Agrigento

Silvia Licata e le nuove esigenze della città: una “volontaria di strada” al comando del PD agrigentino

di Diego Romeo
Pubblicato il Ago 16, 2016
Silvia Licata e le nuove esigenze della città: una “volontaria di strada” al comando del PD agrigentino

Il nostro Diego Romeo ha incontrato Silvia Licata, fresca numero uno del PD di Agrigento.

Diego Romeo

Diego Romeo

Ho subito associato il suo nome di neosegretaria del PD cittadino ad un suo famoso urlo durante una manifestazione in piazza Municipio che tirava la volata a Firetto: “Non è possibile che siano date 28€ l’anno alle famiglie bisognose”. Lei milita tra i “Volontari di Strada”, un impegno che nobilita un troppo vecchio PD, dimentico di tanti sogni e bisogni.

“Quell’urlo lo porterò con me perchè nel PD bisogna tornare a parlare di povertà, di disabilità, di disagio sociale ed economico, non è possibile stare chiusi a discutere tra noi. Non siamo riusciti ad intercettare questo malessere. Io so per certo perchè l’ho vissuto e quell’urlo venne recepito all’interno del PD. Ho mille dubbi, non sono nata nella politica, sono nata nella strada e poi sono arrivata nel PD per cui il mio linguaggio non è quello della politica. Chiaramente ho bisogno di tutti, soprattutto ho bisogno del gruppo consiliare perchè oltre alle idee c’è bisogno di atti amministrativi. La prima cosa che voglio fare e l’ho detto subito dopo essere eletta, è di ritornare per la strada, incontrare quanti sono oggi costretti a partire, anche i pensionati per capire meglio cosa fare.”

In comune c’è un assessore, Giuggiù Riolo, vicino al PD. Stringerai rapporti più diretti con lui.

“Certo e col direttivo ho intenzione di fare riunioni continue sia con l’assessore che col capogruppo in Consiglio Comunale. ”

Quindi 28€ annuali assegnati alle famiglie corrispondono alle circa 30€ giornaliere del costo di un immigrato. Come la mettiamo nel rispetto di tutti?

“Ritengo che sia giusto accogliere come altrettanto giusto salvare. Non possiamo permetterci di far morire nessuno. A mio avviso qualcosa non funziona nella politica dell’accoglienza perchè è vero anche che non tutto va agli immigrati. La politica dell’accoglienza pero ora sta facendo arricchire pochi a discapito di molti perchè ci sono cooperative e associazioni serissime che si occupano di immigrati e della loro integrazione ma è anche vero che ce ne sono tante altre che li sfruttano. ”

Che aria comunale tira in città. C’è una parte del Consiglio inascoltato, umiliato dai giovin signori cattolici democratici, alcuni senza arte nè parte, tutti pronti a indossare varie casacche, in questo aiutati da un clima in città di stand-by in vista del referendum che Renzi ha voluto prefigurare come una sorta di “Valle di Josafat”. Salvo adesso a tirarsi indietro visto il danno combinato. Gli abbandoni della maggioranza comunale sono stati comunque significativi.

“Non è aria facile perchè oggi la città vive il problema della mancanza di fondi e non è facile neanche per il PD. C’è un pò di confusione, siamo rimasti in silenzio per troppo tempo e quindi c’è stato chi il partito lo ha lasciato. Questo a me è dispiaciuto moltissimo e mi riferisco al consigliere Marco Vullo. Vorrei che il Consiglio comunale fosse più incisivo, che ci fossero più voci nel coro sia per l’azione amministrativa sia per la critica perchè io sono per la dialettica. L’irrigidimento non porta a nulla di buono, niente deve essere fatto per il “personale” e nessuno deve essere  lasciato indietro in questa città, cosa che purtroppo avviene.”

Il segretario regionale del PD, Fausto Raciti, è informato o almeno si informa di questa piega che ha preso l’amministrazione comunale? Glielo chiedo perchè lui è l’autore di un saggio, “L’imbroglio della meritocrazia” che ha presentato al Centro Pasolini. Sai niente se si senta imbrogliato dalle sua stesse scelte politiche tutti ispirate a un “Nazareno secondo” in miniatura? Ci sarà un contatto più diretto con la segreteria provinciale e cittadina?

“In questo momento, non essendoci stata una segreteria cittadina, non c’è stato alcun contatto tra Raciti e noi. So che c’era un collegamento con l’assessore regionale e non essendoci una classe dirigente molte volte l’assessore non sapeva con chi parlare, probabilmente c’è stato un problema da parte di entrambi. D’altra parte so che Raciti si interessa di Agrigento, devo anche dire che molte cose del nostro assessore regionale non le condivido, altre si. Ho fatto una scelta dopo le primarie che molti non hanno condiviso e altri si, alla luce dell’assessore che abbiamo credo sia stata la scelta migliore anche se sinceramente non credo nella polemica che si è innescata, come ho detto altre volte quando è stato fatto l’accordo con la lista civica sicuramente di centrodestra lo stesso accordo era stato fatto a Roma tra Renzi e Berlusconi con il Nazareno. Quindi lo scandalo non l’ho visto. Della politica ad Agrigento deve decidere il PD cittadino, nessuno deve decidere per noi.”

Senza tralasciare il fatto che Firetto è l’ultimo dei Dioscuri. L’altro era Zambuto di cui abbiamo perso le tracce. Quindi dobbiamo sollecitarlo, incalzarlo e indirizzarlo per lasciare una traccia e magari qualche erede. Come vedi non ci sono in giro neanche piccoli leader, dopo Firetto “le dèluge”. Ma anche il PD non mi pare stia meglio.

“La colpa grande che ha la politica agrigentina e anche quella nazionale è quella di  non aver creato o saputo creare una classe dirigente all’interno dei partiti. Sinceramente non lo so che avverrà domani, Firetto è un sindaco capace e sa cosa vuole, perà si avverte che non ha un partito alle spalle per questo vorrei che il PD collaborasse con lui. Noi possiamo benissimo appoggiare l’azione amministrativa. Non ho mai parlato con Firetto e non so nemmeno se lui vuole un partito che lo appoggi. Non sono molto ottimista, non sulla collaborazione Firetto-PD ma sui risultati  politici attuali perchè viviamo in un momento politico-economico nero. Si vola a vista, vedo chiusure che non portano a niente di buono. Ripeto, non mi resta che rimanere a disposizione della città, lo faccio per i miei figli e quelli di tutti. Non possiamo permettere lo svuotamento della città”.

Non le chiedo cosa voterà al Referendum. Ho saputo che l’onorevole Capodicasa è per il no. In perfetta solitudine siciliana. Sarà un nuovo tipo di sicilitudine. Vuole continare lei?

“Si, è stato fatto un documento. Io voterò si e la posizione del PD agrigentino è per il sì. La libertà di coscienza di ognuno è tutelata sia da me che dallo statuto. Il Pd ad Agrigento, comunque, è per il sì.”


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