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L’appalto dei rifiuti e la consulenza “retrodatata”: indagati due imprenditori, un deputato e un avvocato 

Nel mirino della Procura finisce anche l’appalto da 147 milioni di euro per il servizio di raccolta rifiuti ad Agrigento e in altri nove Comuni della provincia

Pubblicato 4 ore fa

La maxi inchiesta che ha travolto (tra gli altri) l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao arriva fino ad Agrigento. E nel “mirino” della Procura di Palermo finisce anche l’appalto da 147 milioni di euro – suddiviso in due lotti – per l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti. Si tratta di una gara bandita dall’Urega, per conto dell’Ato 4 Agrigento Provincia Est, che riguarda la Città dei templi e i comuni di Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte e Naro per la durata di sette anni. Un appalto che, annotano i poliziotti della Squadra mobile in una informativa, “interessava” Gaetano Armao che in quel momento era il presidente della Commissione che doveva giudicare le offerte. 

Si tratta di una nuova “costola” investigativa e vede indagate, per questo specifico filone, sei persone: oltre ad Armao ci sono anche l’avvocato Pierluigi Matta, due imprenditori di Porto Empedocle – Giuseppe Gaglio e Pietro Alongi – il deputato regionale di Forza Italia, Gaspare Vitrano, e l’avvocato Valentina Matta, cugina di Pierluigi. Il reato contestato è quello di corruzione. L’ipotesi per chi indaga è la seguente: gli imprenditori agrigentini, che partecipavano alla gara con la società Icos nel raggruppamento facente capo all’impresa salernitana Sarim, avrebbero affidato un incarico di consulenza extragiudiziale all’avvocato Valentina Matta (cugina di Pierluigi, braccio destro di Armao ndr) con l’intermediazione del deputato regionale Gaspare Vitrano. La consulenza, in realtà avvenuta nel luglio scorso, sarebbe stata appositamente “retrodatata” al 4 aprile 2026, vale a dire un mese prima che Armao diventasse presidente della Commissione giudicatrice. Il tutto – annotano i poliziotti – per dare una “parvenza di legalità”. Parte di quella consulenza, sempre secondo gli investigatori, sarebbe dovuta arrivare proprio ad Armao.

Un primo spunto investigativo viene registrato il 9 giugno quando Pierluigi Matta e Armao parlando di una impresa di Agrigento che “vuole essere assistita” e così spunta il nome di Valentina Matta: “La facciamo assistere a lei, che problema c’è”. Matta dice ad Armao che li avrebbe messi in contatto: “Io dirò a Valentina che Gaetano ti deve parlare.” Armao replicava: “No, no, io non voglio dire niente.. quando sarà materialmente..” Per gli investigatori tale indisponibilità di Armao di incontrare Valentina Matta sta nel fatto che il primo è Presidente della Commissione giudicatrice per la procedura per la quale l’avvocato avrebbe accettato un incarico di consulenza da una delle società che avrebbe partecipato all’appalto. 

Il 10 giugno compare sulla scena un nuovo personaggio. Si tratta del deputato regionale Gaspare Vitrano, di Forza Italia, presidente della Commissione attività produttive all’Ars. L’onorevole contatta telefonicamente l’avvocato Valentina Matta per un fissare un incontro al quale parteciperanno gli imprenditori agrigentini. Incontro che avviene il 15 giugno. Vitrano introduce gli empedoclini alla professionista: “Loro hanno partecipato ad una gara sul Comune di Agrigento e comuni limitrofi e per la quale serve un’assistenza giuridica”. Alongi prende la parola e spiega: “Noi come diceva l’onorevole abbiamo bisogno della vostra assistenza perchè è una gara che ha degli aspetti abbastanza..noi già siamo stati ammessi come offerta amministrativa e quindi abbiamo già superato”. Il 23 luglioavviene un altro incontro al quale, oltre a Matta, Gaglio, Vitrano e Alongi, prendono parte anche Cosimo Bardascino ed Elisa Agovino, rispettivamente legale rappresentante e consigliera della Sarim. È il giorno in cui viene affidata la famosa consulenza ma, annotano gli investigatori, con una particolarità. Viene retrodatato al 7 aprile. Alongi dice: “La data può mettere 7 aprile 2026”. L’avvocato risponde: “Non era Pasqua.. vero!?”. La Squadra mobile sul punto scrive: “Siffatta retrodatazione appare invero un artificio preordinato a fornire una parvenza di legalità ad un incarico di consulenza il cui effettivo conferimento si colloca temporalmente in una fase nella quale le offerte, amministrative e tecnica, erano già state presentate.” Per la Squadra mobile, invero, la consulenza appena firmata potrebbe essere “un espediente fittizio” per coprire un compenso illecito che, in parte, sarebbe dovuto andare a Gaetano Armao. Il 24 luglio, dopo aver firmato il contratto di consulenza, gli investigatori registrano un incontro tra Pierluigi Matta e la cugina Valentina in cui si parla delle percentuali per il computo del compenso professionale: “0.25 in percentuale sull’importo di aggiudicazione..l’altro 0.50..”. Pierluigi Matta chiosava: “Ti devono tenere informata su tutto..questa è una bella cosa..”.

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