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Bioetica, contro l’uso strumentale della persona: intervista al teologo Enzo Di Natali

La presentazione del libro di Enzo Di Natali Bioetica e Magistero. Da Pio XII a Papa Francesco percorre più di settant’anni di insegnamento della Chiesa su 15 temi molto delicati che riguardano la biomedicina, in un arco di tempo complesso, perché ha visto proprio in questi decenni uno sviluppo scientifico medico terapeutico davvero impressionante. Infatti, […]

Pubblicato 8 anni fa

La presentazione del libro di Enzo Di Natali Bioetica e Magistero. Da Pio XII a Papa Francesco percorre più di settant’anni di insegnamento della Chiesa su 15 temi molto delicati che riguardano la biomedicina, in un arco di tempo complesso, perché ha visto proprio in questi decenni uno sviluppo scientifico medico terapeutico davvero impressionante.

Infatti, chi avrebbe immaginato che un giorno la medicina avrebbe sostituito organi malati: cuore, fegato, reni  e addirittura cercato di rigenerare gli stessi organi malati, attraverso l’impiego delle cellule staminali?

E che dire delle neuroscienze che hanno individuato la funzionalità e la connessione dei circuiti cerebrali anche al  fine di conoscere il comportamento della coscienza.

Abbiamo incontrato l’autore, Enzo Di Natali, che ci definisce in dettaglio  la sua ultima fatica letteraria.

“In questa voluminosa opera, quasi novecento pagine, edita da Medinova di Favara, ho voluto presentare l’insegnamento della Chiesa, da cui si evince, anzitutto una fiducia nei confronti della ricerca scientifica, scartando ogni eventuale strumentalizzazione, tuttavia l’insegnamento della Chiesa mette in guardia nei confronti di coloro che vogliono fare un uso strumentale della persona umana, la quale non può essere al servizio della scienza e della ricerca, soprattutto quando ci sono in gioco interessi economici notevoli. Non c’è alcun dubbio sulla libertà di ricerca e di sperimentazione, tuttavia questa libertà deve essere esercitata all’interno della cornice del rispetto della persona umana, la quale deve essere sempre fine e mai mezzo”.

A che risultati è arrivato lo sviluppo biomedico?

“Lo sviluppo biomedico ha suscitato nel corso del tempo non pochi dilemmi etici, ad esempio il prelievo di organi: quali organi possiamo prelevare? Quando siamo dinanzi ad un cadavere? Cosa s’intende per ‘clinicamente morto’? Gli organi vanno donati o comporti? A chi donare un organo disponibile? Come distinguere tra accanimento  terapeutico ed eutanasia? Come intendere il cosiddetto testamento biologico o disposizione delle volontà anticipate? Le volontà espresse devono valere sempre? Siamo tenuti a rispettarle anche quando la ricerca scientifica sia nelle condizioni di indicare un trattamento sanitario adeguato tanto da essere un salvavita”? 

Sulle cellule staminali sembra calato il silenzio. Perché?

“Una delicata domanda sta affiorando in questo tempo: perché è calato l’interesse scientifico per le cellule staminali che tanta speranza terapeutica avevano suscitato, soprattutto per le malattie neurodegenerative? Nonostante affermati scienziati, come Angelo Vescovi, hanno dimostrato che la terapia generativa è la medicina del futuro, attraverso l’impiego di queste benedette cellule, ormai individuate nell’organismo di ogni persona, sembra che non ci sia un adeguato interesse. Non sono adeguate o gli interessi che si celano non desiderano che questo tipo di ricerca non vada avanti? Purtroppo, l’esperienza ci dice che comportamenti illeciti non siano stati del tutto evitati. La penicillina fu messa in commercio dopo parecchio tempo dalla scoperta di Fleming”.

Sulla neuroetica cosa ci può dire?

“Nell’ultimo decennio è subentrata una nuova disciplina che si è separata dalla bioetica: la neuroetica, la quale desidera rilevare la relazione tra comportamento umano e cosiddetto determinismo biologico, scritto nel nostro dna, dimenticando che il nostro dna interagisce con l’ambiente e con un qui definito ‘indecifrabile’. Certo, la terapia genica è importante soprattutto per prevenire determinate malattie, ad esempio la formazione dei tumori, il diabete, il morbo di Parkinson ecc, ma problematica è, invece, l’ingegneria genetica la quale mira ad inserire nel nostro patrimonio genetico altri ‘elementi’, presi dal mondo animale, al fine di ottenere migliori prestazioni; ma, in tal caso, potremmo ancora chiamare di umanesimo o siamo nel cosiddetto post umanesimo? Non va dimenticato, l’ingresso della robotica sia nella vita industriale sia nella vita commerciale e, adesso, nella vita familiare. Fino a quando il robot può sostituire l’uomo? Non c’è alcun dubbio che il robot è di grande aiuto, pensiamo ad esempio le persone anziane che vivono sole nelle proprie case; tuttavia la questione rimane sempre aperta”.

La Chiesa e le conferenze episcopali  a quali risultati sono convenuti?

“Il libro, oltre a trattare le questioni più delicate della biomedicina, ha voluto fare un’indagine sulle Conferenze Episcopali di ogni singolo Stato, al fine di capire fino a che punto ci fosse concordanza tra i pronunciamenti dei Pontefici (attraverso discorsi, messaggi, lettere ed encicliche) e i Vescovi delle singole Stati. Una ricerca , dunque, che mi ha visto impegnato in un lavoro ermeneutico ‘davvero impressionante’ messo a disposizione della comunità scientifica.  Tanto da  essere recensita da Medicina e Morale, edita dall’Università Cattolica Gemelli di Roma e sta cogliendo interesse tra gli stessi ricercatori che hanno visto per la prima volta una pubblicazione così complessa e di sicuro interesse soprattutto per gli stessi studenti che si possono appassionare su questi argomenti che riguardano la sopravvivenza dell’uomo su questo pianeta. Dovendo coniugare progresso scientifico e rispetto della dignità della persona umana e dell’ambiente circostante, ricordando che noi dobbiamo fare uso della natura e mai abuso, come già insegnava in modo profetico il filosofo Bacone e Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium vitae. Insegnamenti sulla  natura  che deve essere trattata sempre come Madre e mai come Materiale, e noi aggiungiamo da consumo, da manipolare e da distruggere”.

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