Storia di Antonio, omosessuale agrigentino “Fuggito al nord per amore”

Storia di Antonio, omosessuale agrigentino “Fuggito al nord per amore”

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La storia di Antonio è una storia di tristezza solitudine e riscatto. Antonio, è un nome di fantasia, che utilizziamo in questo articolo perchè così ha voluto il protagonista della vicenda.

Antonio è di Agrigento, ha 32 anni, ed è omossessuale. Uno dei nostri redattori conosce il giovane dall’infanzia e lo ha incontrato in questi giorni in una spiaggia di Lampedusa in vacanza. Era in compagnia del suo compagno Antonio ma lo ha presentato ufficialmente, davanti a tutti come amico. Per paura, per vergogna (?), per pudore forse.

Antonio ha voluto raccontare la sua storia. Figlio di una coppia di insegnanti, oggi in pensione, ci ha svelato tutta la sofferenza di un una condizione, se possiamo usare questo termine, che lo ha portato ad andare via da Agrigento.

<<Agrigento non è una città dalla mentalità aperta e progressista. Io sono andato via 12 anni fa proprio perchè non stavo bene. Non potevo vivere la mia vita sentimentale, non potevo nemmeno dire “mi piacciono gli uomini”. Uscivo la sera, come tutti i giovani della mia età, soprattuto il sabato per andare nei locali e per una pizza. Una volta mentre ero a tavola ero in compagnia di amici e di botto  ho detto “ragazzi sono una donna col corpo da uomo”… le risate di scherno le ricordo ancora ed i commenti… “mai vista una donna con la barba” oppure “ma allora perchè non metti la gonna?”… insomma ho dovuto dire che era uno scherzo per provare a vedere l’apertura mentale dei presenti.

E’ stata una sofferenza la mia adolescenza. Io giocavo al pallone con i ragazzi, ma il calcio non  mi piaceva, mi piacevano i calciatori. Ma come potevo dirlo. Anche in casa non sapevano niente della mia omosessualità. E nemmeno a scuola. Insomma ero prigioniero dei miei sentimenti. Non potevo esternarli e soffrivo. Ad un certo punto ero in vacanza in Olanda ed ho incontrato un ragazzo palermitano col quale c’è stata subito sintonia. Lui abitava a Milano e mi ha invitato ad andare a trovarlo, ci siamo frequentati e ci siamo innamorati. Avevo 20 anni ed ero infelice perchè non potevo gridare al mondo il mio amore per un ragazzo. In realtà l’ho confidato a mia mamma che, dopo un primo momento di stupore mi ha abbracciato e mi ha detto “ok figlio mio io ti amo lo stesso, ma non dirlo a tuo padre”.

Questa è stata la molla che ha fatto scattare tutto “non dirlo a tuo padre”. Come se fosse un reato, come se fosse una malattia… perchè, mi sono chiesto. A quel punto ho pensato: se nemmeno mio padre mi accetta come sarà possibile che lo facciano i miei amici, i miei parenti più larghi.

Ma io volevo vivermi la storia d’amore con il mio ragazzo e allora ho deciso di lasciare la città. Lasciare la mia Agrigento e mi sono trasferito. Sono praticamente fuggito. Oggi sono felice e vivo al Nord dove mi sento un po più libero di vivere la mia omosessualità. Ovvio che i pregiudizi esistono anche la, ma perlomeno sono meno opprimenti. Agrigento mi manca, ma ho deciso di vivere liberamente e di amare liberamente. Consigli? Assolutamente no. Ognuno viva la sua vita come meglio crede…. io ho scelto di viverla lontano 2.000 chilometri da dove sono nato ma almeno ora sono veramente io, un agrigentino emigrato per amore di un uomo>>.

 

 

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