Voto di scambio all’Ars, Pm Teresi: “Spaccato plastico del rapporto politico-mafioso”

Voto di scambio all’Ars, Pm Teresi: “Spaccato plastico del rapporto politico-mafioso”

1.286 views
0
SHARE
La conferenza stampa dopo l'arresto dei deputati regionali
La conferenza stampa dopo l'arresto dei deputati regionali

Il procuratore Lo Voi, l'aggiunto Teresi
Il procuratore Lo Voi, l’aggiunto Teresi
La conferenza stampa dopo l'arresto dei deputati regionali, il procuratore Lo Voi, l'aggiunto Teresi
La conferenza stampa dopo l’arresto dei deputati regionali, il procuratore Lo Voi, l’aggiunto Teresi
La conferenza stampa dopo l'arresto dei deputati regionali, il procuratore Lo Voi
La conferenza stampa dopo l’arresto dei deputati regionali, il procuratore Lo Voi
La conferenza stampa dopo l'arresto dei deputati regionali
La conferenza stampa dopo l’arresto dei deputati regionali

Due deputati regionali in carica, un ex parlamentare dell’Ars, un politico in corsa al comune di Palermo e un finanziere. Sono loro i cinque indagati, che stamane all’alba, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di una indagine del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza di Palermo. Nomi eccellenti come quelli dei deputati dell’Ars Roberto Clemente di Pid – Cantiere Popolare e Nino Dina, eletto nell’Udc e presidente della commissione Bilancio del parlamento siciliano. Con loro, anche Franco Mineo, ex deputato regionale che nel 2012 si candidò con Grande Sud, Giuseppe Bevilacqua, altro esponente politico di Pid – Cantiere popolare e Leonardo Gambino, ispettore della Guarda di Finanza, accusato di corruzione. “Abbiamo contestato soltanto la corruzione elettorale perchè non risulta che i deputati Dina e Clemente fossero consapevoli dell’appartenenza mafiosa dei soggetti a cui richiedevano i voti”, ha spiegato il procurato aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, che ha preso parte ad un conferenza stampa che si è tenuta alla palazzina ‘M’ del palazzo di Giustizia. “Le cinque ordinanze di arresti domiciliari eseguite oggi - ha aggiunto Teresi – ci dimostrano come esiste uno spaccato plastico del rapporto politico-mafioso. Esiste una certa politica che continua a cercare esponenti di Cosa Nostra per ottenere consenso e pacchetti di voti. Questa mafia non èdiversa da quelle delle bombe e degli attentati. Chi si assume di cercare questi sodalizi con certi soggetti, deve assumersi di creare un patto con degli assassini”.

L’indagine, nata dalle intercettazioni dell’operazione Idra del 2011, condotta tra i quartieri di Resuttana e Tommaso Natale, “è uno spaccato dallo squallore incredibile, in cui abbiamo poveri, che rubano ai poveri per dare ai poveri – ha detto il vice comandante del nucleo di Polizia valutaria, colonnello Claudio Petrozziello, durante la conferenza stampa. “Cercavano di comprare voti – ha aggiunto – promettendo feste di quartiere, acquistando i voti con denaro o distribuendo buste della spesa. C’è una grande mafiosità sullo sfondo”. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, Giuseppe Bevilacqua, ai domiciliari per corruzione elettorale insieme ai deputati regionali in carica e primo dei non eletti alla carica di consigliere comunale a Palermo alle elezioni del 2012, avrebbe gestito un grande pacchetto di voti grazie ai suoi rapporti con esponenti di spicco del mandamento mafioso di Tommaso Natale. “Grazie a un banco che gestiva beni di prima necessità da distribuire ai più indigenti - ha affermato il capitano della Guardia di finanza, Vittoria Scialanca – Bevilacqua si appropriava delle buste della spesa per rivenderle a soli due euro alla gente, in cambio di voti elettorali. Siamo anche riusciti a risalire alla compravendita di voti, circa 30, al prezzo di 150 euro, che a sua volta i deputati in questione avrebbero acquistato per garantirsi l’elezione. Secondo le indagini, inoltre Nino Dina avrebbe promesso due posti di lavoro in due enti pubblici in cambio di consenso elettorale”. Fondamentali per l’inchiesta sono state le intercettazioni che, come ha detto il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, “Sono necessarie e determinanti per l’accertamento di tutta una serie di reati”. “E’ triste constatare - ha aggiunto - che tra gli arrestati ci sia un finanziere. Tutto ciò ci insegna che dobbiamo avere la massima attenzione anche negli apparati che si occupano del contrasto alla criminalità organizzata”.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *