Ventenne uccisa dal compagno, parroco: “Non giustizieri ma giustizia”

Ventenne uccisa dal compagno, parroco: “Non giustizieri ma giustizia”

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I funerali Giordana Di Stefano,

La bara di Giordana Di Stefano
La bara di Giordana Di Stefano
Sono stati celebrati nella chiesa Madre di Nicolosi i funerali di Giordana Di Stefano, la ragazza assassinato mercoledì dal suo ex Antonio Luca Priolo che ha confessato quando i carabinieri lo hanno arrestato nella stazione di Milano. Le esequie sono state officiate dal parroco della chiesa don Nino Nicolosi. La chiesa era stracolma di gente. In paese è lutto cittadino.
Nell’omelia il parroco della chiesa madre don Nino Nicolosi ha detto: “Tante parole sono state dette. Oggi è il giorno del silenzio. La vita continua, Giordana vive in cielo, in Paradiso ed è giusto che anche la figlia abbia un futuro”. Il sacerdote puntualizza: “Tanti sono i problemi che affliggono la nazione, le leggi sono inadeguate, tante volte bloccano, ma non dimentichiamo che siamo noi chiamati a scegliere, a vivere la vita da cristiani. Quando faremo rientrare dio nella nostra esistenza, nella politica, nella scuola e nella società potremo tornare a guardare le cose più importanti. Dio ci dice di non perdere la speranza perchè Dio è con noi. Affidiamo a Dio questo enorme dolore, affidiamo a Dio i familiari. Affidiamo a Dio questa società per avere più amore e misericordia”. I nostri ragazzi, quale idea di uomo fruiscono della nostra cultura, dalla tv, dai giornali? Di un uomo senza Dio”. Poco prima della funzione religiosa, durante il funerale, hanno preso la parola prima una compagna di classe di Giordana e poi il cugino che era con la vittima poco prima dell’omicidio. “Ciao piccola grande donna, non è un addio, ma un arrivederci. Un solo foglio non basterà per raccontare quanto eri speciale. Grazie per la gioia che ci hai dato vivendo la tua dolce attesa in classe con noi. Ci hai fatto comprendere come sua bello il dono della vita. Ti porteremo per sempre nel nostro cuore. Grazie ‘angelo'”. Subito dopo è la volta del cugino. Dice: “Non mi sembra vero di dover leggere una lettera per te che sei là dentro – rivolgendosi alla bara – avevamo detto che saremmo rimasti uniti finche’ morte non ci separi, non di come dato ad andare avanti senza di te. Lotterò per farti giustizia. Stammi vicina per sempre, cuginetta mia, 17 anni e siamo separati. Ho paura del futuro senza di te”. Finisce di leggere la lettera e arriva la replica di don Nino Nicolosi: “Voglio correggere una parola, la giustizia degli uomini non è una giustizia. E noi non possiamo mai farla, solo Dio la può fare. A noi la scelta di fare il bene, di non farlo, di amare, di non amare, di credere E di non credere. Bisogna affidare ogni cosa alla giustizia di Dio. La violenza porta solo violenza, la morte genera morte, la speranza genera vita e porta amore”. “Tante volte siamo tentati di essere giustizieri. Lasciamolo fare a chi ha il compito”.

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