Tunisino ucciso, manette per romeno di 21 anni (ft)

Tunisino ucciso, manette per romeno di 21 anni (ft)

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Iuliana Alì e il luogo del delitto

Ha un volto ed una identità il presunto assassino del quarantasettenne di origine tunisina, Abdesallem Farath, trovato morto in contrada Pozzo Bollente, alla periferia di Vittoria il 14 aprile, barbaramente massacrato con un arma appuntita, forse un piccolo attrezzo da lavoro.
Si tratterebbe di un 21enne di origini rumene che è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Si chiama Iulian Ali ed ha precedenti sia in Romania sia in Italia; fa il bracciante agricolo.
L’Arma dei carabinieri che ha condotto le indagini con il coordinamento della Procura (incaricato del caso, il sostituto procuratore Marco Rota) presente sul luogo del ritrovamento del cadavere anche con i militari del Nucleo operativo guidato dal maggiore Giuseppe Marseglia e gli uomini della Compagnia di Vittoria, ha stretto il cerchio.


I primi accertamenti hanno indicato senza ombra di dubbio la spietata esecuzione ai danni del tunisino, che aveva affittato dei terreni in contrada Pozzo Bollente e che coltivava assieme a altre persone ingaggiate a seconda della necessità del momento. Il ritrovamento del cadavere è stato possibile grazie alla telefonata, al 112, di alcuni rumeni che si sarebbero trovati in zona e avrebbero notato il corpo dell’uomo.
Secondo i riscontri dei militari dell’Arma, per motivi ancora da chiarire, il romeno avrebbe aggredito colpendolo ripetutamente, Farhat che era anche il suo datore di lavoro. Poi avrebbe caricato il cadavere nell’auto stessa della vittima, ha abbandonato il corpo nel luogo di ritrovamento ed e’ tornato a Scoglitti dove ha abbandonato l’autovettura. Ali Iulian, è attualmente ristretto presso la casa circondariale di Ragusa e difeso d’ufficio dal legale Giorgio Ragusa. La famiglia della vittima Abdesallem Farath è rappresentata dall’avvocato Massimo Garofalo.

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