Mafia

Hydra, pentito in aula: “Gioacchino Amico mi disse di aver agganciato una parlamentare di Fdi”

Il pentito, deponendo in aula al processo Hydra, ha detto anche che Gioacchino Amico "aveva la tessera di Fratelli d'Italia e più volte si recava in Parlamento"

Pubblicato 12 ore fa

“Gioacchino Amico mi disse che sarebbe sceso a Roma” e che stava andando “spesso in Parlamento perché ho agganciato questa parlamentare attraverso la segretaria”. Francesco Bellusci, collaboratore di giustizia, affiliato alla ‘ndrangheta di Legnano, oggi in aula, a Milano, al processo Hydra, in un passaggio del suo interrogatorio lo ha raccontato, dando così conferma di quanto è già emerso nel corso del procedimento.

Rispondendo alle domande della pm della Dda Alessandra Cerreti, che con il collega Rosario Ferracane, ha indagato e sta indagando sulla “mafia a tre teste” in Lombardia, Bellusci ha raccontato che Amico, originario di Canicattì, il referente del clan Senese sul territorio lombardo e pure lui pentito, gli aveva riferito che “aveva la tessera di Fratelli d’Italia e più volte si recava in Parlamento” .

Aggiungendo di non ricordarsi il nome della parlamentare, ha affermato che l’intenzione era di riuscire ad “entrare nel sistema dei crediti a fondo perduto per l’agricoltura – ha riportato quanto gli aveva detto Amico – al fine mafioso di portare i finanziamenti nelle nostre tasche, nelle tasche di tutti”. La vicenda raccontata da Bellusci davanti ai giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale, si riferisce a quanto già emerso nell’indagine: la parlamentare è deputata Fdi Paola Frassinetti, oggi sottosegretaria al ministero dell’Istruzione.

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