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Sutera, mostra presepi di carta al museo etnoantropologico

Il giorno dell’Immacolata è stata inaugurata a Sutera una mostra di presepi di carta, molti dei quali risalenti alla prima metà del Novecento. Dopo la messa l’arciprete don Francesco Miserendino ha illustrato le caratteristiche di questo particolare tipo di presepi, molto più diffuso una volta quando bastava ritagliare ed incollare i fogli su cartone o compensato. Poi, insieme al sindaco dott. Giuseppe Grizzanti, ha sciolto il nastro inaugurale e tutti abbiamo potuto fermarci davanti alle teche di vetro che li custodiscono.

La tradizione dei presepi di carta risale al Settecento, quando illustri pittori come Francesco Londonio o il palermitano Vito D’Anna ci lasciarono presepi che oggi ammiriamo nelle chiese o nelle collezioni private.

Più modestamente i nostri sono stampati in serie, ma ne hanno fatta di strada. In un primo momento erano solo stampe da appendere ad una parete, poi si stamparono dei fogli da ritagliare, non colorati ed ognuno col pennello sceglieva i colori preferiti. Si usarono infine delle mascherine che i francesi chiamavano pochoir, da cui si lasciava filtrare il colore preferito nelle finestrelle vuote. Con questo sistema i Remondini arrivarono ad avere fino a mille dipendenti ed anche un ragazzo era in grado di raggiungere buoni risultati.

Tuttavia i nostri appartengono all’epoca delle litografie e cromolitografie, da fine Ottocento in poi, spesso ristampati. Ma accanto ai presepi ritagliati si affermarono anche quelli pop up, già pronti all’uso, senza fatica. Bastava la pressione di un dito, verso destra o verso sinistra, ed ecco che il presepe di apriva e diventava tridimensionale. Erano buoni per essere messi in busta ed augurare un buon Natale. Chissà quanti ne abbiamo ricevuto e poi buttati o strappati. Infine negli anni Cinquanta/Sessanta nacque un’ultima generazione di presepi di carta, quelli che, una volta aperti, si innalzavano verso l’alto diventando tridimensionali a 180°, visibili cioè davanti ed ai lati. La successiva evoluzione fu quella dei presepi ammirabili sia davanti che dietro, da aprire come un libro.

La mostra di Sutera contiene tutti i tipi di presepe descritti, di varie epoche, artisti e nazionalità: italiani, tedeschi, cecoslovacchi, inglesi, svedesi, degli Stati Uniti. Resterà aperta per tutto dicembre e gennaio ed accompagnerà i visitatori che si recheranno a vedere il presepe vivente. La stessa struttura del museo accoglie anche una interessante mostra sul contributo della Sicilia alla prima guerra mondiale.

Basta telefonare in qualsiasi giorno ed ora ai numeri seguenti dell’ufficio turistico: 0934/954929 e 331/6976973.

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