Inchiesta Proelio, dopo requisitoria ecco le arringhe difensive: “Quaranta non è credibile”

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Agrigento

Inchiesta Proelio, dopo requisitoria ecco le arringhe difensive: “Quaranta non è credibile”

di Redazione
Pubblicato il Gen 10, 2019
Inchiesta Proelio, dopo requisitoria ecco le arringhe difensive: “Quaranta non è credibile”

Dopo l’atto di accusa sciorinato dal pubblico ministero Valentina Sincero – che ha chiesto le condanne per gli agrigentini Antonino Mangione, 38 anni, e Roberto Lampasona, 41 anni, coinvolti nell’inchiesta “Proelio” – la parola passa agli avvocati Nino e Vincenza Gaziano.

Secondo i difensori “L’indagine non ha provato l’ipotesi della pubblica accusa tanto che il gip non ha acoclto parte delle richieste cautelari e il resto è stato smontato dal tribunale del riesame”.

I difensori mettono anche in dubbio l’attendibilità del pentito di Favara, Giuseppe Quaranta entarto anche lui nell’inchiesta. “Non ha aggiunto nulla e la sua attendibilità è stata già esclusa dal riesame che ha annullato l’ordinanza di arresto per Lampasona nell’inchiesta Montagna”.

Le prossime udienze sono state fissate per il 14 e 15 gennaio quando a parlare saranno gli avvocati di un altro agrigentino coinvolto, Francesco Fragapane.

 

 


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