Licata, “pizzo sulle paghe dei dipendenti”: si va verso il patteggiamento delle pene
Sviluppi in tribunale riguardanti la vicenda del presunto pizzo chiesto ai dipendenti delle cooperative Gabbiano e Arcobaleno di Licata. Ieri, durante l’udienza preliminare, le difese hanno chiesto di poter patteggiare la pena, richiesta che sarà vagliata nelle prossime ore dal magistrato Simona Faga. Gli indagati sono l’avv. Rosario Magliarisi, 47 anni (figura chiave della vicenda), Linda […]
Sviluppi in tribunale riguardanti la vicenda del presunto pizzo chiesto ai dipendenti delle cooperative Gabbiano e Arcobaleno di Licata. Ieri, durante l’udienza preliminare, le difese hanno chiesto di poter patteggiare la pena, richiesta che sarà vagliata nelle prossime ore dal magistrato Simona Faga.
Gli indagati sono l’avv. Rosario Magliarisi, 47 anni (figura chiave della vicenda), Linda Modica, 49 anni, responsabile delle due comunità d’accoglienza per minori psichici e malai, Angelo Magliarisi, 46 anni, fratello di Rosario, Carmela di Blasi, 67 anni, mamma dei due Magliarisi, Luciano Ballacchino, 39 anni, Florinda Zagra, 38 anni, tutti di Licata.
I dipedenti, secondo le accuse, erano costretti a restituire in contanti parte dello stipendio percepito dopo il pagamento mensile dello stesso e a firmare la busta paga per evitare il licenziamento.
Dopo una prima fase dove tre dipendenti avevano negato responsabilità da parte dei vertici delle cooperative, gli stessi hanno deciso di rompere il silenzio e collaborare con la Procura. Le principali accuse contestate, a vario titolo, agli indagati, sono estorsione e appropriazione indebita.




