Uil Agrigento: “Dopo disastro e tragedie si deve ripartire. Strade e agricoltura ko”

Redazione

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Uil Agrigento: “Dopo disastro e tragedie si deve ripartire. Strade e agricoltura ko”

di Redazione
Pubblicato il Nov 9, 2018
Uil Agrigento: “Dopo  disastro e tragedie si deve ripartire.  Strade e agricoltura ko”

Tutto il gruppo dirigente della Uil Provinciale con Acquisto, Plicato, D’Angelo, Li Basci  e Favata, interviene dopo i disastri provocati dalle piogge e le relative tragedie di vite umane.

Purtroppo 13 vittime sono il bilancio pesantissimo che hanno colpito la Sicilia e la nostra provincia. Adesso chiediamo un intervento alle Istituzioni senza intoppi burocratici o polemiche varie, partendo dall’agricoltura e dalle strade che sono totalmente in ginocchio.

“Quello che è successo in questi giorni è l’emblema di un sistema che è vecchio e va rifondato.

E’ chiaro che il dissesto idrogeologico e morfologico in Sicilia e in Agrigento non è purtroppo un fatto eccezionale che ha provocato tragedie e danni gravissimi per il territorio, come si è visto negli ultimi 10 anni da Giampilieri in poi. E adesso c’è realmente il bisogno di mettere un punto.

La provincia di Agrigento in questo momento è devastata, da Ravanusa a Sciacca, dopo le piogge degli ultimi giorni: le strade nella loro interezza e in particolar modo le provinciali e le strade rurali si trovano in condizioni pietose e, non da ieri, i fiumi vanno puliti, e gli invasi soffrono l’intorbidamento delle acque; praticamente siamo a pezzi e in alcuni Comuni c’è stato il problema dell’approvvigionamento idrico.

Il Governo nazionale non ci può abbandonare, quest’isola e questa provincia vanno aiutate celermente e la stessa Unione Europea deve erogare fondi di solidarietà per le regioni gravemente colpite da questi eventi catastrofici, anche perché questa Regione e i siciliani hanno dato tanto all’Europa in termini di solidarietà e accoglienza e per questo si deve intervenire accelerando l’erogazione dei fondi e la messa in sicurezza delle aree da codice rosso. Soprattutto i primi interventi sono indispensabili e improcrastinabili per non lasciare in abbandono la popolazione e il sistema produttivo che è piegato.

Non bisogna fare solo decreti di urgenza con le relative coperture finanziarie ma snellire le procedure affinché progetti di recupero, di messa in sicurezza, di mitigazione di ogni tipo di rischio per il territorio sia attuato e realizzato in maniera forte, precisa e in tempi veramente europei.

Ancora oggi, fa male leggere che con i fondi del Patto per il Sud sul dissesto idrogeologico solo un progetto su 128 è stato realizzato e concluso. Questi sono dati e numeri allarmanti e scandalosi che non possono essere avallati: ci sono troppe storture nelle procedure e nel sistema che hanno bisogno una spinta per non rimanere impantanati in un’inerzia e un rimpallo politico-burocratico da azzeccagarbugli.

La Uila è molto preoccupata per il settore agricolo provinciale, ci sono interi terreni distrutti e per tutta la filiera produttiva può essere un colpo mortale dopo anni e anni di crisi.

Noi chiediamo al governo centrale una sospensione delle tasse, nelle more di quantizzare i danni al settore agricolo e non solo, in maniera che si possa dare un attimo di respiro agli imprenditori che si trovano in oggettive difficoltà. E di trovare una soluzione per i braccianti agricoli che resterebbero senza ammortizzatori sociali: si deve trovare una deroga alla normativa nazionale attraverso un  provvedimento legislativo per garantire le tutele sociali e previdenziali a questi lavoratori che già vivono nel precariato.

La Segreteria Provinciale Uila sta già incontrando gli operatori del settore agricolo per avere una dimensione dello stato di crisi del settore, che ha bisogno di ossigeno immediato e degli interventi da parte dei governi nazionale e regionale, al fine di salvaguardare il territorio e di conseguenza essere la marcia essenziale per far ripartire le loro attività, che dopo le piogge rischiano di sprofondare definitivamente. Questa è una filiera che rappresenta il 12% del Pil agrigentino e non può resistere ancora per molto, se non si interviene subito.”

Uil Agrigento: “Dopo disastro e tragedie si deve ripartire. Strade e agricoltura ko”


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