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Blitz “Proelio”, altra ordinanza di custodia cautelare per Francesco Fragapane (ft)

Il Riesame ha accolto il ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania in merito all’operazione “Proelio” eseguita dai carabinieri la scorsa estate e che ipotizzava l’esistenza, tra Vittoria e Comiso, di contatti tra esponenti di Cosa Nostra con consolidati legami sia con gli altri clan della medesima organizzazione criminale della provincia di Agrigento e sia con […]

Pubblicato 8 anni fa

Il Riesame ha accolto il ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania in merito all’operazione “Proelio” eseguita dai carabinieri la scorsa estate e che ipotizzava l’esistenza, tra Vittoria e Comiso, di contatti tra esponenti di Cosa Nostra con consolidati legami sia con gli altri clan della medesima organizzazione criminale della provincia di Agrigento e sia con le ‘ndrine calabresi operanti nella piana Gioia Tauro.

Pertanto sono scattate le nuove misure cautelari – tre in tutto – nei confronti di Carmelo Battaglia, 42 anni, già detenuto per altra causa, Francesco Fragapane, 38 anni, entrambi  arrestati lo scorso 22 gennaio nel corso dell’operazione “Montagna” – ma che in questo procedimento il secondo è accusato di traffico di stupefacenti e Salvatore Modica, 48 anni, anch’egli accusato di traffico di stupefacenti.

Tali reati, nella prima ordinanza di custodia cautelare eseguita dai Carabinieri, erano stati esclusi dalle accuse a loro contestate, ma contro tale decisione la Procura della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania aveva presentato ricorso presso il Tribunale del Riesame, che accoglieva tale ricorso emettendo un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare anche per tali reati, che ora è divenuta esecutiva a seguito dell’ultima decisione della Corte Suprema di Cassazione.
Si conferma in tal modo la validità dell’impianto accusatorio ricostruito dalla D.D.A. di Catania e dai Carabinieri, che hanno dimostrato l’esistenza, tra Vittoria e Comiso, di un clan di “*Cosa Nostra*” con consolidati legami sia con gli altri clan della medesima organizzazione criminale della provincia di Agrigento e sia con le ‘ndrine calabresi operanti nella piana Gioia Tauro.

Nell’operazione del giugno dello scorso anno finirono coinvolti cinque agrigentini, nello specifico: Francesco Fragapane, 37 anni, di Santa Elisabetta, Roberto Lampasona, 40 anni, anche lui di Santa Elisabetta, Antonino Mangione 37 di Raffadali; Giuseppe Quaranta 49 anni, di Favara, e Girolamo Campione, 40 anni di Burgio, inteso “Gigi”.

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