Zingarella, botti e urla: Naro oggi celebra San Caló di Gennaio

Gabriele Terranova

Cultura

Zingarella, botti e urla: Naro oggi celebra San Caló di Gennaio

Nel 1693 un terribile terremoto che l’11 Gennaio distrusse più di sessanta paesi della provincia mietendo sessantamila vittime. Naro non fu colpita e la popolazione vi riconobbe la palese protezione di San Calogero. Ogni anno si ricorda questo evento con una processione proprio l’11 gennaio
Pubblicato il Gen 11, 2018
Zingarella, botti e urla: Naro oggi celebra San Caló di Gennaio

San Calogero, patrono di Naro, viene festeggiato due volte. L’11 Gennaio e il 18 Giugno, quest’ultima la data più sentita e affollata per il tradizionale tiro le corde.

La proclamazione di San Calogero a Patrono di Naro risale al 1626, anno in cui il santo ottenne per la città la Grazia da Dio di porre fine al flagello della peste. Naro ha legato il nome del Santo a quello di una sua illustre figlia, Suor Serafina Pulcella Lucchesi, la quale ottenne una grazia grandissima per la sua città. La peste era entrata a Palermo nel giugno 1624, la strage fu immensa e tutta l’Isola ne fu colpita. San Calogero mosso a pietà, apparve a Suor Serafina, per dirle che Iddio si compiaceva di porre fine al flagello. Il popolo di Naro, per questa apparizione, portò la Statua del Santo per le strade della città e la peste scomparve. In un’altra occasione, Naro sperimentò il patrocinio di San Calogero. Fu nel 1693, anno funesto per l’intera Sicilia, per il terribile terremoto che dal 9 all’11 Gennaio distrusse più di sessanta paesi, facendo sessantamila vittime. Naro ne fu preservata e la popolazione vi riconobbe la palese protezione del suo grande Patrono. Ogni anno si ricorda questo evento con una processione proprio l’11 gennaio, come oggi, quando il santo sarà portato in processione dalle 16.00 del pomeriggio.


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