Imprenditore denuncia gli usurai: due arresti

Redazione

Messina

Imprenditore denuncia gli usurai: due arresti

di Redazione
Pubblicato il Nov 14, 2019
Imprenditore denuncia gli usurai: due arresti

Un imprenditore denuncia e due usurai vengono arrestati all’alba di oggi, a Brolo e Messina, dai carabinieri della Compagnia di Patti. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e una per gli arresti domiciliari emessa dal gip Ugo Domenico Molina, su richiesta della locale procura guidata da Angelo Cavallo. In manette il 42enne Fortunato Calabro’, domiciliato a Brolo, e del 53enne messinese Franco Chiaia, accusati di usura pluriaggravata in concorso, nonche’, solo Calabro’, di estorsione, lesioni personali e rapina.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’indagine sviluppata dai carabinieri di Patti, coordinata dal sostituto procuratore Giorgia Orlando, e partita dalla denuncia da un imprenditore brolese Il commerciante, titolare con il fratello di un negozio all’ingrosso di calzature, oberato dai debiti contratti con le banche, nel dicembre del 2016 e’ caduto nella trappola dell’usura, accettando da Calabro’, tramite Chiaia, la consegna di 50 mila euro in contanti con l’applicazione di un tasso di interesse usurario del 13% mensile (oltre il 150% annui), pari a 6.500 euro al mese. L’imprenditore, con una parte del denaro ricevuto in prestito ha ripianato i debiti e il resto lo ha dovuto da subito impiegare per il pagamento degli interessi usurari, fino ad esaurire completamente, in soli otto mesi, le risorse economiche necessarie per accontentare i propri aguzzini. Ridotto in stato d’indigenza, e’ caduto nella disperazione e a partire dall’estate del 2017, non riuscendo a fare fronte con puntualita’ alle pretese usurarie ha iniziato ad essere vittima di soprusi sempre piu’ pressanti, minacce, prevaricazioni di ogni genere e violenze fisiche.

La vittima ha dovuto subire veri e propri saccheggi, per soddisfare le pressanti richieste economiche che gli venivano rivolte. Calabro’ si e’ piu’ volte presentato presso il magazzino dell’imprenditore, impossessandosi di calzature e articoli di abbigliamento per un valore complessivo di 30 mila euro. 


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