Palermo

Controlli in azienda di lavorazione carni, sequestrati 400 chili di alimenti scaduti

Gli accertamenti hanno consentito di rilevare gravi carenze igienico-strutturali e irregolarita' nei processi di preparazione degli alimenti.

Pubblicato 22 minuti fa

I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanita’ di Palermo hanno eseguito, negli ultimi giorni, una serie di controlli sul rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare presso depositi di distribuzione, supermercati, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e attivita’ di ristorazione del capoluogo. Nel corso delle ispezioni sono state accertate numerose violazioni. In particolare, riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, l’occupazione abusiva di ulteriori spazi destinati alla somministrazione di alimenti e bevande, nonche’ la presenza di locali adibiti a deposito, privi della prescritta registrazione sanitaria.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato irregolarita’ nell’applicazione delle procedure di autocontrollo basate sul sistema Haccp, in alcuni casi del tutto assenti, oltre alla mancata tracciabilita’ degli alimenti e a non conformita’ nelle modalita’ di conservazione dei prodotti destinati alla somministrazione. In alcune gelaterie, in particolare, sono stati rinvenuti alimenti conservati a temperature non conformi e all’interno di contenitori in condizioni igieniche inadeguate, in alcuni casi arrugginiti. I militari del Nas, con il supporto dei veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, hanno ispezionato poi un’azienda di lavorazione delle carni che rifornisce l’intera provincia. Gli accertamenti hanno consentito di rilevare gravi carenze igienico-strutturali e irregolarita’ nei processi di preparazione degli alimenti. Sequestrati circa 400 chilogrammi di prodotti alimentari scaduti e disposta l’immediata sospensione dell’attivita’. Complessivamente, i controlli hanno consentito di sottoporre a sequestro circa 5 quintali di alimenti, risultati non idonei al consumo umano e avviati a distruzione, nonche’ di contestare sanzioni amministrative per un importo complessivo di 23.000 euro.

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