“Voleva restituiti parte degli stipendi”, giudice incompatibile, slitta processo al raffadalese Galvano

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“Voleva restituiti parte degli stipendi”, giudice incompatibile, slitta processo al raffadalese Galvano

di Redazione
Pubblicato il Nov 7, 2018
“Voleva restituiti parte degli stipendi”, giudice incompatibile, slitta processo al raffadalese Galvano

Slitta il processo a carico di Pietro Galvano, 69 anni di Raffadali, presidente della cooperativa sociale “Il Girasole”, accusato di estorsione e falsità commessa da incaricato di pubblico servizio.

Il giudice Alfonso Malato, che aveva preso il posto della giudice Luisa Turco, trasferita alla sezione gip/gup, si è dichiarato incompatibile , Lo stesso Malato aveva rinviato a giudizio l’imputato, da qui l’incompatibilità a presiede il procedimento.

La prossima udienza è stata fissata per il 15 gennaio prossimo e si terrà dinanzi al giudice Gianfranca Infantino.

L’indagine della procura di Agrigento e della Squadra mobile, in cui è stato coinvolto Galvano, scaturisce a seguito della denuncia presentata nell’agosto del 2016 da una ex dipendente della cooperativa sociale, presieduta dall’indagato.

Il raffadalese secondo la Procura, dopo aver effettuato l’assunzione dei propri dipendenti comunicava agli stessi che avrebbero dovuto restituire parte della retribuzione contabilizzata nella propria busta paga per un ammontare complessivo stimato in circa 103.850 euro.

L’attività investigativa compiuta dalla squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi ha riguardato alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché attività di escussione delle operatici della stessa Società cooperativa presieduta dal Galvano, ha fatto emergere come, il presidente , in sede di contrattazione, in alcuni casi comunicava all’operatrice da assumere che avrebbe dovuto restituire parte della retribuzione contabilizzata in busta paga; in altri casi si limitava a comunicare l’importo della retribuzione mensile da corrispondere alle operatrici e successivamente a fronte di una busta paga di importo maggiore rispetto a quello pattuito, ne chiedeva la restituzione della parte eccedente.

Galvano è chiamato pure a rispondere dell’ ipotesi di reato di falsità commessa da incaricato ad un pubblico servizio per aver in qualità di amministratore della cooperativa sociale, occultato nell’autocertificazione da inviare all’assessorato alla Famiglia della Regione siciliana in conformità a quanto disposto dai decreti assessoriali, attestato falsamente di applicare correttamente le condizioni previste dal C.C.N.L. per la categoria di personale utilizzato e della normativa assicurativa previdenziale.

 


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