aperto di whatsapp. Dopo essersene invaghita, tanto da lasciare il paese in cui viveva, la donna, lo scorso mese di aprile, ha raggiunto a Catania, ma dopo un breve periodo di serenita’, la convivenza e’ diventata un calvario: nel corso dei mesi si sono susseguite gravissime violenze a sfondo sessuale, sevizie fisiche e psicologiche e prevaricazioni. Molte le minacce di morte, per se’ e i per i propri familiari, di cui era fatta oggetto la donna che spesso era costretta a non uscire di casa e a subire aggressioni, nel corso delle quali ha anche riportato lesioni gravissime, tanto da essere costretta a far ricorso alle cure dei sanitari, sempre alla presenza costante dell’uomo il quale la costringeva a fornire versioni false. La vittima, dopo l’ennesima aggressione, e’ riuscita a fuggire proprio mentre si trovava ricoverata presso un ospedale catanese. Da li’ ha iniziato un lungo viaggio in treno, passando per Paterno’, Napoli per poi giungere a Torino dove, lo scorso 22 settembre, ha sporto una denuncia dettagliata dei fatti subiti al personale della Squadra Mobile della Questura. L’indagine della Digos di Catania guidata dal neo dirigente Marica Scacco ha permesso l’arresto dell’uomo. Giuseppe D’Ignoti era gia’ stato condannato per il reato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie e aveva scontato la pena in carcere dal 2010 al 2015. La vittima e’ stata posta in una localita’ protetta.

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