Veronica Panarello davanti Pm ammette errori su tragitto ma si professa innocente

Veronica Panarello davanti Pm ammette errori su tragitto ma si professa innocente

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Francesco Viollardita davanti carcere Petrusa di Agrigento

Concluso il lungo colloquio, durato cinque ore, con gli inquirenti, iniziato stamane nel carcere di Agrigento, richiesto da Veronica Panarello, detenuta con l’accusa di avere ucciso il figlio Loris di 8 anni, a Santa Croce Camerina (Ragusa). La donna, assistita dall’avvocato Francesco Villardita, davanti al sostituto procuratore Marco Rota e agli investigatori, avrebbe detto che forse ha commesso qualche errore nella ricostruzione del tragitto che la mattina del 29 novembre scorso, giorno del delitto, ha compiuto con l’automobile. Non ho ucciso io mio figlio, trovate il vero colpevole”. Veronica Panarello, detenuta per la morte del piccolo Loris, di 8 anni, dal carcere, torna, quindi, a ribadire la propria innocenza durante l’interrogatorio che lei stessa ha sollecitato alla Procura di Ragusa. E da invitato il marito a “chiedere il divorzio se non crede alla mia estraneità al delitto: come fa – si chiede – a tenersi una moglie che ritiene l’assassina di suo figlio? Sia allora conseguente”. “Veronica – ha detto Francesco Villardita – ha ricordato meglio alcuni passaggi del percorso ed ha parlato di passaggi che forse non sono corretti per come li aveva rappresentati. Sul fatto che quella mattina ha accompagnato Loris a scuola, comunque, non ci sono dubbi: lo ha ribadito e riconfermato”.

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