Aragona, i gestori del luna park: “Non abbiamo nulla a che vedere con la violenza sessuale su minore”

Vanessa Chiapparo

Aragona

Aragona, i gestori del luna park: “Non abbiamo nulla a che vedere con la violenza sessuale su minore”

Pubblicato il Mag 8, 2019
Aragona, i gestori del luna park: “Non abbiamo nulla a che vedere con la violenza sessuale su minore”

I gestori del  luna park “Spettacolo viaggiante” che al momento sostano in Piazza Aldo Moro in Aragona,  tramite il loro legale, avvocato Ignazio Pullara, esprimono solidarietà alla famiglia della ragazzina abusata nel 2015.

 “Siamo addolorati per quanto accaduto in questo  luogo, che dovrebbe essere di serenità e sano svago per tutte le famiglie. Ma non si può fare di tutta  l’erba un fascio! Qui ad Aragona siamo stati visti male, e la nostra immagine, pur essendo completamente estranei ai fatti accaduti, è stata fortemente calpestata, come se c’entrassimo qualcosa con questa brutta  storia”. 

I gestori delle giostre,  non ci stanno ad essere travolti dall’onda mediatica di questi ultimi giorni.

La vicenda è quella di una violenza sessuale ai danni di una quindicenne e avvenuta nel 2015 nei pressi di piazza Aldo Moro. 

La Procura di Agrigento, (dopo le indagini ad opera della Squadra mobile di Agrigento) ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro uomini accusati di avere abusato della ragazzina nei giorni successivi alla festa della Madonna di Fatima. 

“Noi  non abbiamo nulla a che vedere con gli imputati coinvolti nell’inchiesta. Noi siamo venuti ad Aragona solo per lavorare e per fare divertire i bambini e i ragazzi. Vorremmo che la gente lo capisse” affermano con chiarezza. 

I titolari della ditta hanno atteso diversi giorni prima del via libera per istallare la loro struttura. 

Dicono: “Ci amareggia che ci sia un’aurea di sospetto nei nostri confronti e che la gente ci guardi con diffidenza. Abbiamo ottenuto le autorizzazioni da parte del comune di Aragona, ma nonostante questo siamo stati costretti a stare fermi per giorni senza poter montare le nostre giostre”.

In effetti, abbiamo avuto modo di appurare che le autorizzazioni da parte del comune di Aragona le hanno ottenute. Nonostante il vice sindaco abbia dichiarato a questo giornale che nessuna autorizzazione fosse stata rilasciata.

“Non siamo dei mostri – ripetono loro in coro –  ma solo persone che sono venute per lavorare e guadagnarci il pane”.

Se da un lato c’è una mamma che grida il suo profondo dolore per quanto avvenuto, dall’altra parte ci sono i gestori delle giostre, quelli senza macchia, che asseriscono di non avere nulla a che vedere con le persone coinvolte nella presunta violenza ai danni della ragazza di Aragona. 


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