Anniversario delitto giudice Saetta e figlio

Oggi ricorre il 34esimo anniversario dall’assassinio del giudice Antonino Saetta, presidente della prima sezione della corte d’Assise d’Appello di Palermo, e del figlio Stefano, assassinati mentre stavano percorrendo la strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta. 

I rappresentanti delle autorità, politiche, civili , militari e religiose, questa mattina, si sono recati alcimitero comunale di Canicattì per la deposizione di un omaggio floreale presso la tomba del Giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, alle 11:00 c’è stata la celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Domenico e successivamente la deposizione di una corona d’alloro nella Stele in C.da Giulfo, territorio di Caltanissetta (vecchio tracciato SS 640 Porto Empedocle-Caltanissetta).

Presenti, tra gli altri, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, i sindaci di Agrigento e Canicattì Miccichè e Corbo, le massime autorità militari e della magistratura.

Stele Saetta e figlio
Giudice Saetta e figlio, commemorazione 2022, prefetto Cocciufa e sindaco Canicattì, Corbo
Giudice Saetta e figlio, commemorazione 2022, prefetto Cocciufa e sindaco Canicattì, Corbo
Giudice Saetta e figlio, commemorazione 2022, prefetto Cocciufa e sindaco Canicattì, Corbo
Giudice Saetta e figlio, commemorazione 2022, prefetto Cocciufa e sindaco Canicattì, Corbo
Giudice Saetta e figlio, commemorazione 2022, prefetto Cocciufa e sindaco Canicattì, Corbo

Il giudice Antonino Saetta, Presidente della I° sezione della Corte d’Assise d’Appello, insieme al figlio Stefano, venne ucciso con 46 colpi nell’agguato avvenuto il 25 settembre 1988 sul viadotto Giulfo in territorio di Caltanissetta.

Saetta aveva condannato in appello i capimafia Michele e Salvatore Greco per l’attentato al giudice Rocco Chinnici ed i killer del capitano Emanuele Basile, scandalosamente assolti in primo grado (ma il processo era stato annullato dalla cassazione), si apprestava a presiedere l’appello del maxi processo.

Il giudice, sentendosi in pericolo, aveva chiesto di essere trasferito ad altra Corte d’Appello ma la sua richiesta non venne accettata per la necessità della sua presidenza proprio in quel luogo e in quel processo, per il suo equilibrio e il suo amore per la giustizia.