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I “furbetti del cartellino” a Favara, Comune chiede danni per oltre 100 mila euro

Il Comune di Favara chiede oltre 100 mila euro tra danno di immagine e patrimoniale ai cosiddetti "furbetti del cartellino"

Pubblicato 49 minuti fa

Quasi 15 mila euro per il danno patrimoniale diretto subito, calcolato sulla base delle retribuzioni versate e in realtà non dovute, e 93 mila euro di danni di immagine per l’impatto ed il clamore mediatico causato dai comportamenti plateali dei lavoratori infedeli. Il Comune di Favara si è costituito parte civile (tramite l’avvocato Giovanni Crosta) nel procedimento a carico di 31 dipendenti – tra custodi, giardinieri, operatori amministrativi, assistenti, un geometra e anche un ispettore della Polizia Municipale – coinvolti nell’inchiesta sui “furbetti del cartellino”. Le indagini, svolte sul campo dai carabinieri con l’utilizzo di intercettazioni e pedinamenti, avrebbero portato alla luce numerosissimi episodi di assenteismo al Comune nell’estate 2022. In 31 adesso rischiano di finire a processo con le accuse di truffa aggravata e falso. A decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio sarà il gup Alberto Lippini. Intanto, però, il Comune di Favara – rappresentata dal sindaco Antonio Palumbo – ha deciso di costituirsi parte civile chiedendo – oltre alla somma complessiva di 107.281 euro – anche una provvisionale immediatamente esecutiva pari a mille euro per ciascuno dei 31 imputati. 

GLI IMPUTATI

Antonio Alaimo, 54 anni; Giovanni Distefano, 62 anni; Angelo Piazza, 59 anni; Gaetano Vella, 57 anni; Pasquale Chianetta, 59 anni; Salvatore Pecoraro, 60 anni; Gerlando Varisano, 54 anni; Antonio Cipolla, 56 anni; Giuseppe Sanfilippo, 62 anni; Gerlando Costa, 60 anni; Libertino Russotto, 59 anni; Giuseppe Baio, 63 anni; Salvatore Belluzzo, 62 anni; Maria Bosco, 69 anni; Rosario Cacioppo, 59 anni; Giuseppe Carlino, 55 anni; Giuseppe Castronovo, 60 anni; Angelo Ciccotto, 62 anni; Vincenzo Cipolla, 62 anni; Giovanna Contino, 61 anni; Antonio Di Caro, 61 anni; Stella Distefano, 61 anni; Paolina Infurna, 61 anni; Teresa Mancuso, 60 anni; Salvatore Nicotra, 61 anni; Pasquale Palumbo, 69 anni; Angela Patti, 64 anni; Maria Picone, 60 anni; Antonio Salvaggio, 60 anni; Immacolata Serravalle, 61 anni; Giuseppe Volpe, 56 anni. 

I CASI DI ASSENTEISMO

Badge passati di mano in mano e timbrati al posto di colleghi che potevano così assentarsi dal lavoro per sbrigare faccende personali risultando però in servizio. Tra questi c’era chi – nonostante risultasse sul posto di lavoro – faceva rientro nella propria abitazione, si recava in un’enoteca, al mercato, al cimitero, dal fruttivendolo, in ospedale oppure in chiesa. Tra gli imputati ci sono custodi, giardinieri, operatori amministrativi, assistenti, un geometra e anche un ispettore della Polizia Municipale. A quest’ultimo, ad esempio, gli inquirenti contestano oltre 10 episodi tra giugno e luglio 2022 con assenze “ingiustificate” per recarsi a casa, dal meccanico e addirittura a svolgere lavori edili nella propria abitazione.  Ad altri due dipendenti – marito e moglie – viene contestato l’essersi scambiati i badge e timbrato il cartellino. L’uomo, un geometra, è stato pizzicato a portare a spasso il cane mentre la moglie sarebbe andata sul posto di servizio un’ora dopo quello indicato. I casi di assenteismo documentati dai carabinieri della Tenenza di Favara sarebbero centinaia. L’indagine è stata aperta nel 2020 con prime iscrizioni nel registro degli indagati nel giugno 2022, con controllo bis nel marzo successivo che ha scoperchiato il calderone.

COME NASCE L’INCHIESTA “OTIUM”

Gli input alle indagini sono stati dati da almeno tre esposti anonimi, diverse fonti confidenziali e un gruppo di cittadini che si è ribellato ad un presunto “sistema” consolidato di abusi e agevolazioni in favore di pochi e a discapito di molti. A dare nuova linfa alle indagini sono state numerose segnalazioni da parte di privati cittadini che, chiedendo aiuto ai carabinieri, hanno denunciato dinamiche a dir poco “opache” relative alle concessioni e autorizzazioni in favore di alcune attività commerciali puntando il dito – in particolare modo – contro il Corpo della Polizia municipale di Favara e l’Ufficio tecnico comunale. Ed è così che l’attività investigativa entra nel vivo con gli investigatori che – raccogliendo informazioni e indizi sui Vigili Urbani – chiedono e ottengono di piazzare telecamere negli uffici comunali, compresa la sede della Polizia Locale. Indagando su presunti abusi e favoritismi dei Vigili urbani (principalmente nei confronti di una nota attività di ristorazione) ai carabinieri si apre “un mondo” e nell’estate 2022 riescono a portare alla luce numerosissimi episodi di assenteismo di dipendenti dell’Ente. 

IL COLLEGIO DIFENSIVO

Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Salvatore Cusumano, Giuseppe Barba, Maria Alba Nicotra, Sergio Baldacchino, Angelo Piranio, Antonella Carlino, Antonino Gaziano, Domenico e Vincenzo Russello. 

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