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Soldi, favori, assunzioni e finti attentati: divieto di soggiorno per Pino Maniaci, simbolo antimafia

ALTRO CHE MAFIA. La notizia arriva, nelle prime ore del mattino dopo l’esclusiva che già era stata di Repubblica. Il giornalista antimafia Pino Maniaci, indagato per estorsione nei confronti dei sindaci di Partinico e Borgetto, è stato allontanato da Partinico secondo quanto imposto dal provvedimento del Gip,Fernando Sestito, che ne vieta la dimora nelle province di Palermo e Trapani. Pino Manicia, dunque,  aveva altri problemi del tutto lontani da quelli delle minacce mafiose, degli attentati e delle continue vessazioni. Episodi come l’uccisione dei due cani, rinvenuti impiccati, o dei danneggiamenti sulla sua autovettura si sono scoperti essere delle bufale, o meglio, azioni che con la criminalità organizzata non avevano niente a che vedere.

I problemi, semmai, erano di tipo sentimentale. Pino Maniaci, come emerge dalle intercettazioni effettuate dai Carabinieri della Compagnia di Partinico, aveva subito questi attentanti dal marito della sua amante, evidentemente centro di snodo importante per questa inchiesta. E quello che è rimasto immagazzinato nel nastro metallico dei Carabinieri è da brividi:” Quello che non hai capito tu è la potenza… tu non hai capito la potenza di Pino Maniaci.” Così parlava al telefono in uno dei colloqui con l’amante registrati.

SCOOP RITIRATI IN CAMBIO DI SOLDI.  10 giugno 2014. La telecamera piazzata dai carabinieri nella stanza del sindaco di Borgetto Gioacchino De Luca riprende Maniaci che esordisce: “Benedetta liquidità, sborsate…”. Si vede il giornalista che distende il braccio e fa un cenno con la mano. Poi dice: “Mi dai 250 euro”. E il primo cittadino chiosa: “Si, 400 te ne devo dare”. Una scena che lasciò investigatori e magistrati perplessi. Perché quei soldi? Alla ricerca di una risposta i magistrati di Palermo decisero di mettere sotto controllo il telefono di Maniaci. Estate 2014. Maniaci tiene contatti con l’addetto stampa del Sindaco e con il primo cittadino in persona. Annuncia scoop sensazionali, a tal punto da poter far sciogliere il Consiglio Comunale di Partinico ma, dopo la velata “minaccia” a procedere il tutto si disperdeva in una bolla di sapone. Un bluff? Un modo per mettere pressione al Sindaco?  L’addetto stampa: “Gli dico che passa dalla Carcara e se li viene a prendere più tardi?… Faccelo ora perché questo è un pazzo di catena”. Una telefonata dai toni concitati: “Ma è a posto, domani glielo diamo, tranquillo, senza nessun problema… Ma oggi non ha fatto nessun servizio?”. Risposta dell’addetto stampa: “La metà l’ha fatto, questo non lo ha fatto”. La cosa da consegnare, oggetto della telefonata tra il sindaco e l’addetto stampa, è un assegno da consegnare a Maniaci per pagare la pubblicità di Telejato. E il giornalista, esprimeva la sua soddisfazione nel vedersi accontentato in tutte le sue richieste: ” Salvo ha fatto il suo dovere, ora… stamattina, devo vedere di vederlo perché gli devo fottere qualche altre 50 euro, va bene?”
ASSUNZIONE. Pino Maniaci è dunque accusato di aver estorto soldi e favori in cambio di una linea editoriale della propria emittente, Telejato, più morbida.  Il Sindaco di Partinico, Salvatore Lo Biundo, conferma agli inquirenti in una delle tante dichiarazioni che rilascia di aver subito pressioni dal Maniaci per l’assunzione dell’amante al Comune con un contratto di tre mesi non rinnovabile. Alla fine di quest’ultimo, come confermato anche dal primo cittadino, lui e altri due assessori si sarebbero autotassati per garantire la continuità del lavoro all’amante del Maniaci. E Maniaci, al telefono proprio con l’amante parlava così:”Per quella cosa ho parlato, già a posto, stai tranquilla, si fa come dico io e basta. Qua si fa come dico io se ancora tu non l’avevi capito… decido io, non loro… loro devono fare quello che dico io, se no se ne vanno a casa”.

CONCORSO DA VINCERE. “Stai tranquilla che te lo faccio vincere io il concorso per l’azienda sanitaria a Palermo. Ormai si cacano tutti che li sputtano in televisione. Non hai capito la potenza di Pino Maniaci allora …” Uno stralcio di intercettazione come questa fa emergere il delirio di onnipotenza di chi, davanti agli schermi, appare invece come difensore degli ultimi. Maniaci, sempre al telefono con l’amante, commenta l’imminente ritiro di un premio assegnatogli, insieme a Lirio Abbate de L’Espresso, come giornalista eroe impegnato nella lotta alla mafia. “A me mi hanno invitato dall’altra parte del mondo per andare a prendere il premio internazionale del cazzo di eroe dei nostri tempi, appena intitolato l’oscar di eroe dei nostri temi”.

“QUELLO STRONZO DI RENZI”. E’ il 4 Dicembre 2015. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, chiama direttamente il direttore di Telejato ,Pino Maniaci, per esprimergli solidarietà dopo l’ennesima minaccia ricevuta dal giornalista. La telefonata è prontamente registrata, come registrati sono i commenti a caldo che fa Maniaci:” Ora tutti, tutti in fibrillazione sono, pensa che mi ha telefonato quello stronzo di Renzi” – parlando con un’amica al telefono.

LA DIFESA DI MANIACI. Qualche giorno dopo il boom mediatico della notizia dell’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati, numerose testate e opinion leader erano intervenuti a difesa di Maniaci. Anche un servizio de “Le Iene” realizzato da Matteo Viviani , andato in onda qualche settimana addietro, dava la possibilità a Maniaci di spiegarsi davanti ad una telecamera. Il direttore di Telejato ha provato a spiegarsi quello che per lui è un accanimento ed una vendetta per le numerose inchiesta da lui trattate, come il famoso “Caso Saguto”. In realtà, come si scopre dalle carte, l’inchiesta che oggi lo vede indagato e con una misura cautelare pesante in corso è attiva dal 2012, per pura casualità. Il caso Saguto, invece, scoppierà solamente 18 mesi più tardi.

LE ESTORSIONI. A Gioacchino Polizzi, assessore di Borgetto, Maniaci avrebbe imposto di comprare duemila euro di magliette antimafia e di pagargli tre mesi di affitto. Il sindaco di Borgetto avrebbe invece pagato 600 euro a Maniaci per comprare il suo silenzio. Il primo cittadino di Partinico stipulò un contratto all’amante del direttore di Telejato e quando il contratto arrivò a termine pagò di tasca sua 250 euro. E l’amante di Maniaci iniziò a lavorare in nero al Comune.

9 ARRESTI IN NOTTATA.  Come detto, la figura di Maniaci entra casualmente a piedi uniti nell’inchiesta. Tutto nasce, nel 2012, in seguito a dei pedinamenti, intercettazioni effettuati sui presenti “affiliati” ai clan mafiosi di Partinico. Proprio questa notte, a conclusione di questa indagine, sono stati arrestati in 9.

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