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Maxi operazione antimafia, fermate 32 persone (I NOMI)

Operazione congiunta di carabinieri e polizia, in manette anche un consulente finanziario

Pubblicato 5 ore fa



Operazione antimafia a Palermo. Squadre di carabinieri e polizia di Stato in azione nella periferia del capoluogo siciliano, nel mandamento di Brancaccio, per eseguire 32 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto. Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, reati in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre a ulteriori delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa. L’attivita’ investigativa, condotta dal 2023 al 2026, ha delineato la struttura e gli assetti del mandamento mafioso di Brancaccio e ha riguardato le famiglie mafiose di Brancaccio, Roccella Guarnaschelli e Corso dei Mille, delineando i nuovi assetti organizzativi e gerarchici.

LE PERSONE FERMATE

Pietro Asaro, 55 anni; Antonino Borgognone, 64 anni; Salvatore Borgognone, 31 anni; Filippo Bruno, 36 anni; Francesco Capizzi, 35 anni; Giuseppe Caserta, 51 anni; Sebastiano Castagnetta, 28 anni; Ignazio Cinà, 37 anni; Maurizio Costa, 61 anni; Salvatore Di Pasquale, 58 anni; Angelo Faraone, 32 anni; Paolo Filippone, 34 anni; Antonino Giuliano, 54 anni; Antonino Graviano, 46 anni; Mohamed Labidi, 33 anni; Cosimo Lo Nigro, 51 anni; Saverio Marchese, 61 anni; Antonino Marino, 48 anni; Antonino Randazzo, 33 anni; Antonino Sacco, 71 anni; Carmelo Sacco, 37 anni; Francesco Salerno, 56 anni; Luciano Scrima, 37 anni; Antonino Spadaro, 70 anni; Matteo Scrima, 66 anni; Gaetano Spadaro, 57 anni; Pietro Tagliavia, 58 anni; Giacomo Teresi, 80 anni; Ignazio Testa, 38 anni; Filippo Marcello Tutino, 65 anni; Giuseppe Vulcano, 37 anni.

Tra i 32 fermi nel corso dell’operazione antimafia a Palermoc’è Nino Sacco che uscito dal carcere a maggio del 2024 era tornato a prendere il controllo del mandamento. Il boss scarcerato insieme agli altri 31 indagati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, reati in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre a ulteriori delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa. Le indagini sono state eseguite dal nucleo Investigativo del comando provinciale carabinieri di Palermo e dalla squadra mobile della questura di Palermo con la Sisco, sotto il coordinamento della Dda diretta dal procuratore Maurizio de Lucia con l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Giacomo Brandini, Francesca Dessì e Francesca Mazzocco. L’attività investigativa, condotta dal 2023 al 2026, ha delineato la struttura e gli assetti del mandamento mafioso di “Brancaccio” ed ha riguardato le famiglie mafiose di Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille, ricostruendo i nuovi assetti organizzativi e gerarchici. 

L’operazione e’ il risultato di attivita’ d’indagine svolte dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Palermo e dalla Squadra mobile della questura, con Sisco (Sezioni investigative del Servizio centrale operativo), sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia. Gli esiti, viene spiegato dagli inquirenti, hanno confermato, “una metamorfosi strategica”, nell’ambito della quale Cosa nostra, sottolinea il capo della procura palermitana, “non ha rinnegato la propria vocazione violenta e il controllo militare del territorio”, ma ha affiancato a questi “una moderna inclinazione affaristica”, declinandola in “chiave manageriale”, poiche’ il controllo di una parte importante del mercato legale “puo’ generare ricavi piu’ remunerativi con molti meno rischi”. Oltre all’esecuzione dei fermi, sono in corso numerose perquisizioni personali e locali disposte dall’autorita’ giudiziaria, con il sequestro preventivo riguardante aziende, immobili, conti correnti in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Oltre all’esecuzione dei fermi, sono in corso numerose perquisizioni personali e locali disposte dall’autorità giudiziaria ed è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo riguardante aziende, immobili, conti correnti in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Nel corso delle indagini, si era proceduto all’arresto in flagranza di 6 soggetti, all’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori 2 persone, nonché al sequestro di 5 pistole, di 1 fucile a pompa, di 1 carabina, di 2 mazze chiodate, di 3 chili di hashish e della somma in contanti di circa 13.000 euro, elementi che confermano la concreta pericolosità dei soggetti coinvolti e l’attuale capacità operativa del sodalizio. Nell’operazione sono stati impiegati oltre 450 uomini inclusi Nuclei Investigativi, gruppi di Palermo e Monreale, Squadre di intervento operativo (Sio), Aliquote di primo intervento (Api), unità cinofile e il 9° nucleo elicotteri, personale del reparto prevenzione crimine di Sicilia e Calabria, della polizia scientifica, unità cinofile e un elicottero del IV reparto volo. 

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