Tiene banco ancora Gessica: Ris “aiutano” Russotto; pista prostituzione sempre più fosca: ricatti e vendette?

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Tiene banco ancora Gessica: Ris “aiutano” Russotto; pista prostituzione sempre più fosca: ricatti e vendette?

di Redazione
Pubblicato il Nov 1, 2018
Tiene banco ancora Gessica: Ris “aiutano” Russotto; pista prostituzione sempre più fosca: ricatti e vendette?

E’ stata una settimana pesante, dal punto di vista investigativo, quella scorsa, che ha avuto il suo apice nel giorno del ritrovamento di due murales sui due distinti muri di contenimento stradale in Contrada Crocca, la strada che conduce da Favara al Villaggio Mosè di Agrigento.
Due scritte inquietanti che riportano la stessa dicitura “Lillo Cardillo = assassino Gessica”. Un nome che è iniziato a circolare in tutta Favara. Un nome che non sarebbe esatto, un soprannome.
Indiscrezioni giornalistiche collocherebbero la figura di quest’uomo, Lillo, nel filone di indagine riguardante il ricatto a sfondo sessuale che vede coinvolte diverse ragazze su un asse che collega Favara alla vicina Castrofilippo.
L’uomo citato nel murales sarebbe stato ricattato da una delle ragazze del giro di prostituzione per via telematica e avrebbe chiesto di smetterla con le provocazioni a scopo estorsivo altrimenti avrebbe fatto la fine di Gessica Lattuca.
Ma che fine ha fatto Gessica Lattuca?
La scomparsa della giovane mamma favarese si sta rivelando uno dei casi più complicati della cronaca recente.
Nomi e luoghi che si mischiano all’omertà del posto e che continuano a scontrarsi con le intercettazioni telefoniche e col giro di prostituzione gestito da Gaspare Volpe, detto “u baddaru”.
A Volpe, a settembre, fu incendiata un’automobile in centro a Favara. Un’auto con targa romena.
Gli autori del gesto, sarebbero già stati individuati dai Carabinieri della Tenenza di Favara. Così come sarebbero stati individuati gli autori dei murales della Crocca.
A parlare, la settimana scorsa, è stata anche la mamma Serena Restivo, un’amica di Gessica che ha detto: “Mia figlia non c’entra nulla con la prostituzione. Gaspare Volpe per Serena era come un padre. Serena ha lavorato per Volpe, ma assolutamente non c’entra nulla con la prostituzione.
Di Gessica si parlava molto male in giro, ma sono solo voci. Magari è vero che qualcuno si approfittava di lei, la faceva bere apposta e poi si approfittava. Mia auguro che venga ritrovata e se le hanno fatto del male che sia fatta giustizia”.
Dichiarazioni “nuove” anche quelle della mamma di Gessica, che in un’intervista ha dichiarato: “Gessica prima di scomparire, alle due di notte, era sul motorino con Ninì Ferraro”, una dichiarazione che ha spiazzato tutti.
E’ utile sapere che Ninì Ferraro altro non è che il factotum di Gaspare Volpe, l’uomo attualmente in carcere per altra vicenda, che si ritiene a capo dell’organizzazione dedita alla prostituzione.
Anche Vincenzo Lattuca, fratello di Gessica ha detto la sua sui murales della Crocca: “Chi ha scritto questo messaggio deve essere più preciso e diretto”. Sul giro presunto di ragazze che vedrebbe coinvolta la sorella, Vincenzo è categorico: “Io sono il fratello, quando sento parlare di questa cosa divento nervoso. Perchè non uscivano prima questa indagine? Dove era dentro il cassetto? Io non ci credo a questa cosa”.

Intanto proseguono incessanti le indagini dei Carabinieri della Tenenza di Favara, come l’attività dell’avvocato Salvatore Cusumano, legale della famiglia Lattuca e di Filippo Russotto, il compagno della giovane sparita nel nulla e finito anche lui al centro dell’attenzione per alcune tracce ematiche trovate nel bagno della sua casa.

Il sangue, inizialmente accostato alla 27enne madre di quattro figli, appartiene a “soggetto di sesso maschile”, probabilmente a Salvatore Lattuca: uno dei fratelli di Gessica.
Lo stesso Russotto aveva detto fin dall’inizio che il suo ex cognato si era ferito ad una mano dopo la notizia della scomparsa della sorella e che era stato medicato nel suo bagno.

Insomma, tra indagini, voci, scritte, interviste e telecamere, il giallo di Gessica Lattuca, purtroppo, continua.

Russotto, adesso, aspetta il dissequestro di tutti i suoi beni (casa, auto e casa in campagna). L’avvocato Cusumano ha già preparato l’istanza formale.


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