Politica, Renzi: “Il mio ciclo alla guida del Pd si è chiuso, non appoggio nè Lega e nè M5S”
“Il mio ciclo alla guida del Pd si e’ chiuso. Sono stati 4 anni difficili ma belli. Abbiamo fatto uscire l’Italia dalla crisi. Quando finira’ la campagna di odio tanti riconosceranno i risultati. Ma la sconfitta impone di voltare pagina. Tocca ad altri. Io daro’ una mano: noi non siamo quelli che non scendono dal […]
“Il mio ciclo alla guida del Pd si e’ chiuso. Sono stati 4 anni difficili ma belli. Abbiamo fatto uscire l’Italia dalla crisi. Quando finira’ la campagna di odio tanti riconosceranno i risultati. Ma la sconfitta impone di voltare pagina. Tocca ad altri. Io daro’ una mano: noi non siamo quelli che non scendono dal carro, semplicemente perche’ il carro lo hanno sempre spinto. Continuero’ a farlo con il sorriso: non ho rimpianti, non ho rancori”. Cosi’, in un’intervista al Corriere della Sera, il segretario uscente del Pd, Matteo Renzi, spiegando che “abbiamo dimezzato i voti assoluti rispetto a quindici mesi fa. Allora eravamo chiari nella proposta e nelle idee. Stavolta – e mi prendo la responsabilita’ – la linea era confusa. La sconfitta e’ una battuta d’arresto netta, ma non e’ la fine di tutto. Cinque anni fa Pd e 5 Stelle finirono 25 pari. Alle Europee e’ finita 40-20 per noi. Adesso 32-18 per loro. La ruota gira, la rivincita verra’ prima del previsto”. Renzi assicura che “le mie dimissioni non sono un fake. Ho seguito le indicazioni dello Statuto e dunque sul nuovo segretario decidera’ l’assemblea. Rispetteremo la volonta’ di quel con-sesso. Sui nomi non mi esprimo; anche perche’ sono tutte persone con cui ho lavorato per anni. Io non parlo male di loro; li rispetto, li difendo. E se qualcuno ha cambiato idea su di me, e’ libero di farlo”. Inoltre non salira’ al Quirinale per le consultazioni: “Nelle ultime consultazioni il Pd ha sempre mandato al Quirinale i due capigruppo, il presidente e il reggente. Non vedo motivi per cambiare delegazione”.






