Droga e armi nascosti in casolare: quattro arresti (vd e ft)

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Droga e armi nascosti in casolare: quattro arresti (vd e ft)

di Redazione
Pubblicato il Mag 17, 2019
Droga e armi nascosti in casolare: quattro arresti (vd e ft)

Alle prime luci dell’alba di oggi, a Messina ed a Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, nei confronti di quattro persone, mentre un quinto uomo è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I cinque sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso.

Destinatari del provvedimento restrittivo sono i messinesi Giovanni Costantino, 49enne, Giuseppe Costantino, 35enne, Mario La Camera, 41enne ed il 56enne catanese Vito Salvatore Scuderi, mentre l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ha riguardato il 49enne messinese G. G..

La misura cautelare eseguita questa mattina costituisce l’epilogo di un’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Messina Sud ed avviata in seguito all’arresto in flagranza di reato, eseguito esattamente un anno fa, del pregiudicato Vincenzo Costantino, trovato in possesso, in un casolare di Santa Lucia Sopra Contesse, di un arsenale di armi e munizioni, tra cui una pistola semiautomatica calibro 9mm parabellum marca “Sites” modello “Spectre HC” e di un consistente quantitativo di droga.

Le indagini hanno permesso di accertare come, nonostante l’arresto di Costantino, il fratello Giovanni Costantino, ed il nipote Costantino Giuseppe abbiano proseguito ad utilizzare quei terreni come base logistica continuando a depositare e smerciare importanti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, nella convinzione che quei luoghi non sarebbero più stati controllati dai Carabinieri.

I due hanno utilizzato l’esteso terreno a monte dell’abitazione rurale del congiunto per interrare lo stupefacente ed occultarlo tra la vegetazione, conservandolo all’interno di alcuni contenitori, in plastica o vetro, così da eludere eventuali controlli di polizia presso le loro abitazioni. I contenitori, con all’interno quantitativi diversi di marijuana, erano nascosti in vari punti del terreno affinché fosse possibile reperire, al momento delle cessioni, la giusta quantità di stupefacente richiesto dal compratore.

La Camera, a sua volta, svolgeva il ruolo di intermediario, acquistando partite di droga dai due Costantino per conto di altri soggetti, allo stato non identificati, che, a loro volta, provvedevano a rivenderlo.

Il catanese Scuderi è invece ritenuto responsabile di avere rifornito il gruppo messinese delle partite di stupefacente.

Infine, G.G. è indiziato di avere partecipato ad una cessione di stupefacente.

Nel corso delle indagini sono state eseguite diverse perquisizioni che hanno consentito di sequestrare oltre un chilo di marijuana.

Il blitz dei Carabinieri che aveva portato all’arresto di Vincenzo Costantino era scattato il 16 maggio 2018, in un casolare di Santa Lucia Sopra Contesse, nella sua disponibilità. I militari dopo lunghi appostamenti, anche notturni, avevano rilevato dei movimenti sospetti ed avevano fatto irruzione perquisendo i locali ed effettuato degli scavi nel terreno adiacente la struttura, scoprendo, sotterrati a circa mezzo metro dalla superficie, diversi recipienti in vetro e plastica contenenti armi, in perfetto stato di conservazione, munizioni e droga. Erano così state rinvenute e sequestrate: una pistola semiautomatica calibro 9mm parabellum marca “Sites”, modello “Spectre HC”, di elevata capacità offensiva; un revolver “Smith & Wesson” calibro 357 magnum; due fucili con canne mozzate; 125 proiettili calibro 9X19 e 60 cartucce per fucile; 1 Kg. di marijuana e 3 Kg. di hashish nonché la somma di 10.000 euro in contanti.

Dopo le formalità di rito i due Costantino e La Camera sono stati tradotti presso il carcere di Messina Gazzi, mentre Scuderi è stato condotto al carcere di Catania Piazza Lanza.


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