Truffa e auto-riciclaggio: arrestato un avvocato

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Catania

Truffa e auto-riciclaggio: arrestato un avvocato

di Redazione
Pubblicato il Giu 8, 2018
Truffa e auto-riciclaggio: arrestato un avvocato

Un avvocato catanese di 49 anni F. G. C., è  stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza, ordinanza del Gip Giuliana Sammartino, richiesta del sostituto Andrea Norzi del pool reati contro il patrimonio coordinato dall’aggiunto Ignazio Fonzo,  perchè accusato di truffa aggravata e auto-riciclaggio. Il provvedimento è conseguenza di indagini che hanno evidenziato come il professionista, a detta delle forze dell’ordine, sia stato l’ideatore di un complesso sistema fraudolento attraverso il quale, nel periodo dal 2014 al 2017, avrebbe sottratto ingenti somme di denaro ai propri clienti, assistiti nell’ambito di cause intentate in materia di lavoro per irregolare licenziamento.

L’analisi dei numerosi conti correnti riconducibili all’arrestato e ai suoi familiari, nonchè l’escussione delle diverse parti offese (clienti) e persone coinvolte nei fatti, hanno consentito di appurare che l’avvocato, ottenuto il riconoscimento dell’indennizzo in favore dei propri assistiti. In particolare l’avvocato provvedeva a richiedere agli istituti di credito della società soccombente, l’emissione di uno o più assegni con beneficiari i suoi clienti che, tuttavia, egli stesso, illecitamente, nonostante la clausola di non trasferibilità presente su tali titoli, riscuoteva in banca; avrebbe deciso in maniera del tutto arbitraria quale fosse la quota di sua spettanza, trattenendo una parte dell’importo riscosso per se’, facendo emettere, solo per una parte dell’indennizzo spettante, ulteriori titoli non trasferibili a favore dei suoi clienti.

Questi, completamente ignari del raggiro realizzato dal professionista, sarebbero stati frodati poichè ritenevano che l’importo ricevuto fosse completamente satisfattivo del valore a loro riconosciuto a seguito della causa intentata. Il sistema fraudolento si concludeva con la destinazione delle provviste di cui si era illecitamente appropriato, per farne perdere le tracce, a favore di conti correnti non riconducibili al professionista, per esempio intestati a suoi familiari, ovvero con l’investimento delle somme nell’acquisto di strumenti finanziari. Per tali condotte il professionista è indagato altresì per il reato auto-riciclaggio aggravato dall’aver commesso il fatto nell’esercizio dell’attività professionale.

Le Fiamme Gialle etnee hanno ricostruito per l’intero periodo oggetto di indagine movimentazioni bancarie illecite per oltre 750mila euro, importo per il quale, in esecuzione del provvedimento del Tribunale di Catania, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni e disponibilità finanziarie di corrispondente valore riconducibili all’indagato professionista.


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