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Al via i saldi in Sicilia, Confimprese: “consumatori più prudenti”

Confimprese Sicilia fa una prima analisi dell'andamento del mercato

Pubblicato 1 ora fa

In vista dell’avvio dei saldi estivi 2026 in Sicilia, sabato 4 luglio, con la solita falsa partenza delle comunicazioni di pre-saldi che molti negozianti stanno gia’ inviando via sms o email ai clienti fidelizzati, Confimprese Sicilia fa una prima analisi dell’andamento del mercato. “Non emergono elementi tali da far prevedere significativi scostamenti rispetto alle ultime stagioni commerciali – spiega il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia Giovanni Felice – e quindi le vendite si attesteranno sugli stessi livelli dell’anno scorso. La fase piu’ acuta dell’inflazione e’ alle spalle, ma i prezzi continuano a rimanere sensibilmente piu’ elevati rispetto a pochi anni fa e molte famiglie continuano a gestire con attenzione il proprio bilancio, privilegiando i consumi piu’ essenziali, usando prudenza e ricercando la massima convenienza”. L’analisi va oltre. “Allo stesso tempo, il rallentamento degli acquisti nella stagione ordinaria potrebbe tradursi in una maggiore concentrazione della domanda nel periodo dei saldi – continua Felice – poiche’ una parte dei consumatori tende sempre piu’ spesso a rinviare gli acquisti in attesa delle promozioni e dei saldi, programmando la spesa e privilegiando i momenti dell’anno in cui e’ possibile ottenere condizioni piu’ favorevoli”. Anche in Sicilia il quadro appare sostanzialmente allineato alle dinamiche nazionali. Le famiglie mostrano una crescente attenzione al prezzo e una maggiore propensione a pianificare gli acquisti, confermando un cambiamento nelle abitudini di consumo che si e’ consolidato negli ultimi anni. “La figura tradizionale del consumatore che approfitta dei saldi per concedersi uno sfizio lascia progressivamente spazio a un nuovo modello – argomenta il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia – e sempre piu’ persone acquistano durante i saldi non per soddisfare un desiderio, ma per acquistare cio’ che serve. Abbigliamento, calzature e articoli stagionali vengono inseriti in una logica di spesa programmata nella quale il saldo rappresenta l’occasione per contenere l’impatto sul bilancio familiare”. Si consolida quindi una categoria di consumatori che considera i saldi come il momento ordinario dell’acquisto. “Non si tratta piu’ di approfittare di un’opportunita’ occasionale – dicono da Confimprese – ma di attendere deliberatamente l’inizio delle promozioni per effettuare acquisti gia’ programmati da tempo”.Se il consumatore e’ cambiato, e’ cambiato anche il mercato. “Non si prevedono particolari rivoluzioni nel rapporto tra commercio fisico ed e-commerce – continua Felice – ma la pressione competitiva esercitata dalle vendite online continua a influenzare profondamente le strategie degli operatori tradizionali, soprattutto delle micro e piccole imprese. L’e-commerce, infatti, vive in una condizione sostanzialmente diversa da quella del commercio fisico. Le promozioni si susseguono durante tutto l’anno e il confine tra periodo ordinario e periodo degli sconti e’ sempre meno definito. Per reagire a questa situazione, anche molti negozi fisici hanno progressivamente adottato strumenti analoghi: programmi fedelta’, sconti riservati agli iscritti, campagne dedicate e iniziative che consentono di accedere a condizioni di favore prima dell’avvio ufficiale dei saldi”. Ma c’e’ di piu’. L’analisi di Confimprese Sicilia rileva come “sempre piu’ frequentemente l’iscrizione ai programmi fedelta’ avvenga direttamente in cassa e contestualmente all’acquisto, consentendo al consumatore di beneficiare immediatamente dello sconto. Si tratta di pratiche che, nei fatti, anticipano le logiche tipiche dei saldi e che contribuiscono a rendere sempre piu’ sfumato il confine tra promozione commerciale e vendita di fine stagione”. La trasformazione piu’ profonda riguarda probabilmente la natura stessa dei saldi. Storicamente erano stati concepiti come uno strumento per favorire lo smaltimento delle rimanenze e della merce invenduta al termine della stagione commerciale. “Oggi, invece, i saldi vengono sempre piu’ spesso vissuti come una vera e propria stagione di vendita – dice Felice – e la rapidita’ dei riassortimenti, la disponibilita’ di nuove forniture e la crescente centralita’ commerciale del periodo promozionale hanno modificato il significato originario delle vendite di fine stagione. Non e’ raro che durante i saldi gli assortimenti vengano integrati o aggiornati, confermando come il mercato abbia ormai superato la logica tradizionale dello smaltimento dell’invenduto”. Si tratta di una trasformazione che pone inevitabilmente interrogativi sull’attualita’ di alcune regole ancora oggi in vigore. “A fronte di un mercato profondamente cambiato, infatti, continuano a sopravvivere adempimenti e vincoli che appaiono sempre piu’ distanti dalla realta’ del commercio contemporaneo – denuncia Felice – In Sicilia, ad esempio, permane l’obbligo di comunicazione preventiva al Comune per l’effettuazione dei saldi. A nostro avviso si tratta di una previsione ormai superata dal processo di liberalizzazione del commercio avviato a livello nazionale e dai principi di tutela della concorrenza che ne costituiscono il fondamento. Se la data dei saldi e’ stabilita dalla Regione e non e’ richiesta alcuna autorizzazione preventiva, appare difficile individuare l’utilita’ concreta di un adempimento che si traduce esclusivamente in un aggravio burocratico per le imprese”.

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