Agrigento

Tuzzolino (detenuto) dà forfait: processo per calunnia ai danni dell’avv. Pennica subisce rinvio

Era atteso in aula 12 del primo piano del Tribunale di Palermo, avanti il giudice penale monocratico Vassallo.
Ma Giuseppe Tuzzolino non si è presentato perché detenuto e l’udienza che lo vede imputato del reato di calunnia è stata rinviata al prossimo 21 novembre.
Tuzzolino, che come si ricorderà, è stato catturato dalla Procura di Caltanmissetta con sulle spalle accuse gravissime per esserrsi rivelato un falso pentito, ha nominato un nuovo legale, il quinto in ordine di tempo. Adesso ora è difeso dall’avv. Corrado Viazzo del foro di Varese città dove si trova recluso l’architetto pentito.
Il Pm di udienza, Caludio Camilleri che per primo ha smontato la attendibilità di Tuzzolino ha stigmatizzato le richieste di carattere dilatorio concretizzatesi nel cambio di legale il quale aveva avanzato richiesta di rinvio per termine a difesa.
Il giudice ha rigettato la richiesta di rinvio ed ha disposto un calendario di udienze così articolato: il 19 dicembre per sentire la parte offesa, avvocato Salvatore Pennica; il 16 gennaio per interrogare i consulenti del Pm ed il 6 febbraio per escutere quattro testimoni citatio dal Pm.
L’avv Totò Pennica persona offesa del reato di calunnia è assistito quale parte civile dall’avv. Daniela Cipolla del foro di Agrigento.
Dunque, stamani a Palermo si è visto un film diverso rispetto a quello girato il giorno dell’udienza del rinvio a giudizio, con Tuzzolino ancora libero e star reclamata dalle procure di mezza Sicilia. Quel giorno, era lo scorso 17 gennaio, venne rinviato a giudizio dal Gup Lorenzo Matassa con l’accusa di calunnia e diffamazione.
Era stata la Procura della Repubblica di Palermo a chiederne il rinvio a giudizio per aver accusato ingiustamente e falsamente “sapendolo innocente” l’avvocato Salvatore Pennica che era stato suo difensore in un procedimento che lo vedeva imputato, procedimento che si era concluso con il patteggiamento.
Per la Procura le dichiarazioni del Tuzzolino riguardanti Pennica (tra l’altro mai indagato) furono una totale invenzione per infangare il professionista che subì una perquisizione della Dda che cercava un fantomatico pen drive che secondo l’architetto contenevano “documenti importati”.
E, Tuzzolino, davvero irriconoscibile, si presentò in aula.
Vestito bleu scuro di alta sartoria, dimagrito di 20 kg, Rolex Daytona acciaio ed oro al polso scarpe testa di moro Gucci, barba rasata a puntino.
Tuzzolino, scortato da tre discreti agenti del Servizio centrale di protezione fece la propria apparizione in aula 18 del Tribunale di Palermo quasi come una star.
Oggi si registra un’altra storia.
mi-piace

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