De Luca a muso duro contro Sodano: “Smetta di fare il Tiktoker”
Il "sindaco di Sicilia" interviene anche sulla vicenda Maddalusa: "Serviva un approccio più spregiudicato"
Un appello ai naviganti per mettere in chiaro che la “nave” De Luca in direzione Presidenza della Regione è pronta a salpare e c’è ancora qualche posto libero. Il “sindaco di Sicilia” arriva ad Agrigento e usa un principio abbastanza comune nel marketing, quello della “scarsità“, per rilanciare la sua candidatura alla successione di Schifani rafforzando la propria squadra con nuovi transfughi provenienti da altri partiti. Gli ultimi acquisti di peso arrivano proprio dall’Agrigentino, cioè un pezzo della Democrazia Cristiana a Favara, con, tra gli altri, il big delle preferenze Totò Fanara che, dice De Luca, diversamente da i tanti che avrebbero dialogato con lui per valutare il cambio di casacca, “ha avuto le palle di navigare a mare aperto”. Il leader di “Sud chiama Nord” comunque precisa sibillino che i dialoghi sono stati tanti e con varie aree politiche.
Così tra qualche stoccata al suo “figlioccio” Ismaele La Vardera (tra le tante: “Gli ho dato un posto nella commissione Bilancio per vedere cosa sapeva fare, poi è stato divertente vedere che scambiava cazzi per lampioni“) e un attacco alla politica di centrodestra siciliana (perché nell’isola l’accordo stilato a livello nazionale non vale) c’è spazio anche per contestare l’Amministrazione Sodano, ritenuta nei fatti intangibile. “In questi quattro mesi – dice De Luca – non si è vista quale sia la strategia messa in campo per la città. Non si viene eletti per continuare a dire che disastri hanno combinato quelli di prima, perché se hai ereditato disastro non puoi lasciare un disastro più iva e se quando ti candidi non sei consapevole della situazione o sei uno sprovveduto o un cretino“.
Stimolato dai cronisti Cateno De Luca parla anche della situazione Maddalusa, citando uno scenario a suo parere sovrapponibile (ma in realtà molto diverso), cioè la sua azione per la baraccopoli di Messina da ex primo cittadino. “Dopo un mese da quando mi sono insediato ho fatto un’ordinanza che mi ha portato a scontri con Prefetture e Istituzioni per garantire acqua e luce elettrica – spiega -. Dobbiamo partire dal presupposto che non possiamo dire alla gente la situazione era così ed ora continua a rimanere così, perché allora vuol dire che la nostra funzione è solo quella di riscaldare la sedia. Mi permetto quindi un consiglio al mio collega sindaco: l’approccio per queste dinamiche o è di quello spregiudicato, mettendo anche a repentaglio la propria poltrona o non risolverai mai nulla. E’ ovvio che con le vie ordinarie queste questioni non si risolvono”.




