Ventenne uccisa: fuga ex compagno interrotta da un sms

Ventenne uccisa: fuga ex compagno interrotta da un sms

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Germana Di Stefano la vittima e l'ex compagno, Antonio Priolo, l'assassino

Un sms inviato, attraverso il telefono cellulare di un passante, al padre del fuggitivo, ha permesso ai carabinieri di localizzare con certezza, nella stazione ferroviaria di Milano, la posizione di Antonio Luca Priolo, il giovane che ha assassinato a Nicolosi l’ex convivente Giordana Di Stefano, di 20 anni. E’ stata interrotta così la fuga verso la Svizzera dell’assassino che fermato dai carabinieri di Milano ha ammesso le sue colpe. Priolo stava per salire sul treno per Lugano quando ha inviato il messaggio che suo padre ha letto ad alta voce ai carabinieri che lo stavano interrogando. E’ cosi’ scattata la caccia all’uomo che si e’ conclusa alla stazione ferroviaria. Il particolare e’ stato reso noto dal procuratore Michelangelo Patane’ durante la conferenza stampa di stamattina.La vicenda viene ricostruita così da un comunicato dei carabinieri: Ieri sera i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, collaborati dalla Sezione Anticrimine di Catania e dal Comando Provinciale di Milano, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, Antonio Priolo, 25enne di Belpasso, per il reato di omicidio.
Nel mattina di ieri, i Carabinieri di Nicolosi hanno ritrovato un’autovettura Audi A2 con all’interno il cadavere di Giordana Di Stefano, una ragazza 20enne di Nicolosi. Sul posto sono intervenuti subito i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Catania che, unitamente al medico legale, hanno effettuato il sopralluogo sulla scena del crimine. La donna, riversa sui sedili anteriori, presentava numerose ferite al petto da arma da taglio. Era chiaro quindi che aveva avuto una colluttazione all’interno dell’autovettura con una persona che poi si era data alla fuga. Le indagini avviate dai Carabinieri del reparto Operativo e della Compagnia di Paternò hanno consentito di verificare che la ragazza aveva presentato una denuncia nel 2013 per stalking nei confronti del suo ex convivente, con il quale aveva avuto una bambina nel 2011, per cui ci sarebbe stata una udienza presso il Tribunale di Catania nel corso della mattinata.
Gli investigatori hanno cominciato così ad interrogare una serie di testimoni o persone che potessero riferire notizie utili sulla vita della ragazza e su come potesse avere trascorso la serata precedente.
Le indagini hanno consentito di comprendere che la Di Stefano aveva visto, la sera precedente, proprio il suo ex convivente Antonio Priolo con il quale aveva avuto una discussione, connessa alla denuncia presentata nel 2013 ed all’udienza che ci sarebbe stata la mattina stessa, durante la quale l’uomo aveva avuto un vero e proprio raptus che lo aveva portato a colpire la donna al petto più volte con un coltello.
I Carabinieri si sono messi immediatamente sulle sue tracce ma il soggetto si è reso irreperibile. E’ iniziata così una vera e propria ricerca prima su tutto il territorio siciliano e poi su quello nazionale. L’autovettura con sui stava scappando, una Chrysler Spark di colore bianco, è stata ritrovata presso la Stazione ferroviaria di Messina. L’analisi delle utenze telefoniche e delle celle di aggancio hanno permesso di comprendere come il soggetto stesse scappando verso Nord e che probabilmente aveva intenzione di prendere un treno per la Svizzera. Antonio Priolo è stato, così, localizzato alla Stazione Centrale di Milano e solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri del posto, attivati dai colleghi di Catania, non gli ha permesso di prendere un treno per Lugano.
Il soggetto è stato accompagnato presso il Comando Provinciale di Milano dove ha reso, prima davanti ai militari e poi al magistrato, piena confessione compatibile con le acquisizioni investigative fino a quel momento raccolte. Antonio Priolo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dal dott. Alessandro Sorrentino della Procura della Repubblica di Catania ed accompagnato presso il carcere di San Vittore di Milano.

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