Tragedia di Macalube: Fontana e Gucciardo non rispondono al Pm (video)

Tragedia di Macalube: Fontana e Gucciardo non rispondono al Pm (video)

250 views
0
SHARE
La tragedia di Aragona Macalube

Mimmo Fontana e Daniele Gucciardo
Mimmo Fontana e Daniele Gucciardo

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Mimmo Fontana (difeso dagli avvocati Luca Petrucci del foro di Roma e Diego Galluzzo del foro di Agrigento) e Daniele Gucciardo, difeso dall’avvocato Daniela Ciancimino del foro di Agrigento e Luca Petrucci) indagati per omicidio colposo in seguito al tragico evento che il 27 settembre 2014 costò la vita a due ragazzini seppelliti dalla colmata di fango provocata dall’esplosione dei vulcanelli di Macalube di Aragona.

Stamani Fontana, direttore della riserva naturale di Macalube (ma anche presidente regionale di Legambiente e neo assessore al Comune di Agrigento) e Daniele Gucciardo, operatore della stessa riserva sono stati interrogati da Carlo Cinque, il Pubblico ministero che conduce l’indagine sulla morte di fratelli Laura e Carmelo Mulone, Ma il colloquio è stato molto breve: entrambi, seguendo una strategia difensiva, hanno preferito non rispondere non escludendo di farlo in una circostanza successiva. I due indagati – si ipotizza – vogliono veder meglio le carte dell’inchiesta e, soprattutto, l’esito della perizia disposta dalla Procura che mette in luce alcuni aspetti assolutamente gravi e che di fatto hanno originato l’iscrizione nel registro degli indagati di Fontana e Gucciardo (ma anche di  Francesco Gendusa, dirigente regionale responsabile delle aree protette che verrà interrogato nei prossimi giorni).

In particolare, la perizia, tra le altre cose, testualmente recita: La riserva delle Macalube, dove persero la vita i fratellini Laura e Carmelo Mulone, non ha nessuno dei parametri di sicurezza previsti dalla legge ed esistenti in altre riserve analoghe in Italia. Nell’area dei vulcanelli delle Macalube – si legge ancora tra le pagine dell’ inchiesta – non c’erano passerelle, niente cordoni di sicurezza, nessuna area di sosta o avvisi a tutela dei visitatori”. Dunque, per la Procura ci sarebbe la responsabilità sarebbe dell’ente gestore, ossia Legambiente, a cui la Regione, con procedura diretta, ha affidato la riserva.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *