Totò Cuffaro: “I cannoli? Mio errore ma immagine superò la realtà”

Totò Cuffaro: “I cannoli? Mio errore ma immagine superò la realtà”

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I cannoli di Totò Cuffaro

I cannoli di Totò Cuffaro
I cannoli di Totò Cuffaro

“Sono stato imprudente forse, ma sono fatto così. Ho spostato da un tavolo ad un altro un vassoio di cannoli invece di chiederlo ad un commesso. Fui fotografato in quel momento e questa immagine, nonostante sia stato ampiamente smentito il significato collegato ad un mio festeggiamento, è diventata assai più forte della realtà. Ha contribuito a dare un’idea cannolesca della mia presidenza”. Lo afferma l’ex presidente della Regione Siciliana Toto’ Cuffaro, detenuto nel carcere di Rebibbia dove sta scontando la condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra, in un’intervista al presidente della stampa parlamentare siciliana, Giovanni Ciancimino, e alla giornalista Loredana Passarello, per un libro sulla storia dell’autonomia in Sicilia, di cui l’Agi ha avuto anticipazioni. “Quell’immagine – sostiene Cuffaro – fu montata dalle sinistre e passò l’idea di un mio festeggiamento nel giorno in cui indissi quella conferenza stampa, il giorno della mia condanna in primo grado, da cui però era stata esclusa l’aggravante mafiosa”. “Convocai quella conferenza stampa per dire che mi sarei dimesso subito dopo l’approvazione del bilancio – racconta Cuffaro – cosa a cui tenni fede. Sono stato condannato il 18, mi sono dimesso il 27 dicembre. In quella conferenza stampa annunciavo che non ero stato condannato per mafia però ritenevo che un presidente accusato di favoreggiamento, anche se non c’era l’aggravante mafiosa, non potesse restare”. Cuffaro ricorda nel dettaglio l’episodio dei cannoli: “Ogni mattina veniva in presidenza della Regione una ragazza da Agrigento, Mariella Piparo si chiamava, e portava i cannoli preparati a Castronovo dal mio amico, proprietario di un bar. Lei aveva messo questi dolci su un tavolo di vetro, non sul mio. Io dovevo fare la conferenza stampa, entro, vedo il vassoio dei cannoli, invece di chiamare il commesso, ho preso i cannoli e li ho spostati. Mentre facevo questo il fotografo mi ha ritratto con i cannoli in mano. Lui ha venduto la foto, ma i miei detrattori hanno pensato a fare il resto”.

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