Palermo

Caporalato nel settore agricolo, 15 denunce e 5 attività sospese

Sono 15 i datori di lavori denunciati per l'omessa sorveglianza sanitaria, l’omessa formazione in materia di sicurezza dei lavoratori e l’omessa elaborazione del Documento di valutazione dei rischi.

Pubblicato 3 ore fa

Nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, finalizzati al contrasto del fenomeno del c.d. “caporalato” nel settore agricolo, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Palermo, unitamente al personale delle Stazioni Carabinieri presenti sul territorio di questa provincia, ha svolto numerosi controlli presso svariate aziende agricole, riscontrando, nella maggior parte dei casi irregolarità di natura amministrativa e anche di carattere penale.

In particolare, sono state ispezionate 18 aziende, tutte irregolari sotto il profilo della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si è proceduto quindi a denunciare 15 datori di lavoro e, a sospendere 5 attività imprenditoriali, sia per l’occupazione di lavoratori “in nero” che per le violazioni in materia di sicurezza.

In totale sono stati identificati 43 lavoratori (di cui 12 irregolari e 7 occupati senza regolare contratto di assunzione “in nero”). Le sanzioni elevate sia per le violazioni amministrative (circa €. 74.000,00) che per quelle contravvenzionali (circa €. 59.000,00) rappresentano un emblematico indice di quanto, ancora, vi sia poca attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e al rispetto dei diritti dei lavoratori.

Tre le violazioni più ricorrenti che sono state contestate si menzionano, l’omessa sorveglianza sanitaria, l’omessa formazione in materia di sicurezza dei lavoratori e l’omessa elaborazione del Documento di valutazione dei rischi.

Il personale dei Comandi Stazione che ha partecipato alle attività ispettive in argomento, ha partecipato ad alcune sessioni formative in materia svolte dai colleghi del NIL, utili a riconoscere sul posto gli indicatori tipici del reato di “intermediazione illecita” (art 603 bis c.p.): lo stato di necessità del lavoratore da un lato e gli indici di sfruttamento dall’altro come la violazione di tutte quelle norme che salvaguardano la dignità del lavoratore.

Durante i predetti controlli non sono emersi particolari elementi che caratterizzano la fattispecie delittuosa tranne, in un paio di circostanze, in cui i militari operanti hanno individuato alcuni degli indici “campanello d’allarme” per cui limitatamente a tali controlli, l’attività investigativa è tuttora in corso.

L’Arma dei Carabinieri continuerà a programmare attività ispettive in tutti gli ambiti lavorativi, non solo quello agricolo, con l’obiettivo di contrastare sia il lavoro sommerso che la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo al fenomeno del caporalato nei confronti di giovani extracomunitari che necessitano di lavorare per mantenere i requisiti indispensabili al rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno.

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