Sambuca di Sicilia

Conclusa la nuova campagna di scavo sul monte Adranone: si ricostruisce la storia del sito nell’entroterra agrigentino

A condurla, in collaborazione con il Parco, è stato il Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin, con la Hochschule für Technik Berlin

Pubblicato 27 minuti fa

Si è conclusa in questi giorni la nuova campagna di scavo condotta sul Monte Adranone, a Sambuca di Sicilia, da parte del Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin, in collaborazione con il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, con la Hochschule für Technik Berlin e sotto la responsabilità di Agnes Henning.

Il progetto aveva come obiettivo acquisire nuove informazioni sulla struttura insediativa e sull’impronta culturale del sito. L’insediamento di altura, situato a circa 30 km nell’entroterra rispetto alla costa sud-occidentale della Sicilia, si contrappone alle cosiddette colonie greche con la loro pianta urbanistica regolare e i loro templi monumentali. La sua struttura è influenzata da diverse impronte culturali che hanno agito sulla comunità locale nel corso del I millennio. Dalla tarda età del bronzo fino al III secolo a.C., in questo luogo si sviluppò un modello insediativo del tutto peculiare, in cui si fondevano influenze indigene, greche e puniche. Un esempio particolarmente suggestivo è costituito dalle complesse strutture edilizie, dotate di un edificio circolare che probabilmente veniva utilizzato come sala di riunione o luogo di culto per grandi gruppi familiari (clan).

Il Monte Andranone domina un bacino naturale particolarmente fertile dal punto di vista agricolo, che sicuramente già nell’antichità veniva sfruttata ampiamente, come testimoniano i numerosi siti produttivi sul sito. L’altitudine dell’insediamento richiedeva una notevole capacità di stoccaggio, sia di generi alimentari che di acqua, come dimostrano i numerosi contenitori ceramici e le cisterne monumentali. L’obiettivo dei lavori di quest’anno è innanzitutto quello di effettuare un’approfondita analisi dello stato attuale. In primo piano vi è la documentazione delle numerose strutture finora riportate alla luce. Ciò comprende anche un rilevamento aggiornato dell’area con metodi moderni e la localizzazione degli edifici individuati in un modello del terreno. Questo collegamento può evidenziare come gli edifici abbiano dovuto adattarsi al terreno, spiegando così le presunte irregolarità.  Da un punto di vista archeologico, l’attenzione è stata rivolta al significato e alla funzione dell’Acropoli fortificata, che era forse riservata a un’élite locale. Si puntava inoltre a definire con maggiore precisione il ruolo della Fattoria, che domina la terrazza meridionale e le cui enormi dimensioni non trovano finora alcun paragone.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 36/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale ↗
N. 36/2026
Pagina 1 di 13
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv