Caltanissetta

Appalti “truccati” e mazzette: 14 indagati tra politici, imprenditori e dipendenti comunali 

Nella lista degli indagati ci sono due imprenditori di Favara, un segretario comunale di Agrigento e il marito (di Canicattì) di una politica locale

Pubblicato 8 ore fa

Parla molto “agrigentino” l’inchiesta che ipotizza un giro di mazzette e appalti “pilotati” al Comune di Sommatino che già nel luglio scorso ha portato agli arresti del sindaco Salvatore Letizia e dell’imprenditore favarese Dino Caramazza, protagonista – quest’ultimo – di diverse indagini per corruzione nella Città dei templi come quella per il rifacimento della rete idrica o per i lavori alla Mosella. La Procura di Caltanissetta ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 14 persone. La novità, rispetto ad una prima fase di investigazioni, è che ci sono tre nuovi indagati. Il provvedimento – firmato – dall’aggiunto Santi Roberto Condorelli e dal sostituto Luigi Lo Valvo – anticipa la richiesta di rinvio a giudizio ormai sempre più imminente. Nella lista compaiono due imprenditori di Favara, Dino e Federica Caramazza, l’agrigentino Laura Tartaglia, segretario del Comune di Sommatino, ma anche Alessandro Ignazio Patti, di Canicattì, marito della politica locale Vincenza Valentina Calabrò. 

GLI INDAGATI 

Salvatore Letizia, 51 anni, sindaco di Sommatino; Mariangela Castellano, 39 anni, vicesindaca di Sommatino; Jean Pierre Rumeo, 58 anni, ex assessore al turismo di Sommatino; Luigi Pulci, 59 anni, imprenditore di Sommatino; Lorenzo Pulci, 62 anni, imprenditore; Calogero Vendra, 62 anni, tecnico comunale; Roberto Alotta, 53 anni, dirigente comunale; Antonino La Quatra, 51 anni, assessore comunale; Laura Tartaglia, 56 anni, di Agrigento, segretario comunale di Sommatino; Diego Caramazza, 45 anni, imprenditore di Favara; Federica Caramazza, 37 anni, imprenditrice di Favara; Vincenza Valentina Calabrò, 44 anni; Domenico Danisi, 51 anni; Alessandro Ignazio Patti, 44 anni, di Canicattì. 

“LA MAZZETTA DI SAN VALENTINO”

Per i pm nisseni gli imprenditori favaresi avrebbero pagato una “bustarella” di 45 mila euro al sindaco di Sommatino, ad un dirigente comunale e al Rup per ottenere l’affidamento diretto dei lavori alla villa del paese e la promessa di rifare il cimitero. L’importo complessivo dell’appalto era di 94.449 euro ai quali si sono aggiunti ulteriori 61.208 euro e, ancora, 30 mila euro con la perizia di variante. Sindaco, dirigente e Rup – secondo l’ipotesi degli inquirenti – avrebbero mantenuto appositamente separati i due appalti relativi alla Villa Garibaldi nonostante si trattasse di lavori che, in forza di canoni di efficacia dell’azione amministrativa, dovevano essere affidati con un unico appalto in modo da restare al di sotto la somma di 150 mila euro. L’accordo corruttivo, secondo quanto sostiene la Procura di Caltanissetta, prevedeva anche la promessa di affidare al Caramazza anche i lavori per sistemare loculi e servizi igienici del cimitero comunale. Uno straordinario riscontro del pagamento di una mazzetta di 15 mila euro effettuata dall’imprenditore Caramazza al sindaco di Sommatino, Salvatore Letizia, viene registrato dalle microspie piazzate dalla Squadra mobile di Agrigento all’interno degli uffici della Edilroad, la ditta gestita dalla famiglia Caramazza. La Procura della Città dei templi indagava già sull’imprenditore nell’attività che sarebbe poi sfociata nell’inchiesta denominata “Appalti e mazzette” ma – mentre il favarese viene intercettato – emergono possibili reati della stessa natura commessi in provincia di Caltanissetta. I pm agrigentini trasmettono gli atti ai colleghi nisseni che, da tempo, avevano già messo sotto controllo il sindaco di Sommatino. L’incrocio dei dati delle due procure ha fatto emergere lo scenario venuto a galla in questi giorni. È il 14 febbraio 2025. Caramazza invia un vocale al primo cittadino: “Alle quattro e mezza ci possiamo vedere in cantiere, va bene? Che guardiamo sti marciapiedi..sta problematica.. che c’è così vediamo cosa.. andare avanti, va bene?”. Il sindaco Letizia lascia il cellulare ma l’ambientale, annotano i carabinieri, registra un rumore compatibile con della carta e con una busta. Quello che verosimilmente è accaduto lo si apprende grazie alle intercettazioni di Agrigento su Caramazza. L’imprenditore entra negli uffici della sua ditta e insieme alla sorella prepara una busta all’interno della quale metteva del denaro che veniva prelevato da un vano di una stanza: “Sii gli do questi a cinquecento?.. prendimi una pista dai.. una, due, tre, quattro e cinque.. Inchia picciò quel sindaco il buono è che aveva capito?.. Si martedì mi ha detto ne facciamo un’altra di novanta mila euro..”. Le telecamere piazzate davanti la sede della Edilraod riprendono l’imprenditore uscire con una busta di colore bianco per recarsi a Sommatino dove, ricostruiscono gli inquirenti, avviene la consegna della mazzetta. Lo stesso Caramazza, intercettato ancora una volta nel suo ufficio, commenta così: “Oggi sono andato dal sindaco.. capito? La..a Sommatino..eh che dovevo fare.. mi ha chiesto una cortesia..”. La cortesia per gli investigatori è la bustarella. E ancora: “Mi ha mandato un messaggio (il sindaco ndr) e mi dice ce la fai questa sera che poi domani ho..” E poi: “Ma ormai non ce n’è più per nessuno, ora stiamo facendo il cimitero”. E infine: “Ormai decido io.. l’ultimo passaggio era il sindaco diretto.. mancava il sindaco ed è stato fatto ance..e completiamo..e Lillo che vuoi, già che è tarato già he ha tutti sti tutte cose lui fa..”.

LE ALTRE ACCUSE

Al sindaco Letizia, alla sua vice Castellano e all’ex assessore al turismo Rumeo viene contestato anche il reato di concussione per aver richiesto 150 euro in contanti per ogni giorno di presenza degli operatori commerciali che avrebbero dovuto partecipare alla “Sagra dell’Agricoltura” a Sommatino. Al dirigente comunale Alotta viene mossa l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità poiché, secondo gli inquirenti, avrebbe chiesto la somma di 50 mila euro all’imprenditore Pulci per l’affidamento dei lavori di consolidamento del costone roccioso di Sant’Anna, evento non realizzatosi per il rifiuto dell’imprenditore di pagare la somma. Allo stesso capo dell’area tecnica del Comune di Sommatino è contestata anche una ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio per aver chiesto allo stesso imprenditore 5 mila euro per l’affidamento dell’appalto di un asilo nido. Allo stesso Alotta, inoltre, è contestato il fatto di aver ricevuto in regalo dall’imprenditore Lorenzo Pulci e da Calogero Vendra un cellulare dal valore di 1.800 euro e un computer per il disbrigo delle pratiche amministrative. All’assessore La Quatra, insieme al segretario comunale Tartaglia, al sindaco Letizia, alla vice Castellano e all’ex assessore Rumeo è contestata una ipotesi di falso: secondo l’ipotesi degli inquirenti sarebbe stata attestata falsamente la presenza della vicesindaca e dell’assessore alla riunione di giunta del 25 ottobre 2024. A Vincenza Valentina Calabrò, già candidata al consiglio comunale, al marito Alessandro Ignazio Patti e a Domenico Danisi viene, infine, contestato il reato di favoreggiamento. Per i pm nisseni avrebbero rivelato l’esistenza di indagini a carico della vicesindaca Castellano così da aiutarla ad eludere le investigazioni.

COME NASCE L’INDAGINE

C’è una data ben precisa che rappresenta l’origine della maxi inchiesta della Procura di Caltanissetta su un presunto giro di tangenti al Comune di Sommatino. È la notte del 9 maggio 2024 quando ignoti malviventi esplodono diversi colpi di pistola contro l’auto del sindaco Salvatore Letizia. Una chiara intimidazione che merita tutte le attenzioni investigative. E così, in effetti, sarà. I carabinieri avviano le indagini che però non portano all’individuazione dei responsabili dell’attentato ma – così scrivono i pm Santi Roberto Condorelli e Luigi Lo Valvo – ad una “compromissione non episodica ma struttura e protratta nel tempo dell’Amministrazione comunale con particolare riferimento alla posizione del sindaco”. Gli investigatori consegnano un’informativa nel giugno successivo e la Procura di Caltanissetta apre l’odierno fascicolo. Ad attirare l’attenzione degli inquirenti sono i rapporti del primo cittadino con alcuni imprenditori e plurimi elementi che lasciavano ipotizzare ad uno “sviamento dell’azione amministrativa” e, contemporaneamente, ad una “fondata ipotesi di uno stabile asservimento della funzione publica ad interessi privati caratterizzato da reiterazione dei contatti, continuità e possibile sistematicità di condotte illecite e accordi corruttivi”. 

IL COLLEGIO DIFENSIVO

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Vitello, Giuseppe D’Acquì, Salvatore Manganello, Giuseppe Barba, Walter Tesauro, Paolo Liborio Pastorello, Giuseppe Ribaudo, Antonella Macaluso, Salvatore Patrì e Antonella Pecoraro.

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