Voto scambio, Bevilacqua arrestato: “150 euro 30 voti fan tutti così”

Voto scambio, Bevilacqua arrestato: “150 euro 30 voti fan tutti così”

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Bevilacqua e la sorella

“Centocinquanta euro trenta voti”. Così parlò Giuseppe Bevilacqua, tra i cinque arrestati per corruzione elettorale nell’ambito dell’operazione ‘Agora’ che ha determinato i domiciliari anche per due deputati regionali e un ex parlamentare. Parlando con la sorella e invitandola alla prudenza e a non parlare al telefono per non essere intercettata, il politico che fallì l’elezione al Consiglio comunale di Palermo nel 2012, spiega come funzionavano il sistema e le misere tariffe della compravendita del consenso, appena cinque euro a preferenza: “Minchia quanti soldi ho uscito… 450 euro, più tutti quei soldi che gli ho dato a quelli… Purtroppo chista è a zita (questa e’ la situazione, ndr). Tutti così fanno, non si possono prendere tutti questi voti… Altrimenti devi uscire questi… Centocinquanta euro trenta voti”. Un sistema che secondo l’accusa gli avrebbe consentito di gestire un consistente pacchetto di voti da mettere a disposizione dei politici con cui trattava favori e incarichi. Bevilacqua, secondo quanto ha accertato la Guardia di finanza, non si sarebbe fatto alcuno scrupolo pur di ottenere benefici economici ed elettorali, neanche quando ha fatto ricorso ai prodotti alimentari destinati ai poveri. L’uomo ha infatti indirizzato presso la propria segreteria l’attività di distribuzione di generi alimentari, i ‘classici’ pacchi di pasta e altro, forniti dalla fondazione Banco delle Opere di Carità, per poi prevalentemente destinarla, dicono gli investigatori, “quale merce di scambio per ottenere, vantaggi economici personali nonchè consensi elettorali, da parte degli stessi indigenti che avrebbe dovuto aiutare”.

L’accesso ad una banca dati di pubblica sicurezza “per verificare l’eventuale esistenza di attività investigative nei propri confronti” sarebbe stata chiesta da Giuseppe Bevilacqua, arrestato all’alba di oggi per corruzione elettorale insieme con due deputati regionali, all’ispettore della Guardia di finanza Leonardo Gambino, 53 anni, anche lui finito in manette. In cambio Bevilacqua avrebbe offerto all’ispettore delle Fiamme gialle “un posto di lavoro a Mirko Melodia, figlio di Agostino Melodia, poi inserito presso l’associazione ‘Politea’ con la mansione di tutor”. E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare a carico degli indagati.

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