Un’ignominia: sfrattate le scene del Piccolo Teatro di Agrigento
Scrive l’attrice Lia Rocco: “Per un attore la scena è lo spazio nel quale fa muovere il suo personaggio. Nel quale racconta una storia. Lo spazio nel quale il suo corpo rinasce a nuova vita.
Vedere le scene del Vitalizio, Il berretto a sonagli, Don Candeloro, Liolà, L’onorevole, La Giara, Pensaci Giacomino, L’uomo, la bestia e la virtù e tante, tante altre produzioni del Piccolo Teatro in strada, sfrattate, derise, nude, è stata fonte di grande dolore. Dolore per me, per i miei compagni di scena, per chi, con superficialità e probabilmente inconsapevolmente permette questo scempio. Perchè di scempio si tratta. Di dissacrazione. Di negarsi alla bellezza dell’arte. Di negarsi al progetto di una Città diversa. Una Città imbevuta di arte e che con l’arte e la cultura e la bellezza possa aprirsi ad un futuro radioso. Vorrei proporre al futuro sindaco della città di istituire l’assessorato al sogno e all’utopia. Io mi candido a ricoprire la carica gratuitamente e in ogni caso posso suggerire un bel pò di nomi. L’allegato è la testimonianza che la voce del Piccolo Teatro si è sempre levata a difesa dell’arte.”
Gli attori del Piccolo Teatro ci inviano un testo che sembra provenire dal passato. C’è anche la firma di Pippo Montalbano e di Mariuccia Linder. “Scrive Pirandello a Marta Abba: «…i Giganti della montagna sono il trionfo della fantasia, il trionfo della Poesia, ma insieme anche la tragedia della Poesia in mezzo a questo brutale mondo moderno». In tutti questi anni abbiamo pensato alla «Settimana Pirandelliana» come ad un momento di incontro tra Pirandello, uno dei più grandi drammaturghi del Novecento, la Città ed i suoi abitanti ed il resto del mondo.
Incontro da consumare nelle magiche atmosfere del Caos, a due passi dal pino solitario e dal mare africano. Incontro da far diventare sempre più intenso. Evento da far lievitare con il tempo. Per ricordare Pirandello attraverso il suo teatro e, attraverso Pirandello, agganciare Girgenti, definita da Sciascia «elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana», al Teatro e alla cultura europea.
In questi anni tante volte siamo riusciti in questo intento. Pensiamo alle «prime nazionali»; alla messinscena di autori contemporanei, che traevano da temi pirandelliani spunti per le loro opere; ai grandi interpreti, attori e attrici, registi e critici, che dal Caos sono passati: Paola Borboni, Gianni Santuccio, Gabriele Lavia, Monica Guerritore, Turi Ferro, Giulio Bosetti, Richard Harris, Pamela Villoresi, Luigi Squarzina, Andrea Cammilleri, Giuseppe di Martino, Gianni Salvo, Maurizio Scaparro, Anatolij Vassilev, Franco Zeffirelli, Ghigo De Chiaro, Ruggero Jacobbi.
Incontri, emozioni, applausi, commozioni, critiche, parole, suoni, gesti, silenzi… tutto questo è teatro, tutto questo è la «Settimana Pirandelliana». In questi anni abbiamo guardato ad Avignone, ad Edimburgo, a Spoleto, a Berlino, città che investendo risorse umane ed economiche in un festival teatrale lo hanno trasformato in un evento che richiama critici ed esperti, attori e registi, mass-media e sponsors, riuscendo a lanciare immagini delle città e delle loro bellezze in tutto il mondo, e ad attirare così turisti per tutto l’anno, contribuendo con il teatro, e quindi con la cultura, a far decollare l’economia di quei luoghi, a creare posti di lavoro, ad attivare la fantasia creativa ed imprenditoriale della gente del posto. In questi anni abbiamo cercato di convincere Istituzioni, Enti locali, Associazioni pubbliche e private che tale ambizioso progetto non era frutto dello nostra fantasia malata ma avrebbe potuto realizzarsi attraverso un lavoro comune nel quale far confluire le energie, l’impegno e lo fiducia dei singoli. Da cinque anni non riusciamo a rispettare il nostro appuntamento al Caos, ma con cocciutaggine ci siamo stati, in luoghi altrettanto magici: Piazza Santa Croce, la scalinata di San Gerlando, il teatro Pirandello.
Quest’anno vorrebbero costringerci al silenzio.
Forse il teatro è superfluo; forse la «Settimana Pirandelliana», pensata e realizzata da un gruppo locale di «attoruncoli» è un ben misero evento; forse, i Giganti dello montagna sono già in mezzo a noi.
Noi non intendiamo fermarci, anche se oggi ci resta soltanto la denuncia ad alta voce; continueremo a lottare, a disturbare, per Pirandello, per Agrigento, per il Teatro, perché pensiamo come Brecht che «il teatro, infatti, deve assolutamente poter restare una cosa superflua, il che significa, beninteso, che per il superfluo allora si vive».
Per il piccolo Teatro
Lillo Cino, Lia Rocco, Giovanni Sardone, Mariuccia Linder,
Pippo Montalbano, Pino Francavillo, Tanino Giarrizzo, Paolo Di
Noto, Caterina Montalbano, Mariuccia Trupia, Francesco Naccari, Maria
Sicurella, Giovanna Modica, Rosamaria Turturici, Rosamaria Montalbano.








E’ una vera vergogna.E nessuno vede, sente, parla.
qualcuno si ricordi che le spese del comune vengono pagate con le addizionali comunali, sarebbe meglio utilizzare queste piccole risorse per chi ha bisogno e non per i teatri.
Gentile/a signore/a,
Lei forse non ha letto bene. Si tratta di un magazzino adibito a luogo di custodia delle scenografie di una Compagnia Teatrale, il Piccolo Teatro Città di Agrigento, cui tanto deve la città di Agrigento. Infatti fino a quando la cultura era considerata una delle nobili priorità dei governi comunali, provinciali e regionali della Sicilia, la suddetta Compagnia, nell’ambito della rassegna “Settimana Pirandelliana”, che si svolgeva davanti la Casa Natale di Luigi Pirandello, aveva portato ad esibirsi le migliori compagnie teatrali italiane per indimenticabili rappresentazioni.
In questo modo il nome di Agrigento, invece che essere, come oggi, associato alla peggiore città d’Italia, era associato a Pirandello.
Inutile spiegare, a chi, evidentemente, non conosce e non comprende l’importanza di tale opera, quanto sacrificio e quanti investimenti siano stati impegnati per le realizzazione di scenografie speciali e particolari che ancora oggi sono rimaste nella memoria e negli occhi di chi ha avuto l’onore e la fortuna di assistere a performances quali “Il Vitalizio”, “Il berretto a sonagli”, “La giara” ed altre.
Posso soltanto invitarLa ad informarsi sul punto.
Io sarei felice di sapere che, parte delle tasse che pago anche come addizionali comunali, vengano adoperate per l’arte e la cultura.
Il turista che viene ad Agrigento adesso, lamenta sempre una scarsa attività culturale in città. Quindi visita la Valle dei templi e fugge verso altre mete.
Pertanto, lungi dalle critiche facili e sterili “meglio utilizzare per chi ha bisogno”, invito chi ha scritto il precedente commento, oltre a presentarsi con nome e cognome, a rivedere la propria posizione in base all’assunto secondo il quale anche l’arte e la cultura di un popolo, essendone patrimonio inestimabile, necessitano di strutture e di mezzi.
Personalmente rimango convinta che, fosse stato ancora in vita Pippo Montalbano, Mio Padre, Fondatore e Capocomico della suddetta compagnia, che tanto ha subito l’inerzia delle ultime amministrazioni locali, soffrendone fino ad ammalarsi, forse ciò non sarebbe successo.
Saluto cordialmente.
Caterina Montalbano
Ah, dimenticavo un’ultima precisazione.
Personalmente mi pesa di più, come credo debba pesare e rendere sgomenti tutti cittadini di Agrigento, un’altra cosa, un assurdo, un paradosso per dirla con Pirandello. Mi riferisco al fatto che pago le tasse per non avere spazzatura e per avere acqua ed invece ho la spazzatura e non ho l’acqua. Mi sembra una contraddizione ed una situazione più grave e più pesante. Ma tanto a questo siamo abituati!
Grazie ancora.
Saluti
Caterina Montalbano
Di che stupirsi quando un,per fortuna, ex ministro dice: “Non si mangia pane e cultura”…. Ognuno ha quello che si merita!!
Il superiore commento è mio.
Cara Caterina,
questa Beltranda -anzi beltranda perché non usa le maiuscole poiché costa troppo al Comune- è una tipica rappresentante del cittadino agrigentino medio-basso (quello medio è di solito totalmente indifferente a qualsiasi evento).
E vediamo quali sono i tratti principali del personaggio in questione: scrive anonimamente, usa nomignoli senza senso, chatta, è riconoscibile per l’assoluta vigliaccheria, l’ignoranza e soprattutto per l’uso improprio di una retorica demagogica. Ovviamente non sa cosa sia la demagogia e infatti le va male, anzi malissimo.
Simpaticamente, Caterina, ti sei degnata di rispondere, ma sappi che gente così è irredimibile. Noi ti ringraziamo comunque, non tanto perché sei stata mossa dal disgusto verso quel cursore che ha raggruppato qualche grafema sensato per dire cose insensate, quanto perché hai ulteriormente spiegato la gravità di una situazione davvero deplorevole.
Chiaramente, Caterina, sarai ben felice di sapere che i bisognosi agrigentini sono stati salvati dal Comune di Agrigento utilizzando le enormi somme che servivano per pagare l’affitto del magazzino. Ma forse non è andata proprio così.
Comunque sia, credimi, a gente del genere è inutile spiegare l’importanza di promuovere l’attività culturale di una città e il beneficio economico e sociale che ne potrebbe trarre. Gente così è seguace di Tremonti e dei suoi panini alla Divina Commedia.
Con stima,
Giusy Randazzo
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“Qui le arti sentono il gelo”. Erasmo da Rotterdam scriveva queste parole in una lettera di raccomandazione indirizzata a Tommaso Moro, per l’amico pittore Hans Holbein quando lo stesso decise di allontanarsi dalla Svizzera dirigendosi oltre Manica colpito dagli avvenimenti della Riforma. Il risultato fu che la Gran Bretagna si arricchì dell’opera di uno dei più grandi interpreti della pittura del 500′ a scapito delle rgioni tedesche. Ma se ciò era ed è possibile per un singolo artista, assai più complessa vicenda è quando a sentir gelo è un’intera Compagnia teatrale. E se la suddetta Compagnia si chiama Piccolo Teatro Pirandelliano e la terra che l’allontana è la contrada natìa del grande drammaturgo agrigentino forse non è più il caso di parlare di gelo , ma di glaciazione. Una glaciazione civile che lascia basiti, congelati , appunto, per le modalità per le quali e con le quali si esilia il Piccolo. Un’operazione da alto medioevo, assolutamente non giustificabile – quale che sia la ragione- nella nostra contemporaneità. Non giustificabile perchè avviene all’ombra dorica della civiltà classica che ebbe nel teatro la sua massima espressione culturale; non giustificabile perchè censurare – de facto- una compagnia teatrale in terra pirandelliana è pura blasfemia. Mi auguro che la Cultura internazionale abbia parole da spendere su questo gravissimo atto, a cominciare dal Sunday Times che, recentemente, ha avuto parole di elogio per la Valle dei Templi.
Sono indignata, indignata e poi ancora! Agrigento è una città che potrebbe vivere di turismo e cultura e riesce a malapena a sopravvivere calpestando quello che i suoi uomini e le sue donne hanno prodotto nel tempo. Propongo di fare una raccolta fondi su Internet. Se penso che Repubblica sta pubblicando tutte le opere di Pirandello e noi ne buttiamo via le scende del teatro locale. Perchè non fare una Cooperativa che le gestisca e faccia partire un progetto nazionale per attingere ai fondi recentemente stanziati per lo sviluppo in meridione? Potrebbe diventare un museo teatrale, vivo, che organizzi iniziative, aperto al pubblico e che e si possa visitare con un biglietto d’ingresso che aiuti a pagare lo spazio e il personale che lo gestisce.
Sarà anche un’ignominia. Ma con quali documenti ufficiali quel deposito era gestito dal Piccolo Teatro? E l’associazione non ha mai provveduto a mantenere almeno il minimo decoro dell’area circostante? Tutta Fontanelle ha modo di verificare come vi siano da SEMPRE sporcizia ed erbacce e il materiale all’interno sia danneggiato in parte da intemperie ed animali. Suvvia, non scherziamo. E poi, non è forse vero che è stata firmata una carta con il comune nella quale si accettano dei nuovi locali? Meditate gente, meditate.
Uno che si firma LUCO, non merita alcuna risposta ed alcuna meditazione. Occorre spendere qualche secondo giusto per meditare sull’anagramma del suo nick. A volte le scelte inconsce giocano brutti scherzi.
Metteteci la faccia, non abbiate paura!!!!