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Truffe: falsi braccianti per ‘spremere’ Inps, 400 denunciati

di Redazione
Pubblicato il Giu 8, 2016

E’ stata battezzata ‘Tarocco’, dal nome di una delle varieta’ di arance siciliane, la truffa ai danni dell’Inps scoperta dalla Guardia di finanza di Catania. Oltre un milione e mezzo di euro di indennita’ indebitamente erogate, un giro di fatture false di 52 milioni di euro, omessa dichiarazione di 28 milioni di euro di base imponibile e un’evasione dell’Iva per oltre 2,4 milioni di euro. Segnalati all’autorita’ giudiziaria 377 falsi braccianti per truffa aggravata ai danni dello stato e falso e 6 persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla commissione di reati fiscali. Numeri corposi di un’indagine che nasce dal monitoraggio delle aziende agricole presenti nel calatino, caratterizzate da un numero elevato.

Gli accertamenti, condotti dai finanzieri della Compagnia di Caltagirone hanno svelato l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere composta da sei persone che hanno costituito formalmente una serie di societa’ allo scopo di organizzare la truffa ai danni dell’Ente Previdenziale. Il meccanismo era quello di far apparire agli occhi dell’Inps e del fisco aziende realmente operanti nel settore agricolo, con la falsa indicazione di ettari di terreno da coltivare, con elevati “giri d’affari” e un rilevante numero di dipendenti. Inoltre, per rendere piu’ articolate le strutture societarie, anche al fine di ostacolare eventuali controlli, gli organizzatori della frode avevano dichiarato “strategicamente” la sede di alcune di esse a Roma e a Milano. I promotori della truffa, per mezzo di cinque aziende “fantasma” hanno procurato ai richiedenti, dietro compenso, la finta assunzione per il numero di giornate lavorative utili ad attestare il possesso dei requisiti per accedere alle indennita’ previdenziali e per assicurarsi una posizione contributiva ai fini pensionistici. E’ risultato cosi’ che le imprese, nel periodo 2010-2013, hanno denunciato all’Inps la fittizia assunzione di 377 falsi braccianti agricoli, per un totale di circa 66 mila giornate lavorative, consentendo loro di ottenere indebite indennita’ previdenziali e assistenziali per circa 1,5 milioni di euro. I beneficiari avevano poi l’obbligo di riversare parte delle indebite percezioni ai promotori della truffa quale compenso per le false attestazioni effettuate.


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